Il manager bergamasco Pellicioli: "Rispetto Augias, ma non restituirò la Legion d'onore" - BergamoNews
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Il manager bergamasco Pellicioli: “Rispetto Augias, ma non restituirò la Legion d’onore”

Per il manager bergamasco, insignito del prestigioso riconoscimento nel 2017, "i diritti umani sono un elemento della geopolitica, non il solo elemento".

Lorenzo Pellicioli è un manager bergamasco che ha operato in molti settori ottenendo dappertutto risultati più che positivi: dall’editoria e i media (Manzoni Pubblicità, Mediaset) alle crociere (Costa), alla finanza. Oggi è amministratore delegato del gruppo De Agostini e presidente di Dea Capital.

È anche spesso citato dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori che parla di lui nel suo libro Riscatto: “Ora molti sanno chi è Lorenzo Pellicioli, che è certamente una delle persone più intelligenti che io abbia conosciuto, ma è difficile immaginare quanto sia stato importante per me. Non una: tre volte…”.

Ma Lorenzo Pellicioli 69 anni, è stato anche insignito della Legion d’Onore: il 3 aprile del 2017 infatti Catherine Colonna, Ambasciatrice di Francia in Italia, ha conferito il titolo di Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur al mananger originario di Alzano lombardo nel corso di una cerimonia che si è svolta a Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata a Roma.

Quel prestigioso riconoscimento che Corrado Augias, giornalista, scrittore e divulgatore televisivo molto noto, ha deciso di restituire, riconsegnandola all’ambasciatore francese Christian Masset, dopo che il presidente Macron ha conferito la più alta onorificenza della Repubblica francesce al generale egiziano al-Sisi. Una scelta legata alla dolorosa fine del giovane Giulio Regeni: per onorare la memoria del ricercatore italiano, torturato e ucciso al Cairo.

Non è dello stesso parere di Augias Lorenzo Pellicioli: “Non restituirò la Legion d’onore” ci dice.

E spiega: “Rispetto la decisione di Corrado Augias e di altri, ma non disapprovo la decisione del presidente Macron. La politica estera di un Paese non è fatta solo di principi, ma anche, se non soprattutto, di interessi politici ed economici”.

Per il manager bergamasco “i diritti umani sono un elemento della geopolitica, non il solo elemento. Se Parigi val bene una messa, buone relazioni con l’Egitto valgono bene un’onorificenza”.

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