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È in libreria il romanzo “Sotto il cielo del mondo” di Flavio Stroppini

Un viaggio intorno al mondo sulle tracce di un padre marinaio scomparso. Da un tranquillo paesino montano svizzero alla Polonia, poi Thailandia, Turchia, Irlanda, Paesi Baschi, Tunisia, India. Di porto in porto, all’ombra di una nave misteriosa, una “caccia al padre” rocambolesca e poetica che per il protagonista Alvaro diventa ragione di vita e ricerca di sé

Quella di Alvaro Giacometti è una vita tranquilla, fatta della quotidianità del suo piccolo paese di montagna in Svizzera, senza troppe domande per sé e gli altri. Fino a quando arriva la notizia della morte del padre, conosciuto appena: un marinaio che da decenni non faceva altro che mandare una cartolina di tanto in tanto. È in questo momento che la vita di Alvaro esplode letteralmente, così come il romanzo “Sotto il cielo del mondo” di Flavio Stroppini, di cui è protagonista (Gabriele Capelli
Editore – in libreria dal 9 novembre).

Alvaro scopre che il padre, a sua insaputa, era tornato a vivere non lontano dal paese e, dopo aver trovato in casa sua un enorme modello di nave cargo e le parole di una canzone misteriosa, viene mosso da un istinto irrefrenabile: comincia un viaggio che non sa dove lo porterà né quando avrà fine. Ripercorrerà le orme del padre, in un gioco di indizi che trasformeranno il tentativo di conoscere davvero l’uomo che lo aveva abbandonato da bambino in una avventura intorno al mondo alla ricerca di se stesso.

Da Gdansk, in Polonia, a Bangkok. Da Istanbul a Crosshaven, in Irlanda. Da Lekeitio, nei Paesi Baschi, a Tunisi; per finire nel Nord dell’India, nel Gujarat. Di porto in porto, di traccia in traccia, attraverso personaggi poetici, leggende locali e inquietanti coincidenze, Alvaro scoprirà la grandezza del mondo e delle possibilità dell’animo umano. E un padre che forse non era perduto come credeva.

Spiega l’autore Flavio Stroppini: «Volevo raccontare una storia che avesse a che fare con la ricerca di identità, volevo farlo attraverso un viaggio. Ho vissuto negli stessi luoghi nei quali si muove il protagonista del romanzo. Ho girovagato per anni nei porti del mondo, inseguendo una nave cargo realmente esistita di cui ho ricevuto casualmente i piani. Tappa dopo tappa, porto dopo porto, incontro dopo incontro le esperienze vissute mi hanno aiutato a costruire e a raccontare la particolare avventura di Alvaro».

L’AUTORE

Generico dicembre 2020

Flavio Stroppini (Gnosca, Canton Ticino, 1979) ha pubblicato in prosa Comunque. Tell, Kubi goal!, Pellegrino di cemento – Le Voyage d’Orient cento anni dopo Le Corbusier, Niente salvia a maggio, I cani e la raccolta di racconti Scarafaggi. Sue le raccolte poetiche Lo Strahler, Assemblaggio informazioni verosimili quotidiane e Bar Macello. È presente in varie antologie, tra le ultime: Gotthard, Landscape, Myths and Technology, Chi sono io? Chi altro c’è lì? e Come diventare scrittore di viaggio. Suoi gli spettacoli teatrali Il viaggio di Arnold, Prossima fermata Bellinzona, Kubi, Sì! Rivoluzione, Tell, La Canzone della Valle e La tempesta.
Scrive reportage per giornali e riviste. Ha firmato sceneggiature di documentari e film per cinema e televisione.
Scrive e dirige radiodrammi per Radiotelevisione Svizzera Italiana, di cui è regista del settore “Fiction Radio”.
Suoi diversi progetti crossmediali realizzati per nucleomeccanico.com di cui è direttore artistico. Insegna storytelling alla Scuola Holden di Torino e all’Università Ca’ Foscari di Venezia. www.flaviostroppini.com

ESTRATTO

Mentre io girovagavo attorno a quella nave, Miriam si mise a cantare. Mi bloccai. Aveva una voce dolce, di quelle che sembrano venire da tempi lontani. C’era una volta la storia di un uomo che non sapeva proprio dove andare sbarcava e salpava senza pensare che il mare è sia cattivo che buono. Come riusciva a dormire nella tempesta? Chiudeva gli occhi e sognava un amore sognava ogni porto, ogni sua festa dormiva sereno con la pace nel cuore.
“Poi non la ricordo” disse. “Parlava di sogni la canzone di Libero, e c’era poi un qualcosa con l’orizzonte.”
“Qualcosa con l’orizzonte?”
“Sì, in mezzo al mare sei attorniato solo dalla linea dell’orizzonte e ognuno ha la sua, perché ci vede quello che ci vede”.
“Ci vede quello che ci vede?”
“Ogni uomo vede a una distanza diversa. Essere su di una nave in mezzo al mare, attorniato dall’orizzonte, è l’unico sistema per avere il tuo mondo. Nessuno lo vedrà come te”.
“E diceva questo la canzone?”
“Sì, ma lo diceva meglio. Parlava anche di tempeste, montagne e di come si diventa proprietà del mare”.

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