Uomini che picchiano le donne: per loro c'è un percorso, ora riconosciuto dalla Questura - BergamoNews
La svolta

Uomini che picchiano le donne: per loro c’è un percorso, ora riconosciuto dalla Questura

In due anni di attività l'associazione La Svolta ha ricevuto 59 contatti di uomini che hanno iniziato il proprio percorso di analisi, confronto e dialogo e 21 di questi stanno ancora continuando il loro percorso

Quando e perché scatta la scintilla che, in una frazione di secondo, fa esplodere la violenza? Dove è possibile rintracciare le cause di un atto tanto greve e “animalesco” che sfocia in un’azione di violenza contro i propri cari? Come fare per combattere la violenza sulle donne dall’origine, dagli uomini che decidono di maltrattare?

Con queste premesse a novembre 2018 è nato in Bergamasca lo “Spazio ascolto uomini maltrattanti” dell’Associazione La Svolta, un luogo in cui gli uomini, che desiderano mettere in discussione e modificare i propri comportamenti violenti, possono essere seguiti da operatrici e operatori con una formazione specifica, in modo riservato e gratuito. Uno spazio dedicato a percorsi di cambiamento con uomini autori di comportamenti violenti.

“Il nostro obiettivo primario è ridurre la violenza e i casi di recidiva, lavorando sulla prevenzione e la sensibilizzazione, ponendo il focus sulla violenza, sulla responsabilità delle proprie azioni, sulle loro conseguenze e sulla rappresentazione personale che gli uomini maltrattanti hanno nei confronti del rapporto emotivo e della differenza di genere”, racconta Silvia Dradi, coordinatrice della rete Antiviolenza degli ambiti territoriali di Bergamo e Dalmine e co-fondatrice della Svolta, in occasione della firma di un importante protocollo che riguarda l’associazione e la Questura di Bergamo avvenuta nella mattinata di mercoledì 23 dicembre.

In due anni di attività l’associazione ha ricevuto 59 contatti di uomini che hanno iniziato il proprio percorso di analisi, confronto e dialogo e 21 di questi stanno ancora continuando il loro viaggio di “svolta”. E sono sempre più in aumento gli avvocati e le istituzioni che suggeriscono di intraprendere questo lavoro basato su colloqui individuali e di gruppo che hanno l’obiettivo di cercare di ricostruire, come una moviola, la sequenza di pensieri che si manifesta quando si sceglie di reagire con la violenza.

Si tratta di uomini che sono arrivati all’associazione spontaneamente o tramite la sollecitazione di avvocati, assistenti sociali o altre figure istituzionali della giustizia, ma ora, dopo la chiusura del protocollo “La Svolta” tra l’associazione e la Questura, il ruolo istituzionale dello spazio per uomini maltrattanti è stato riconosciuto come luogo in provincia di Bergamo dove potersi rivolgere per indirizzare l’uomo autore di violenza verso un percorso di cambiamento.

“Si tratta di una grande soddisfazione per la nostra associazione, ora ci aspetta un grande lavoro e una grande sfida per aiutare sempre più uomini maltrattanti a far scardinare i propri schemi mentali dati dalla condizione sociale, economica, antropologica che li porta a vedere la violenza come un linguaggio e una risposta”, ha raccontato Fabio Chiassi, presidente de La Svolta che, insieme alla vicepresidente Mariateresa Heredia, ha firmato il protocollo con la questura.

Si tratta del quinto protocollo in Italia e che è stato preceduto da una convenzione tra l’associazione e il Comune di Bergamo finalizzata ad un’azione di contrasto della violenza sul territorio, da cui è scaturita anche l’assegnazione della nuova sede de La Svolta, in via Carlo Alberto nel quartiere di Colognola.

“A nome di tutta l’associazione vorrei ringraziare l’assessore Marcella Messina delle Politiche sociali del Comune per essersi così prodigata per la nostra realtà. Il lavoro della nostra associazione, partner nelle reti antiviolenza bergamasche, è necessario e urgente per proteggere donne e bambine e in Italia c’è ancora un notevole ritardo nell’approcciare gli operatori della violenza”, ha concluso Chiassi.

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