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Vaccino anti Covid anche a Zingonia, Ponte San Pietro e alla Gavazzeni - BergamoNews
La campagna

Vaccino anti Covid anche a Zingonia, Ponte San Pietro e alla Gavazzeni

Le testimonianze di medici, infermieri e operatori

Continua la campagna di vaccinazione anti Covid-19 degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi – Gruppo San Donato (Policlinico San Pietro, Policlinico San Marco, Smart Clinic Le Due Torri e Oriocenter e Centro Diagnostico di Treviglio). Più di 400 tra medici, infermieri, operatori sanitari dei due ospedali, hanno ricevuto finora il vaccino di Pfizer/BioNTech.

Al Policlinico San Marco il primo a vaccinarsi è stato il direttore sanitario, professor Giancarlo Borra, mentre al Policlinico San Pietro la direttrice sanitaria Eleonora Botta.

“I vaccini sono efficaci e sicuri e oggi rappresentano l’unico strumento per superare l’attuale grave emergenza sanitaria, nella speranza che si realizzi presto la fine della pandemia – commenta il professor Borra -. La battaglia contro il virus non è vinta. È necessario tenere ancora alta la guardia continuando a rispettare le precauzioni indicate dagli esperti: mascherina, distanziamento, disinfezione delle mani etc. Sicuramente, grazie a questo vaccino faremo un passo significativo in avanti verso il ritorno alla normalità. Mi permetto pertanto di consigliare a tutti gli indecisi e a tutti i cittadini bergamaschi – non solo alle persone anziane – di vaccinarsi”.

“È davvero un’emozione fortissima. Fino a solo qualche mese fa non avremmo mai pensato di poter avere un vaccino contro il Covid-19 in tempi così brevi. Sembrava quasi un miraggio e invece, grazie alla scienza e all’impegno a livello mondiale, è diventato realtà: dopo quello che abbiamo vissuto credo che rappresenti una vittoria – dice la dottoressa Botta -. Ringrazio tutto il personale sanitario, amministrativo, tecnico per la dedizione e la tenacia mostrata in questi mesi. Ora finalmente possiamo guardare al futuro con un po’ più di ottimismo e tranquillità”.

Dopo di loro è stata la volta di diversi medici e infermieri che in tutti questi mesi si sono impegnati, con dedizione e professionalità, alla lotta al Covid-19.

Da febbraio i due ospedali sono stati in prima linea nella gestione e cura dei pazienti Covid arrivando, nel momento di massimo picco, ad avere quasi 400 pazienti ricoverati tra reparti di degenza e terapia intensiva.

Molta l’emozione e l’orgoglio di essere, anche in questo caso, in prima linea: “Dopo tanti mesi di sacrifici e sofferenze questo vaccino è la speranza di una nuova vita. Siamo fieri di poter dare il buon esempio – dice emozionata un’infermiera -. Sono felicissima di vaccinarmi”.

“Ho visto cosa fa questa malattia e non vedo l’ora di ricevere anche la seconda dose. Spero davvero che lo facciano tutti. Il mio effetto collaterale è la gioia” le fa eco una collega. “L’emozione che provo oggi è indescrivibile. Sono felice e onorata di essere parte di un momento storico come questo che speriamo possa davvero rappresentare una svolta” racconta una delle infermiere di direzione sanitaria che ha coordinato le attività di vaccinazione.

Nell’arco delle prossime due settimane è prevista la vaccinazione di un totale di circa 1.500 persone tra le diverse strutture, personale sanitario in primis e tutto il resto del personale compreso l’indotto. Alla prima somministrazione seguirà poi il richiamo a distanza di 21 giorni.

Le vaccinazioni si sono tenute negli spazi del corso di laurea in Scienze Infermieristiche dell’Università Vita-Salute San Raffaele al Policlinico San Pietro e al centro congressi al Policlinico San Marco, appositamente allestiti per l’occasione.

Al via la campagna vaccinale in Humanitas Gavazzeni e Castelli

Dopo le prime vaccinazioni effettuate venerdì 8 gennaio a 60 tra medici, infermieri e OSS, è partita oggi la campagna vaccinale contro Covid-19 in Humanitas Gavazzeni e Castelli. Tra i primi ad essere vaccinati, i professionisti impegnati nelle cure di pazienti fragili, ad esempio onco-ematologici, nelle procedure ad alto rischio di contagio e ovviamente quelli particolarmente esposti al virus, come le équipe che prestano servizio nell’Emergency Center, Terapia Intensiva e in Medicina d’Urgenza.

Le vaccinazioni Pfizer-BioNTech sono legate alla disponibilità delle dosi fornite da Regione Lombardia attraverso l’hub di riferimento, l’ASST Papa Giovanni XXIII, e saranno via via estese a tutti i professionisti e allo staff dell’ospedale.

“Riceveremo un minimo di 300 dosi alla settimana – commenta Massimo Castoldi, Direttore Sanitario di Humanitas Gavazzeni e Castelli – per arrivare a vaccinare più operatori possibili. Siamo organizzati per procedere rapidamente e abbiamo riscontrato grande entusiasmo tra gli operatori sanitari. Proseguiremo nei prossimi giorni a vaccinare tutti i professionisti delle strutture Humanitas con un forte impegno organizzativo per rendere l’ospedale sempre più sicuro e proteggere i nostri pazienti”.

“Il vaccino rappresenta l’unica scelta razionale per combattere il contagio dal virus – spiega Emilio Bombardieri, Direttore Scientifico di Humanitas Gavazzeni e Castelli –. Ci sono persone che hanno paura degli effetti secondari, ma ricordiamo che i vaccini, come del resto tutti i farmaci, prima di essere messi a disposizione, vengono testati da agenzie (FDE americana, EMA europea e AIFA Italia), secondo rigidi e severi protocolli. Sono quindi sicuri”.

 Dal 21 febbraio fino a maggio 2020, Humanitas Gavazzeni ha visto tutto il personale impegnato nel fronteggiare la prima ondata di Covid-19, curando oltre 1000 pazienti, e ancora oggi ne ospita 13. Le parole di medici e infermieri vaccinati oggi, gli stessi coinvolti nella prima fase dell’emergenza, rivelano l’emozione di chi ha voglia di ricominciare il nuovo anno all’insegna della speranza.

“Sono felice ed emozionata di essere testimone di questo grande traguardo. Vaccinarsi, per chi come me ha vissuto la fase più dura dell’emergenza Covid-19 nelle corsie dell’ospedale e in Terapia Intensiva, è soprattutto un segno di rispetto nei confronti di quello abbiamo vissuto a Bergamo – racconta con gli occhi che le sorridono Annamaria Margadonna, coordinatrice infermieristica Anestesia e Terapia Intensiva di Humanitas Gavazzeni –. Questo vaccino rappresenta la nostra voglia di ritrovare una nuova normalità, un gesto doveroso per noi stessi e per i nostri pazienti”.

“Questa è una giornata importante ed essere vaccinati assume un significato particolare perché siamo protagonisti di un importante traguardo scientifico che ci infonde una grande speranza. Dal punto di vista medico vaccinarsi è un dovere deontologico a tutela nostra e dei pazienti”. – commentano Luca Usai e Vincenzo Ruggiero Perrino, ortopedici dell’unità di Ortopedia e Traumatologia di Humanitas Gavazzeni, che, durante la primavera, come tanti altri colleghi, si sono messi al servizio nei reparti Covid.

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