Una caccia carica di terrore: Carona e la leggenda della “baita della capra” - BergamoNews
Bergamo segreta

Una caccia carica di terrore: Carona e la leggenda della “baita della capra”

Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che fa tappa in Valle Brembana

La valle di Carona è forse una delle aree più frequentate dagli escursionisti bergamaschi.

Salendo dal paesino brembano, gli appassionati di montagna hanno l’opportunità di raggiungere mete ambite, dal Pizzo del Diavolo di Tenda al Monte Aga passando per il Rifugio Fratelli Calvi.

In pochi sanno che nei pressi di quest’ultimo si consumò un fatto leggendario, rimasto impresso nella memoria degli abitanti della zona.

I protagonisti della storia furono due giovani del luogo che, dopo esser rimasti a cacciare lungo le vette circostanti per tutto il giorno, decisero di fermarsi in serata nei pressi di una vicina baita.

Soddisfatti di aver battuto dopo un lungo inseguimento un bell’esemplare di camoscio, i ragazzi iniziarono a ripercorrere la propria impresa all’ombra di un falò in attesa di far cuocere il fegato dell’animale.

Fra una chiacchiera e l’altra, i due conclusero che avrebbero potuto terminare la propria giornata in compagnia di una bella signorina, un desiderio che in pochi istante divenne realtà.

Alla porta dell’abitazione bussò infatti la ragazza tanto evocata, avvertendo i commensali del rischio di bruciare la propria cena.

La gioia dovuta alla sorpresa si trasformò presto in realtà in paura in quanto uno dei cacciatori vide spuntare dalla lunga gonna gli zoccoli di una capra, capendo immediatamente che il gradito ospite era il diavolo.

Spinto dal terrore il giovane prese sotto braccio il proprio compagno fuggendo verso il paese e abbandonando così il camoscio.

Da quel giorno l’edificio venne soprannominato “la baita della capra”, consegnando così alle nuove generazioni il ricordo dello spiacevole incontro.

Fonti

Franco Bianchi; Carona … e un po’ di storia; 1985; Tipografia Valseriana

Anna Fusco, Denis Pianetti; Alla scoperta dei canyon bergamaschi; Bergamo; Corponove; 2010

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