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Federico, con la sindrome di Down, batte la leucemia e torna sul campo di calcio - BergamoNews
La storia

Federico, con la sindrome di Down, batte la leucemia e torna sul campo di calcio

Ad accoglierlo ci saranno tutti i suoi campioni del cuore, compresi Andrea Petagna e il Papu Gomez che hanno fatto il tifo per lui. Lo aspettano anche i compagni Insuperabili di Rovetta, la scuola calcio dell'omonima Onlus dedicata ai ragazzi con disabilità

Federico ha 20 anni, è nato con la sindrome di down ed è un atleta da record.

Grazie al suo talento nel gioco del calcio lo chiamano all’Inter. Un sogno ad occhi aperti, che però si scontra quasi subito con il fischio d’inizio di un’altra partita, quella della vita, contro la leucemia.

Che Federico Monaci, di Branzi, fosse un fuoriclasse già si sapeva: dal campo di calcio alle piste da scii di fondo a quelle di atletica, in ogni competizione in cui si cimentasse portava a casa la medaglia della vittoria.

Oggi il podio è ancora più bello: Federico ha vinto la sua battaglia con la leucemia linfoblastica.

Era il 2018, la malattia fu scoperta quasi per caso. Lui, la forza e l’energia di un leone sul campo, era fiacco, stanco.

Da soli tre giorni aveva iniziato gli allenamenti con la sua squadra del cuore, l’Inter, tesserato in quinta categoria nella sua squadra del cuore, in collaborazione con Sporting4E onlus di Milano. Ma qualcosa non va. I suoi genitori, Norma e Flavio, lo portano a fare un esame del sangue e, nella stessa mattina, Federico viene ricoverato al Papa Giovanni XXIII in Oncologia pediatrica, dove resterà per quaranta lunghissimi giorni.

Ora Federico è pronto per tornare in campo e ad accoglierlo ci saranno tutti i suoi campioni del cuore come Andrea Petagna, Andrea Maisiello, Papu Gomez, Andrea Ranocchia che hanno fatto il tifo per lui, mandandogli messaggi e video d’incoraggiamento per tutto il tempo della “panchina”.

Lo aspettano anche tutti i suoi compagni Insuperabili di Rovetta, la scuola calcio dell’omonima Onlus dedicata ai ragazzi con disabilità, coordinata da Luca Baronchelli e dal commissario tecnico Davide Finardi, che non aspettano altro che vederlo dribblare in campo.

Insuperabili Rovetta
I ragazzi Insuperabili in azione

“Federico è un atleta straordinario, un campione sul campo e nella vita. La sua determinazione e passione per il calcio sono incredibili. Da Branzi a Rovetta, anche in pieno inverno, accompagnato da papà Flavio, non ha mai mancato un allenamento. È stato un esempio per molti di noi. Lo aspettiamo impazienti”.

Insuperabili Onlus e Reset Academy, insieme ad una squadra di testimonial capitanati dal capitano Azzurro Giorgio Chiellini, promuovono in Italia scuole calcio dedicate ai ragazzi con disabilità cognitiva, relazionale, sensoriale, comportamentale, fisica e motoria.

Insuperabili Rovetta

Il progetto nasce a Torino nel 2012 ed è ispirato al modello inglese del calcio per disabili (Football For Disabled). Il metodo è basato sulla presenza di un gruppo multidisciplinare composto da figure professionali provenienti dal mondo sportivo e da quello psico-socioeducativo, e su una programmazione per obiettivi  differenziati sui singoli partecipanti e sul gruppo all’interno della stagione sportiva.

“Insuperabili Onlus – afferma Luca Baronchelli – vuole diffondere un cambiamento culturale nel modo di pensare alla persona con disabilità, promuovendola come soggetto con abilità incrementabili e applicabili in diversi ambiti che vanno da quello sportivo a quello lavorativo. In linea con questa filosofia d’azione, la nostra Onlus opera per una completa integrazione nel mondo attraverso progetti e occasioni dedicate a tutti, dove l’obiettivo è la condivisione e l’apprendimento attraverso il divertimento”.

Insuperabili Rovetta

A Rovetta, gli Insuperabili nascono nel 2016 con 4 ragazzi e 7 tecnici; oggi, frequentano la scuola calcio 25 ragazzi, dai 6 ai 28 anni, che arrivano da ogni angolo dell’alta Val Seriana da Colzate a Gromo, Clusone, Castione, Rovetta. Insieme ad una decina di educatori, tra tecnici ed esperti formatori, i ragazzi si allenano due volte alla settimana con il sole, la pioggia o sotto la neve, come tutti i calciatori.

“Abbiamo diviso gli atleti in quattro gruppi, per età e condizione psicofisica, continua Baronchelli; con gli Insuperabili giocano ragazzi autistici, con la sindrome di down o altre disabilità cognitive più o meno gravi. I nostri ragazzi giocano a calcio con la stessa passione, impegno e determinazione di ogni giovane sportivo”.

Gli Insuperabili sono un gruppo anche fuori dal campo di calcio. “Si diventa amici”, dice col sorriso Baronchelli. Ma quando si parla di calcio non si scherza mai, e nemmeno qui si fanno eccezioni.

“Con i più grandi giochiamo anche un campionato CSI di calcio special, che ci dà delle grandissime soddisfazioni – continua – Lo stesso vale anche per il campionato Insuperabili, una competizione tra tutte le squadre del Nord Italia. Tre giornate durante l’anno che sono cariche di adrenalina”.

E le soddisfazioni non mancano: “Un paio di nostri ragazzi – afferma – sono stati selezionati per un torneo nazionale; uno di loro, della squadra vincente è volato in Svezia a giocare la Gotha Cup, la competizione giovanile di calcio per squadre dilettantistiche più grande al mondo, che si svolge a Göteborg. Esperienza che quando siamo partiti con gli Insuperabili era inimmaginabile”.

A Rovetta si organizzano anche campi estivi con ragazzi provenienti da tutta Italia. “Il calcio è uno straordinario strumento di socializzazione e integrazione che con il divertimento e l’allenamento può migliorare la salute psico-fisica, l’autostima e la soddisfazione personale e, più in generale, la qualità della vita della persona”.

Gli Insuperabili vivono autofinanziandosi: “Organizziamo pranzi e cene benefiche, diverse iniziative sul territorio, tra cui il torneo del 1° maggio con annessa lotteria a premi e, per Natale, offriamo i nostri panettoni della solidarietà. Possiamo contare anche sulla visibilità che ci offrono i nostri testimonial come il numero uno della Juventus Giorgio Chiellini, il bomber Papu Gomez e l’ex capitano dell’Atalanta Gianpaolo Bellini, conclude il coordinatore”.

Questo è lo sport che ci piace, il calcio che ci appassiona. Dentro e fuori dal campo, Federico e i suoi amici ci insegnano che ci sono palle che vanno giocate dando tutto noi stessi. Con l’augurio di un nuovo anno, insuperabile.

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