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Covid in carcere, a Bergamo 25 positivi: un detenuto in ospedale

Quello di via Gleno è il secondo penitenziario in Lombardia per numero di contagi

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Secondo le ultime rilevazioni del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (dati aggiornati alle 20 dell’8 gennaio scorso) all’interno del carcere di Bergamo ci sono 25 detenuti positivi al Covid asintomatici e un altro in ospedale.

Quello di via Gleno è il secondo penitenziario in Lombardia per numero di contagi, preceduto solo da quello di Opera (29, di cui 26 asintomatici, e altri 5 ricoverati in ospedale) e seguito da Bollate (15 gli asintomatici, 2 con sintomi e un detenuto ricoverato in ospedale) e San Vittore con 16 positivi.

Sempre secondo gli ultimi dati (aggiornati alle 20 dell’8 gennaio scorso) in Italia i detenuti positivi sono 537. Erano invece 1.088 il 13 dicembre dell’anno scorso, giorno in cui si è raggiunto il massimo contagio nei penitenziari.

La stragrande maggioranza degli attualmente positivi è costituita da asintomatici: sono 499, a fronte di 12 sintomatici curati nelle carceri. Altri 26 detenuti sono ricoverati in ospedale.

A questi numeri sulla popolazione carceraria fanno da contraltare le cifre sul contagio tra la polizia penitenziaria. I positivi tra gli agenti sono 635 a fronte dei 609 del 4 gennaio.

Oltre a loro, ci sono altri 60 casi tra il personale amministrativo e dirigenziale dell’amministrazione penitenziaria. In tutto i dipendenti ricoverati sono 13.

Il carcere di Sulmona resta in testa per numero di casi (52, ma il mese scorso avevano sfiorato il centinaio). Allarma anche quello di Venezia con 46 positivi, tutti asintomatici. Altri focolai sono nel carcere di Lanciano con 29 contagiati e nel penitenziario romano di Regina Coeli con 35. Sempre nella capitale sono 28 i positivi nelle varie strutture di Rebibbia.

Una questione che, anche a Bergamo, va di pari passo con quello del sovraffollamento e il conseguente problema sanitario.

Un mese fa l’associazione bergamasca Carcere e Territorio aveva chiesto ai parlamentari bergamaschi di farsi parte diligente per l’adozione di misure contro il sovraffollamento nelle case circondariali nazionali che, in tempi di un’emergenza sanitaria, risulta ancora più drammatico.

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