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“Soul”: avvincente commedia Pixar a ritmo di Jazz - BergamoNews
La recensione

“Soul”: avvincente commedia Pixar a ritmo di Jazz

Dai creatori di “Up”, “Inside Out” e “Coco”, in “Soul” il pianista Joe intraprenderà un viaggio stupefacente all’interno di un mondo a metà tra quello dei vivi e quello dei defunti

Titolo: Soul
Regia: Pete Docter
Genere: animazione, commedia, drammatico, avventura
Durata: 101’
Interpreti: Jamie Foxx, Tina Fey, Questlove, Phylicia Rashād, Daveed Diggs
Programmazione: Disney+
Valutazione: ****

soul

Joe Gardner (Jamie Foxx) è un insegnate di musica delle scuole medie poco stimolato dalla vita che conduce e alla continua ricerca dell’appiglio giusto per sfondare nel mondo della musica jazz, sua grande passione sin dalla nascita. L’occasione di una vita bussa alla sua porta quando il suo ex allievo Curley (Questlove) gli dice che la celebre musicista Dorothea Williams (Angela Bassett) sta cercando un artista per supplire ad un vuoto che si è venuto a creare nella sua band. Joe coglie prontamente la palla al balzo: ottiene un provino, stupisce la Williams con il suo modo unico di suonare ed entra a far parte del complesso.

Poco dopo però Joe, mentre si sta recando a casa per prepararsi alla prima ed attesissima esibizione live con Dorothea, cade in un tombino lasciato aperto e muore. Immediatamente la sua anima viene catapultata nell’aldilà dove il musicista si ritroverà in fila con centinaia di altre anime in attesa di andare in contro alla luce ed al riposo eterno.

Joe però è troppo testardo per accettare che la sua esistenza possa finire proprio quando le cose avevano iniziato a girare nel verso giusto e prende la drastica decisione di abbandonare forzatamente quella strada, ritrovandosi in quello che viene chiamato “Anzitempo”.

Qui abitano tutte quelle anime che stanno per raggiungere un corpo nel “Al Di Qua” e, per aiutarle a trovare una passione o un obbiettivo da perseguire quando saranno “vive”, decine di consulenti (tutti noti come Jerry) affibbiano loro personalità e abilità casuali. In questa dimensione improbabile Joe sarà chiamato ad affrontare un viaggio incredibile che lo porterà a riflettere in modo profondo su tematiche come il significato dell’esistenza, dell’anima e della morte, il tutto a ritmo di jazz e blues.

“Soul” è probabilmente uno dei più emozionati e maturi lungometraggi della casa di produzione fondata negli anni ‘90 da Steve Jobs, portando ad un ulteriore livello di profondità tematiche che già erano state trattate negli anni passati. Pensare che riflessioni attorno alla vera ragione per cui veniamo al mondo seguano a ruota quelle sulle emozioni, sulla vecchiaia e sugli stati d’animo di “Inside Out” e quelle sul mondo dell’aldilà di “Coco” devono dare un’idea di quanto il lavoro della Pixar sia mastodontico, sia artisticamente che tecnicamente parlando.

Portare un bambino, target primario per cui queste pellicole vengono prodotte, a riflettere in modo areligioso su ciò che si possa trovare “dall’altra parte”, sul fatto che molto spesso la vita non dipenda dalla nostra volontà o sul pensiero che in fondo noi siamo ciò che lasciamo negli altri, il tutto tra risate e musiche dal ritmo incalzante, non è certo roba da poco, ma non finisce qui. Se infatti i film Disney hanno troppo spesso il problema di essere specifici per un pubblico giovanissimo, “Soul” si mostra estremamente godibile qualunque sia la fascia d’età del fruitore, in maniera non dissimile dai grandi classici della letteratura come “Il piccolo principe”.

Avventurosa commedia dai risvolti drammatico e tecnicamente eccelsa, “Soul” porterà grandi e piccini ad interrogarsi in modo originale sul senso della vita e sulle modalità per cui questa possa dirsi veramente completa.

Battuta migliore: “So fin troppe cose sulla Terra e non voglio averci niente a che fare!”

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