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Stellantis, il nuovo colosso automobilistico incassa il "sì" di Misiani e Uliano - BergamoNews
Vice ministro e sindacalista

Stellantis, il nuovo colosso automobilistico incassa il “sì” di Misiani e Uliano

Salutano il nuovo colosso mondiale dell'auto (nato dalla fusione tra le storiche case Fiat e Peugeot) come buona notizia e opportunità due bergamaschi illustri: il vice ministro all'Economia, senatore Antonio Misiani, e il segretario nazionale della Fim Cisl Ferdinando Uliano.

È nata Stellantis. La fusione paritetica tra Fca (Fiat Chrysler Automobiles) e Psa (gruppo Peugeot) dà vita al quarto costruttore di automobili alle spalle di Gm, Volkswagen e Renault-Nissan-Mitsubishi.

Il nuovo gruppo che vanta 8,1 milioni di auto vendute, manterrà tutti i 14 marchi attuali delle due società: Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Fiat, Fiat Professional, Jeep, Lancia, Ram, Maserati, Peugeot, Citroen, Ds Automobiles, Opel e Vauxhall. Avrà 400mila dipendenti e oltre 180 miliardi di euro di fatturato (108,2 miliardi portati in dote da Fca e 74,7 miliardi da Psa).

IL LOGO

Il nuovo logo di Stellantis non si vedrà sulle auto prodotte dal nuovo megagruppo. Il nome Stellantis deriva dal verbo latino “stello” e significa “essere illuminato di stelle”. Il logo è la rappresentazione visiva della scritta con la “A” centrale aperta dove orbitano i marchi automobilistici e la diversità dei profili dei team del nuovo gruppo.

IL DEBUTTO IL BORSA

La società di diritto olandese nascerà di fatto venerdì 16 gennaio quando confluiranno in Stellantis tutte le attività di Fca e Psa. Lunedì 18 gennaio comincerà la quotazione a Parigi e Milano delle azioni Stellantis, il giorno dopo l’esordio a Wall Street.

“Vogliamo avere un ruolo di primo piano nel prossimo decennio, che ridefinirà la mobilità – afferma John Elkann agli azionisti -. La mia famiglia ha fondato Fiat più di un secolo fa. Da allora, nel nostro ruolo di azionisti di riferimento, è sempre stata nostra responsabilità fornire il capitale e il coraggio che hanno consentito alla nostra azienda, in tempi prosperi come in tempi bui, di crescere e avere successo. Negli ultimi 10 anni abbiamo aumentato di 5 volte il valore del Gruppo Fiat, la fusione proposta con Groupe PSA è un ulteriore coraggioso passo avanti nel nostro viaggio. Durante questo periodo, un azionista del Gruppo Fiat avrebbe aumentato di 5 volte il valore di un investimento fatto nel 2010 e mantenuto fino a oggi”.

Carlos Tavares, 62 anni, portoghese, è il nuovo Ceo del gruppo fino al 2024: “Siamo pronti – dichiara -. Lo scopo di questa fusione è creare una diversificazione della nostra presenza nel mondo. Come Psa, possiamo svilupparci in America grazie a Fca, ma possiamo anche crescere nel mercato più importante al mondo, ovvero la Cina”.

IL BOARD DI STELLANTIS

John Elkann, presidente di Exor (la finanziaria olandese controllata dalla famiglia Agnelli) sarà il presidente di Stellantis; vicepresidente sarà Robert Peugeot, presidente di Ffp, holding della famiglia Peugeot. Nel board siederanno Andrea Agnelli (già nel cda di Fca dal 2014); Fiona Clare Cicconi (responsabile risorse umane di Astrazeneca, indicata quale rappresentante dei dipendenti); Wan Ling Martello (ex manager di Nestlé e Walmart, socio e fondatore della società di private equity BayPine); Kevin Scott (manager di Microsoft); Henri de Castries (ex amministratore delegato di Axa), il manager francese Nicolas Dufourcq, Ann Frances Godbehere (manager canadese con un importante trascorso nel settore assicurativo e minerario-petrolifero) e Jacques de Saint-Exupery (rappresentante dei lavoratori di PSA).

IL GIUDIZIO DEL VICEMINISTRO MISIANI

Il viceministro dell’Economia Misiani visita l'Accademia della Finanza

“La nascita di Stellantis è una buona notizia anche per l’Italia, perché il settore auto è alle prese con due cambi di paradigma giganteschi: l’auto a guida autonoma e la transizione verso i veicoli a emissione zero. Sono due sfide che possono essere vinte se si hanno le spalle larghe dal punto di vista finanziario e tecnologico e la nuova società Stellantis le ha, purché non si culli sugli allori e faccia i giganteschi investimenti necessari per vincere questa sfida”. Afferma il viceministro all’Economia senatore Antonio Misiani ai microfoni di Sky TG24.

Misiani aggiunge: “Il governo italiano deve difendere, salvaguardare e valorizzare la presenza industriale e occupazionale di Stellantis in Italia, continueremo a seguire con grande attenzione le scelte della nuova società, mettendo in campo tutti gli strumenti necessari per un settore, l’automotive, che è anche la componentistica: centinaia di migliaia di persone che lavorano nella punta di diamante del manifatturiero italiano”.

IL PARERE DEL SEGRETARIO NAZIONALE FIM CISL ULIANO

Ferdinando Uliano

Il segretario nazionale Fim Cisl, Ferdinando Uliano ammette: “Il gruppo Stellantis rappresenta una grossa opportunità per il gruppo Fca, per gli stabilimenti italiani e la loro prospettiva futura, soprattutto per la messa in sicurezza dell’occupazione. Come Fim-Cisl presidieremo con determinazione le scelte e i piani industriali futuri di Stellantis per evitare contraccolpi su stabilimenti e occupazione, per questo abbiamo chiesto un incontro con il Ceo Carlos Tavares e inoltrato la richiesta di incontri sindacali ai vari livelli da quello nazionale, europeo e mondiale. Siamo tra i sindacati di Stellantis più attivi nella promozione della costituzione del Comitato Aziendale Europeo e Mondiale, nei prossimi giorni ci assicureremo che vengano definiti nel breve le delegazioni di negoziazione tra i diversi paesi. In Fca abbiamo messo in sicurezza i 5 miliardi d’investimenti previsti nel vecchio piano 2019-2021: sono tutti ultimati o in corso di completamento entro quest’anno. Il confronto con il nuovo gruppo Stellantis partirà dai nuovi piani industriali, per noi sarà importante il ruolo che verrà assegnato all’Italia nei vari ambiti a partire dalla ricerca, al rilancio dei marchi italiani come AlfaRomeo, Maserati, Fiat e 500 e sviluppare ulteriormente le produzioni Jeep con l’obiettivo e la garanzia di mettere in sicurezza stabilimenti e occupazione”.

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