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Prende a martellate il cugino, poi si pente e lo soccorre: ma è troppo tardi, lui muore fotogallery

Eliana Mascheretti, ingegnere 61enne alla 3M di Grassobbio, dopo l'aggressione ha messo a letto il 73enne Giuliano: ora è in carcere

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Quella di domenica sera è stata solo l’ultima di una serie di discussioni che negli ultimi mesi erano all’ordine del giorno. Ma stavolta Eliana Mascheretti, ingegnere 61enne alla 3M di Grassobbio, ha preso un martello e ha colpito il cugino Giuliano Mascheretti, 73 anni, mentre era in bagno. L’uomo è caduto a terra sanguinante e la donna, presa dal rimorso, ha cercato di soccorrerlo per poi chiamare il 112. Ma l’anziano è spirato poco prima dell’arrivo dell’ambulanza.

È la ricostruzione dei carabinieri della stazione di Seriate intervenuti nella tarda serata di domenica (20 dicembre) in via Camozzi 12 a Pedrengo. Lì, dal 2015, in una grande villetta con giardino vivevano la vittima, professore in pensione, e la sua presunta assassina, appartenenti a una famiglia benestante e molto conosciuta nel paese dell’hinterland. Il padre di Eliana era deceduto nel 2012, un anno prima dell’assegnazione da parte della Provincia dell’onorificenza come combattente nella campagna italiana di Russia durante la Seconda guerra mondiale. Era stata lei stessa a ritirare il premio.

Da sempre nubile, quattro anni fa la donna aveva deciso di accogliere nella residenza di sua proprietà il cugino più anziano, anch’esso celibe. Una convivenza serena la loro, almeno fino a qualche mese fa quando l’uomo inizia a manifestare alcuni acciacchi fisici dovuti all’età, in particolare alla vista. Lei se ne prende cura, ma con il passare delle settimane crescono i malumori per questa situazione. I diverbi sono sempre più frequenti, con la donna che espone spesso la sua insofferenza per il fatto di doverlo accudire.

Domenica sera dopo cena l’ennesima lite. Gli animi sono tesi e l’uomo va in bagno per una doccia, nella speranza che si possano calmare. Ma la cugina lo segue per proseguire la discussione. Lui la caccia a spintoni, provocandole anche alcuni lividi al collo. Lei, accecata dalla rabbia, va in cucina, prende un martello e torna dal cugino. Lo colpisce diverse volte alla schiena, alle braccia e una alla nuca. Il 73enne si sdraia sul pavimento e perde sangue.

Eliana Mascheretti si pente. Lo aiuta a lavarsi e gli disinfetta le ferite, gli dà un’antinfiammatorio e lo accompagna a letto, sperando possa riprendersi. Ma l’uomo non si sente bene. Chiede dell’acqua, poi di andare in bagno. Nel tragitto cade a terra esanime.

La donna è disperata e a questo punto chiama il 112, raccontando di un malore. Ma è troppo tardi e l’uomo si spegne poco prima che i medici raggiungano via Camozzi e possano soccorrerlo.

Arrivano anche i carabinieri, che arrestano la donna con l’accusa di omicidio preterintenzionale e su disposizione del pubblico ministero Emanuele Marchisio la conducono in carcere. Avrebbe già ammesso l’aggressione, precisando però di non volerlo uccidere.

Per stabilire se le martellate siano la causa diretta del decesso o indiretta, per aver provocato magari un malore, mercoledì mattina all’ospedale Papa Giovanni sarà effettuata l’autopsia sul cadavere dell’uomo.

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