Atalanta: Pessina l'equilibratore esalta la ritrovata macchina da gol - BergamoNews
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Atalanta: Pessina l’equilibratore esalta la ritrovata macchina da gol fotogallery

Con l'asse di centrocampo (Freuler-de Roon) in grande spolvero, il trequartista segna la prima rete da nerazzurro. E si allunga la striscia positiva

Sarà che affrontare il Sassuolo per l’Atalanta è come divorare un tiramisù: ogni volta i nerazzurri si avventano sul piatto e non lo mollano finchè non hanno lasciato una briciola…

Però non basta la tradizione favorevole, bisogna cogliere l’attimo. E avere sempre fame, come insegna Gasperini che ‘frusta’ i ragazzi anche sul 5-0 e non è mai contento.

Almeno così in partita, perché poi sono baci e abbracci a tutta la squadra che è in grande salute, solo Malinovskyi si ferma a discutere un po’ col mister perché la sua mezz’ora non è stata brillante. Mentre Pessina ha giocato probabilmente la sua miglior partita, alla tredicesima stagionale da atalantino e non solo per il suo primo gol con questa maglia, in coproduzione con Ilicic (l’ultimo l’aveva segnato proprio all’Atalanta, il 18 luglio scorso).

Intanto la Dea ricomincia da dove era partita: cinque gol (a zero) alla prima del 2020, contro il Parma che ritroverà mercoledì, altri cinque (a uno) contro il Sassuolo. Che vale sicuramente qualcosa più del Parma, anche se la facilità con cui l’Atalanta stende gli emiliani è disarmante, un po’ come quel 6-2 a Reggio Emilia di due anni fa (29 dicembre 2018, gol di Zapata, Gomez, Mancini e tripletta di Ilicic. E allora Pessina era entrato al 90′ al posto di Gomez…). E anche quella volta, due reti nel primo tempo e poi la valanga nel secondo.

Aggiungete, tornando alla cinquina di domenica, il palo di Zapata e altre situazioni clamorose davanti a Consigli. Che ha subìto un vero bombardamento di tiri. Non sarà divertente ricordarlo all’ex portiere atalantino che nelle sue otto partite contro l’Atalanta del Gasp ha subìto ben 28 reti, ma peggio di lui ha fatto il suo allenatore De Zerbi, 22 gol subìti in cinque partite contro Gasp, dal 2018 a oggi.

D’altra parte, il tecnico bresciano ha confermato nel dopopartita un po’ di presunzione, ripetendo di non aver voluto cambiare atteggiamento solo perché con l’Atalanta erano stati sempre dolori. Bene, contento lui, pokerissimo servito.

E pensare che qualche tifoso scontento, tempo fa, avrebbe preferito De Zerbi a Gasperini. No grazie, ci teniamo il Gasp a vita, come ha ribadito il presidente Percassi a fine anno e un’Atalanta che anche cambiando gli interpreti resta un’orchestra da grandi palcoscenici, da Champions appunto.

Abbiamo scoperto Romero e ogni volta è una conferma della sua personalità e forza, ora ecco Pessina che parla la stessa lingua di un fuoriclasse come Ilicic, riecco Zapata che scala la classifica dei bomber e sale a 55 gol, a uno soltanto da German Denis che è quinto.

Poi non sarà solo la fascia di capitano che esalta Freuler e ammiriamo non da oggi, due assist e tante giocate da applausi con una semplicità incredibile. E un tempismo negli interventi, in ogni zona del campo: Remo di nome e di fatto, in silenzio e senza… tanti aggettivi ma molta sostanza.

Lo stesso si può dire per il suo ‘gemello’ de Roon, una diga quando ritorna a proteggere la difesa, un mastino quando riparte a metà campo e va a rifinire e infatti è suo l’assist del primo gol di Zapata.

Ma al di là dei singoli, di Gosens e Muriel che riconfermano il feeling con il gol, di Gollini che chiude subito la porta, l’Atalanta dimostra di essere squadra vera. E dopo le fatiche di Champions torna anche macchina da gol, ora con 33 reti al terzo posto dopo l’Inter (40) e la capolista Milan (34), ma con una partita in meno per la Dea.

Continua anche la striscia positiva, ora a cinque partite e un calendario che sembra strizzare l’occhio ai Gaspboys, fino allo scontro col Milan fra quattro giornate. Sempre con la testa sul campo. Al mercato penserà la società, ma difficile che ci siano sussulti dopo l’arrivo di Maehle, se non per il finale (se e quando avverrà) del giallo Papu…

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