Assolto il marito, resta il mistero sull'omicidio di Gianna Del Gaudio - BergamoNews
A seriate

Assolto il marito, resta il mistero sull’omicidio di Gianna Del Gaudio fotogallery

Dopo la sentenza di primo grado che scagiona Tizzani, rimane aperta anche l'ipotesi di un serial killer che avrebbe ucciso con le stesse modalità pure Daniela Roveri a Colognola

Una settimana fa Antonio Tizzani avrebbe festeggiato il 41esimo anniversario di matrimonio con la moglie Gianna Del Gaudio, l’ex insegnante sgozzata a 63 anni la notte del 27 agosto 2016 nella sua villetta di Seriate. Ieri (mercoledì 23 dicembre) il 72enne è uscito dal tribunale di Bergamo quantomeno con la soddisfazione di non essere per la Giustizia il suo omicida: “Sono comunque condannato a vita, ho perso Gianna”, le sue parole all’uscita dal tribunale.

Lo ha stabilito la Corte d’Assise presieduta dal giudice Giovanni Petillo, che al termine di quasi cinque ore di camera di consiglio ha assolto in primo grado l’uomo dalla pesante accusa di aver ucciso sua moglie nella villa in cui vivevano in piazza Madonna delle Nevi.

Tizzani è stato anche scagionato per i maltrattamenti nei confronti della donna, per i quali il pubblico ministero Laura Cocucci aveva chiesto quattro anni e sei mesi di carcere, oltre all’ergastolo per l’omicidio che sarebbe avvenuto “al culmine di una discussione, con il 72enne frustrato dalla vita da pensionato e la moglie che dopo 40 anni di umiliazioni, aveva forse cercato di ribellarsi a quell’uomo”.

Il giudice non ha ritenuto sufficienti gli elementi raccolti nel corso della lunga inchiesta che i carabinieri di Seriate e Bergamo avevano avviato la sera stessa del delitto. La donna venne uccisa con una coltellata, una sola, secca e decisa che quasi la decapitò e rimase in un lago di sangue sul pavimento della cucina, dove stava lavando i piatti.

L’imputato era in casa con lei. La coppia aveva trascorso la serata con il figlio Paolo e la moglie Elena, a cena da loro. Salutati i due, intorno a mezzanotte, la coppia rimase sola. Nel corso del processo i vicini hanno raccontato di aver sentito dopo quell’ora urla, anche femminili, provenire dall’abitazione.

Ma Tizzani ha sempre spiegato che quelle grida erano solo sue, rivolte verso quell’uomo incappucciato che avrebbe visto fuggire dalla porta della cucina prima di trovare la moglie a terra, dopo essere rientrato dal giardino dove stava bagnando le piante.

Sul verdetto della Corte hanno invece pesato i dubbi sollevati dalla difesa dell’uomo, guidata dall’avvocato Giovanna Agnelli, che non ha nascosto la sua soddisfazione alla lettura della sentenza. Gianna Del Gaudio è stata uccisa molto probabilmente con un cutter trovato un mese dopo il delitto in una siepe non lontana da piazza Madonna Delle Nevi, nascosto in un sacchetto della mozzarella preferita dai Tizzani. Sulla lama c’erano tracce di dna della vittima, sul manico quelle di suo marito e di un profilo ignoto maschile.

In una delle ultime udienze il genetista Giorgio Portera aveva spiegato che quel corredo genetico ignoto è simile a quello ritrovato sulla guancia di Daniela Roveri, la manager sgozzata da uno sconosciuto la sera del 20 dicembre 2016 nell’androne del suo palazzo in via Keplero a Colognola, a soli sette chilometri, ipotizzando anche uno stesso autore degli assassini delle due donne. Un’ipotesi mai tramontata del tutto e che ora potrebbe riprendere forza.

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