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Il 2021 in mostra: Milano e le signore dell’arte

Il capoluogo lombardo offre quest’anno un ventaglio d’eccezione di mostre, alcune da non perdere, altre promettenti e per tutti i gusti.

In attesa della conferma sulla riapertura di mostre e musei il 15 gennaio, diamo un occhio al calendario degli eventi 2021 nel capoluogo lombardo. A scanso di chiusure e lockdown sulle medio-lunghe distanze, incrociamo le dita per la ripartenza dell’arte e iniziamo a guardare oltre la nostra provincia.

Senza andare lontano da Bergamo, dove l’unica certezza per ora è il programma Gamec (“Ti Bergamo – Una comunità” e “In the Forest, Even the Air Breathes” proseguono fino al 28 febbraio; da aprile “Regina. Della scultura”, dedicata all’arte anticonformista di Regina Cassolo Bracchi e la personale della scultrice lettone Daiga Grantina; da giugno a settembre Ernesto Neto a Palazzo della Ragione e da ottobre a febbraio 2022 il secondo ciclo del progetto dedicato al tema della materia, dal titolo “Nulla è perduto. Arte e materia in trasformazione”) mentre la Pinacoteca Carrara è in attesa di restyling, Milano offre quest’anno un ventaglio d’eccezione di mostre, alcune da non perdere, altre promettenti e per tutti i gusti.

MUDEC

Milano riparte con una serie di donne che hanno lasciato il segno nella storia dell’arte, in primis Tina Modotti, grande fotografa-attivista dell’inizio del XX secolo, spirito libero e simbolo dell’America Latina in lotta insieme all’amica Frida Kahlo e al poeta Pablo Neruda che le dedicò celebri versi. La mostra, allestita al Mudec dal 19 gennaio (fino al 16 maggio), mette in fila un centinaio di fotografie, stampe ai sali d’argento degli anni Settanta realizzate dai negativi di Tina, lettere, documenti e video per riscoprire un’icona scomparsa troppo presto, nel 1942, a Città del Messico.

PALAZZO REALE

Palazzo Reale inaugura la prima grande mostra del 2021 il prossimo 5 febbraio: “Le Signore dell’Arte” è una vasta rassegna di 150 opere di 34 artiste italiane vissute tra ‘500 e ‘600, secoli in cui dedicarsi all’arte per una donna era insieme una sfida professionale e una provocazione sociale. Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Giovanna Garzoni sono alcune di queste figure appassionanti e “moderne” di cui molte opere saranno esposte per la prima volta. Tra queste, la Pala della Madonna dell’Itria di Sofonisba Anguissola, mai uscita dalla Sicilia, un commovente olio su tavola proveniente dal monastero delle benedettine di Paternò.

Altre donne sono protagoniste, sempre a Palazzo Reale, della mostra sulle artiste russe “Divine e Avanguardie”, una rassegna – curata nei minimi dettagli da Evgenia Petrova e Josef Kiblitskij – che prosegue fino al 5 aprile attraverso 90 opere in larga parte al primo ingresso in Italia, in 8 sezioni dedicate alle donne ispiratrici o artefici di capolavori: La Vergine e le sante, Zarine di tutte le Russie, L’orizzonte delle contadine, Donne e società, Rituali e convenzioni, La dimensioni dell’amore, Femminilità svelata, Realismo e amazzoni dell’avanguardia.

Sempre a Palazzo Reale fino al 14 febbraio merita una visita la retrospettiva di un’altra donna coontrocorrente, Margaret Bourke-White, con oltre 100 immagini provenienti dall’archivio Life di New York, divise in 11 nuclei tematici. Fotografa statunitense pioniera dell’informazione e dell’immagine, grande viaggiatrice, Bourke-White fu la prima corrispondente di guerra donna e la prima donna fotografa per il settimanale Life: celebri tra i suoi scatti il primo ritratto non ufficiale di Stalin e quello, potente e simbolico, di Gandhi intento a leggere accanto alla ruota dell’arcolaio.

