Fondo nuove competenze: a Bergamo formazione e welfare per 30mila lavoratori - BergamoNews
Il protocollo

Fondo nuove competenze: a Bergamo formazione e welfare per 30mila lavoratori

Raggiunto accordo tra Confimi Apindustria e Cgil, Cisl e Uil.

Nei giorni scorsi, la segreteria provinciale di Cisl Bergamo ha sottoscritto, con Cgil, Uil e Confimi Apindustria Bergamo, l’accordo territoriale volto a favorire l’attivazione del Fondo Nuove Competenze. Questo è uno strumento, introdotto dal Decreto Rilancio, che permette alle imprese di realizzare specifiche intese per rimodulare l’orario di lavoro dei dipendenti a causa di mutate esigenze organizzative e produttive dell’azienda. Le ore di lavoro rimodulate sono destinate a percorsi di formazione.

Il Fondo nuove competenze rimborsa il costo, comprensivo dei contributi previdenziali e assistenziali, delle ore di lavoro in riduzione destinate alla frequenza dei percorsi di sviluppo delle competenze da parte dei lavoratori.

Ne sono interessati tutti i datori di lavoro privati che abbiano stipulato entro il 31 dicembre 2020 gli accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro. Per Bergamo si tratta di una platea di circa 1000 aziende per oltre 30mila lavoratori.
Con l’intesa raggiunta a Bergamo viene data la possibilità anche alle piccole e medie realtà aziendali, che non hanno al proprio interno le RSA /RSU, di attivare percorsi di formazione volti a favorire la crescita professionale dei propri lavoratori.

“Il valore aggiunto di qualsiasi attività di impresa è rappresentato dall’apporto offerto da ciascun lavoratore – sostengono i firmatari dell’accordo – e quanto più questi incrementerà le proprie conoscenze e competenze maggiore sarà la crescita economica di tutte le realtà aziendali. La possibilità di “far fruttare” le ore di cassa integrazione con percorsi formativi alternativi finalizzati a riqualificare e a incrementare l’occupabilità del lavoratore, rappresenta un piccolo passo verso quel cambio di paradigma dell’attività di impresa e del mercato del lavoro, necessario a garantire una continuità produttiva e lavorativa anche in una situazione di crisi sanitaria nazionale e globale, ma soprattutto un segno di fiducia che la nostra economica e la nostra società possa nuovamente risollevarsi”.

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