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L’Atalanta dà spettacolo: super lo slalom gigante del Prof Ilicic fotogallery

In tabella di marcia come lo scorso anno, ma con una partita in meno. E' l'Atalanta di Gasperini che vince e diverte come in Champions

Da Toloi (gol contro la Fiorentina) a Toloi (gol al Benevento) nelle ultime sette partite l’Atalanta ha segnato la bellezza di 22 gol, vincendone cinque con almeno tre gol di scarto. E citare Rafa significa non tanto sottolineare la firma del nuovo capitano, ma solo che sarebbe riduttivo parlare di Atalanta di Ilicic, di Muriel, perché le stelle sono tante, oltre a quelle che brillano più di tutte e si prendono vetrina e applausi.

È l’Atalanta di Gasperini, sicuramente. Che ha svoltato tenendo la barra dritta anche nel mare delle polemiche e della bufera del caso Papu. La nave va, avanti tutta, a gonfie vele.

Le parole di Muriel, il ragazzo che sorride anche quando non gioca e però che spettacolo quando entra… ecco, basterebbero le sue parole dopo Benevento per fotografare il momento Dea: “Noi non siamo mai andati via”, risponde tranquillo Lucho a chi gli domanda dov’era prima l’Atalanta. Divertente, poi, quando di Ilicic dice “è pazzesco, fa venire il mal di testa agli avversari”.

Insomma, dall’Atalanta-dentista di Guardiola è passato poco più di un anno (novembre 2019) e siamo qui a scoprire sempre nuovi orizzonti, a parlare di asticella sempre più alta. L’Atalanta (società) ha seguito Gasperini, perché è sempre stata ripagata dalle sue scelte: nel gioco, nei risultati. E i giocatori seguono Gasp, non solo Ilicic che va ad abbracciare il mister dopo il gol al termine di uno spettacolare slalom speciale/gigante, accarezzando la palla come sa fare solo Josip.

L’Atalanta va a Benevento dove Juve e Lazio avevano frenato pareggiando e lo stesso Milan aveva vinto con qualche fatica. Però i Gaspboys mettono quinta e sesta subito, pronti via e danno una lezione di calcio sotto il diluvio, su un campo dove non è certo semplice far esaltare la tecnica. Eppure ci vuole, quella, è fondamentale per mettere subito in chiaro chi può e deve vincere: una prova di forza, certo non solo fisica visto che spesso e volentieri viene citata come punto a favore dei nerazzurri per prevalere sul campo pesante o contro avversari un po’ leggeri (vedi anche il Sassuolo).

Col Professor Josip in cattedra, l’Atalanta prende il pallino del gioco e non lo molla più e certo anche il gol ritrovato fa giocare più libero di testa lo sloveno, che pennella assist ma finchè non segna non si sente più sciolto. Poi la partita non viene chiusa, anzi una distrazione di Gollini che esce tardi e non si intende con Romero dà un po’ di fiato alla squadra di Inzaghi. Ma a lui manca proprio un Superpippo e in due minuti l’Atalanta la ribalta di nuovo, Ilicic regala assist, Toloi e Zapata eseguono.

Fino alla perla di Muriel e hai voglia di chiamarlo bomber di scorta, alla quinta partita consecutiva in rete. Mentre Zapata stacca anche Denis nella classifica assoluta (57 a 56) e si avvicina a Gomez a 59 (davanti a loro Cominelli a 62, staccatissimo Cristiano Doni a 112).

Magari la Dea si diverte di più sotto la pioggia, come per i quattro gol nel diluvio di Midtjylland il 21 ottobre. Ed è un’Atalanta da Champions anche quella che stende il Benevento: dite la verità, in Serie A quante altre squadre vi divertono tanto? Non solo per le magie di Ilicic o le invenzioni di Muriel o la forza di Zapata, perché spesso e volentieri l’area avversaria è occupata da difensori e centrocampisti nerazzurri. Il gol poi viene da sè.

Ma anche i punti: sono gli stessi, 31, dello scorso campionato ma con una partita in meno, ma allora la Juve volava, Milan e Sassuolo erano staccate dietro, la Lazio davanti. Le altre sono ancora tutte lì.

E adesso? L’Atalanta ha una condizione strepitosa, le tre partite settimanali chiameranno in causa anche Caldara, Pasalic che dovrà ridare fiato agli stacanovisti de Roon e Freuler, avrà più spazio Miranchuk, servirà probabilmente anche Lammers. Pessina si è integrato in un meccanismo che funziona a meraviglia, ora tocca agli altri.

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