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Le code di chi ha fame a Bergamo non ci sono: crescono i poveri, ma si amplia la rete cittadina degli aiuti - BergamoNews
Gli aiuti

Le code di chi ha fame a Bergamo non ci sono: crescono i poveri, ma si amplia la rete cittadina degli aiuti

"Ciò che non può essere dimenticato quest'anno è la straordinaria e incredibile generosità dei bergamaschi. Aziende, associazioni, volontari, privati: tutti hanno aiutato"

Mancano pochi giorni alla fine del 2020, l’annus horribilis che difficilmente dimenticheremo. Sono stati mesi duri, difficili, strazianti, fatti di perdite, distanze e riscritture di una quotidianità che abbiamo dovuto rimodulare.

Tante sono state le perdite, le difficoltà e i lutti. E proprio nel bisogno si vede il grande potere della solidarietà, da celebrare nei momenti più dedicati all’amore, alla famiglia e all’accoglienza, come il periodo natalizio.

Ciò che non può essere dimenticato quest’anno è la straordinaria e incredibile generosità dei bergamaschi. Aziende, associazioni, volontari, privati: tutti hanno aiutato e dato una mano durante il picco dell’emergenza sanitaria e anche dopo. Come Comune di Bergamo abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere donazioni da destinare ai cittadini più fragili del nostro territorio che sono esponenzialmente aumentate a causa dell’emergenza Covid”, sottolinea Marcella Messina, assessore alle Politiche Sociali del Comune.

Infatti, nel periodo gennaio-dicembre 2019, il 57% dei beneficiari di un contributo economico del Comune per bisogni primari come affitto, aiuto alimentare, materiale scolastico, era rappresentato da famiglie con minori. Nel periodo gennaio – ottobre 2020, la percentuale è salita al 74%, per un totale di circa 1150 famiglie. E le previsioni per il 2021 non lasciano per ora intravedere sostanziali positivi cambiamenti.

Tantissimi sono stati i cittadini che hanno lavorato per arginare una condizione economica e sociale che ha fatto aumentare esponenzialmente le richieste di aiuto ai servizi sociali: sono 350 le nuove famiglie – che mai prima si erano rivolte ai servizi sociali – ad aver fatto domanda per il Bando Covid erogato dal Comune di Bergamo, così come risulta che il 70% dei contatti che si sono rivolti ai servizi sociali negli ultimi mesi, non aveva mai richiesto aiuto.

“Sono mille i volontari di BergamoxBergamo che si sono prodigati durante l’emergenza, tanto da ricevere una menzione speciale dal CSV Bergamo – continua l’assessore Messina  – Cento i pacchi alimentari che sono stati consegnati fino ad ora alle famiglie della città in situazione di difficoltà: una donazione del Rotary Club Bergamo Sud che proseguirà per altri sei mesi. Oltre mille le domande che abbiamo ricevuto ad oggi per i buoni spesa erogati dal Comune ai nuclei famigliari più fragili”.

E le donazioni di prodotti alimentari, igienici sanitari e giochi non si fermano, così come quelle al Fondo di Mutuo Soccorso istituito per sostenere il rilancio della città dopo l’emergenza Coronavirus.

Negli ultimi giorni l’azienda bergamasca 2A Group ha donato 10mila€ convertiti in tessere Esselunga; così come il Rotary Club Bergamo Ovest, in collaborazione con il ristorante in Città Alta “Da Mimmo”, ha deciso di convertire le spese che comunemente verrebbero fatte per i soci nel periodo natalizio, nella realizzazione di box alimentari da consegnare, grazie ai suoi volontari, a 15 persone individuate dal Comune: tutti i giorni per quattro mesi a partire dal 28 dicembre, per riuscire, così, a regalare anche una cena per l’ultimo dell’anno.

Tutte queste donazioni sono il motivo per il quale a Bergamo non si sono viste le immagine che, purtroppo, abbiamo dovuto vedere in altre città vicine a noi. Come a Milano, con l’interminabile coda fuori dalla mensa del “Pane Quotidiano”, destinata alle persone più in difficoltà. Qui, nella nostra città, non è avvenuto: siamo stati ricoperti di amore, generosità e solidarietà. Il dono è ciò che rende umano l’umano: permette alla persona di testimoniare concretamente ciò che la distingue da ogni altro essere, ossia la libertà. La capacità di fare ciò che è giusto non perché costretti da una norma positiva o da varie forme di pressione sociale, ma semplicemente perché lo si vuole fare. Attraverso un simile atto è possibile dare un senso al proprio agire e vivere quelle emozioni autentiche di cui tutti sentiamo un crescente bisogno e che il solo benessere materiale difficilmente può soddisfare”, conclude l’assessore.

Nella tragedia di quest’anno, la generosità della nostra città è il regalo e la sorpresa più bella. Segno innegabile di quanto sia presente il senso di comunità nel nostro territorio e di quanto una Città possa diventare una Famiglia che non permette che nessuno a Natale venga abbandonato o dimenticato.

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