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Alpeggi regionali lombardi trasferiti a enti locali

Bolis (Confai): "Un deciso trasferimento di competenze agli enti locali, soprattutto in una perdurante situazione di crisi generalizzata dell’economia territoriale, rappresenta un segnale importante per lo sviluppo delle aree rurali montane"

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Nei giorni scorsi la Regione Lombardia ha dato avvio ad un processo di trasferimento di malghe e alpeggi regionali a comuni, comunità montane e province con l’obiettivo di valorizzare una serie di aree tradizionalmente destinate all’allevamento di montagna.

“L’iniziativa promossa dall’assessore all’agricoltura Fabio Rolfi e dalla giunta regionale merita sicuramente un plauso in quanto va nella direzione di un sano decentramento amministrativo e di una razionalizzazione nell’uso del patrimonio pubblico in agricoltura – commenta Leonardo Bolis, presidente provinciale e regionale di Confai -. Un deciso trasferimento di competenze agli enti locali, soprattutto in una perdurante situazione di crisi generalizzata dell’economia territoriale, rappresenta un segnale importante per lo sviluppo delle aree rurali montane”.

Le malghe di proprietà regionale fanno parte di un vasto insieme di terreni adibiti al pascolo che, in provincia di Bergamo, occupano una superficie complessiva di circa 22.000 ettari e costituiscono lo scenario della tradizionale attività d’alpeggio. Accanto ai pascoli montani svolgono un’importante funzione in termini di produzione foraggera anche i prati permanenti, che in Bergamasca occupano circa 6.000 ettari e sono distribuiti tra fascia pedemontana, zone di fondovalle e aree di pianura. È su questi terreni che si svolge la pratica della fienagione a supporto dell’attività zootecnica.

“L’auspicio è che l’iniziativa regionale – dichiara Enzo Cattaneo, direttore di Confai Bergamo–spinga ad accendere i riflettori sulla particolare situazione che sta vivendo l’agricoltura montana, che durante tutto il 2020 è stata messa a dura prova dalle pesanti conseguenze dell’isolamento sociale su una serie di attività basate su un rapporto diretto tra produttori e consumatori”.

In materia di riqualificazione degli alpeggi Confai ribadisce l’impatto positivo che potrebbe avere sull’intera economia agricola montana. “Sarà fondamentale – aggiunge Cattaneo – sviluppare iniziative specifiche basate sul rilancio di piani comprensoriali per le aree d’alpeggio,puntando su una valorizzazione simultanea di malghe pubbliche ma anche di pascoli privati, che sono ancora assai numerosi in tutto il territorio lombardo”.

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