MUSEO DEL NOVECENTO

Un’altra artista è protagonista al Museo del Novecento, fino al 27 giugno, della prima monografica dedicatale da un’istituzione pubblica: si tratta di Carla Accardi, la prima astrattista italiana riconosciuta internazionalmente. A sei anni dalla scomparsa, la rassegna presenta il suo percorso artistico in tutte le sfaccettature attraverso 70 opere di pittura segnico-cromatica, documenti e fotografie dell’Archivio Accardi Sanfilippo. Il percorso si articola in sezioni tematico-cronologiche: dall’esordio entro il costruttivismo di Forma 1, alle sperimentazioni degli anni ‘50 e 60, alla ricerca concettuale degli anni ’70, al ritorno alla pittura testimoniato dalle grandi tele a partire dagli anni ’80.

TRIENNALE

La Triennale di Milano omaggia invece Enzo Mari (fino al 18 aprile), il grande designer emblema della creatività “made in Italy”, scomparso lo scorso ottobre insieme alla critica d’arte e compagna di una vita Lea Vergine. La mostra racconta 60 anni di attività di una personalità poliedrica, interessata alla dimensione sociale e politica della progettazione, alla “qualità etica” dei bisogni. Tra i suoi pezzi più famosi, il calendario da parete in piastra d’alluminio con pannelli in PVC disegnato nel ‘63 e il Gioco delle favole, un libro-gioco prodotto da Corraini per stimolare la creatività dei più piccoli.

enzo mari milano

CASTELLO SFORZESCO

Al secolo d’oro dell’arte, il Rinascimento, è dedicata invece la mostra “Il corpo e l’anima, da Donatello a Michelangelo” prevista per marzo al Castello Sforzesco: l’evento, incentrato sulla scultura italiana tra Quattro e Cinquecento, è attualmente allestito al Museo del Louvre – la cui riapertura è purtroppo slittata per il persistere delle restrizioni governative francesi anti-Covid. E di Rinascimento a Milano si continuerà a parlare anche in autunno, con la rassegna “La bellezza e la bruttezza nel Rinascimento. Natura e artificio” (5 ottobre 2021 – 6 febbraio 2022), un insolito itinerario attraverso canoni estetici che, a fianco del bello ideale, indagavano con attrazione morbosa le fattezze del brutto e del difforme, specialmente nell’esercizio fisiognomico della vasta gamma dei sentimenti umani.

PAC

tania bruguera

L’arte contemporanea si declina invece al PAC, dal 10 aprile al 13 giugno con la prima mostra in Italia della performer e attivista cubana Tania Bruguera, che affida a installazioni ed azioni d’arte la sua denuncia contro le forme del potere, della censura, del controllo sulla vita degli individui e delle comunità più vulnerabili. Alcuni conosceranno l’artista per averne visto i poster affissi a Milano la scorsa primavera con le 12 stelle della bandiera europea congiunte da un filo spinato e la scritta “The poor treatment of migrants today will be our dishonor tomorrow“. A seguire, sempre al Padiglione d’Arte Contemporanea, a giugno è la volta del videoartista e film maker italiano Yuri Ancarani, mentre altri performer sono in calendario al PAC per il novembre 2021: “Japan. Body Perform Live”, uno spaccato dell’arte contemporanea giapponese degli anni Duemila, tra società, ambiente, politica, tecnologia.

ONLINE

Se invece, a causa pandemia, non vi sentite ancora sicuri di muovervi e varcare le soglie di un museo, potete spaziare on line dal global al local – e magari godervi sul desktop un capolavoro dell’Accademia Carrara come non l’avete mai visto nemmeno da vicino: la società Haltadefinizione, infatti, ha appena reso accessibile in gigapixel l’immagine del San Sebastiano di Raffaello e cliccando sull’immagine (inserita nella image bank del sito www.haltadefinizione.com ) se ne possono osservare straordinariamente ingranditi i particolari più nascosti, anche di pochi millimetri, con una definizione che ha dell’incredibile. Un bel modo, nonostante l’annus horribilis, per chiudere le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello. Provare per credere.

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