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“Il centrodestra vuole aiutare i farmacisti? Si muova in Regione per farci lavorare meglio”

Oriana Ruzzini, consigliera comunale per il Pd a Bergamo, e farmacista, si dichiara "piuttosto sconcertata dalla polemica attorno alla mancata medaglia d'oro ai farmacisti, prontamente cavalcata dal centrodestra".

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Oriana Ruzzini, consigliera comunale per il Pd a Bergamo, e farmacista, si dichiara “piuttosto sconcertata dalla polemica attorno alla mancata medaglia d’oro ai farmacisti, prontamente cavalcata dal centrodestra”.

Perché, commenta, “è chiaro che un riconoscimento può far piacere, ma è altrettanto palese che non tutti gli operatori sanitari, gli ordini o le categorie professionali possano essere premiate in un’unica occasione”.

Pensa, Ruzzini “a chi ha guidato le ambulanze a marzo, ai tecnici di radiologia che hanno eseguito le tac, agli operai che hanno fatto turni massacranti per produrre le bombole… ognuno di loro meriterebbe una medaglia per aver vissuto con coraggio e dedizione, paura e sacrificio quei giorni. Ma dopo quello che abbiamo vissuto, dopo il dramma che all’improvviso ci ha spogliati di tutto il superfluo e lasciati a combattere soli e distanti contro un nemico invisibile, dopo migliaia di morti, credo francamente che le medaglie siano l’ultimo dei pensieri per molti di noi”.

E suggerisce: “Se il centrodestra volesse interessarsi dei farmacisti, anzichè cavalcare polemiche futili, potrebbe interloquire con la Regione e permetterci di lavorare meglio. Quest’anno non abbiamo avuto mezza dose di vaccino antinfluenzale, né per noi né per i clienti. L’unico screening a cui siamo stati sottoposti è stato un tampone a maggio, e se abbiamo potuto fare un test sierologico gratuito è stato grazie al Comune di Bergamo. Ai nostri clienti ad oggi non abbiamo potuto fornire né test né tamponi. Dalla Regione noi farmacisti non abbiamo ricevuto nemmeno una mascherina, ricordiamocelo. Ci hanno pensato i privati (Rotary Terre di San Marco) e il Comune. Senza considerare poi che abbiamo un contratto (commercio, non sanità) scaduto da otto anni”.

Ciò che non manca, conclude, “fortunatamente sono i riconoscimenti, i grazie quotidiani, i biglietti affettuosi, i fiori e le telefonate ad ogni Natale e più che mai in questi giorni. E non c’è medaglia più preziosa”.

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