Bergamo, riprende le esportazioni ma restano lontane dai livelli 2019 - BergamoNews
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Bergamo, riprende le esportazioni ma restano lontane dai livelli 2019

Le esportazioni riprendono quota dopo un secondo trimestre negativo, ma non ritornano ai livelli del 2019. Tutti i settori trainanti rispecchiano la stessa dinamica, tranne l’alimentare in calo tendenziale e anche congiunturale

Il valore delle esportazioni di Bergamo nel trimestre totalizzano 3.585 milioni di euro (9,2% su base annua contro variazioni del -7,9% in Lombardia e del -4,9% in Italia).

Le importazioni sono state pari a 1.971 milioni (-11,7% tendenziale contro -10,7% in Lombardia e -11,1% in Italia). Il saldo trimestrale della bilancia commerciale di Bergamo è positivo per 1.614 milioni, inferiore al saldo del trimestre corrispondente dell’anno scorso (1.719 milioni).

Le esportazioni bergamasche hanno ripreso quota rispetto al trimestre precedente. La forte crescita congiunturale (17,4%) è leggermente inferiore rispetto al valore regionale (17,9%), mentre l’Italia nel suo complesso segna un +24,1%, il Nord-est +25,2% e il Nord-ovest +21,7%.

La stessa dinamica di calo tendenziale e crescita congiunturale si avverte su quasi tutti i settori trainanti dell’export provinciale: macchinari (952 milioni, 8,6%), prodotti chimici (465 milioni, 14,7%), metalli di base (445 milioni, -14,5%), articoli in gomma (340 milioni, 8,5%), mezzi di trasporto (336 milioni, -4,9%) e apparecchi elettrici (234 milioni, -4,7%), oltre al tessile e abbigliamento (209 milioni, -13,2%). Solo gli alimentari (225 milioni) sono in calo sia tendenziale (3%) che congiunturale (-2,4%).

Nel trimestre in esame l’export di Bergamo per area geografica di destinazione registra un calo tendenziale verso l’area UE 27 post Brexit (-6,2%), nonché verso l’Eurozona (-7,1%). I mercati Extra UE sono in calo ancora maggiore (13,1%), dovuto principalmente a un crollo del flusso verso l’America settentrionale e a diminuzioni di minore entità verso l’Africa settentrionale, l’America centro-meridionale e l’Asia centrale; in controtendenza, ovvero in aumento, la variazione verso i paesi europei non UE.

Segnano variazioni negative nel confronto con il corrispondente trimestre del 2019 le esportazioni verso i primi cinque paesi di destinazione delle merci bergamasche che segnano valori negativi: Germania (-5,4%), Francia (10,3%), Stati Uniti (-28%), Spagna (9,9%) e Regno Unito (-5,9%).

In crescita invece le esportazioni verso i successivi cinque paesi più importanti, ovvero Polonia (5,9%), Svizzera (10,9%), Cina (7,6%), Paesi Bassi (1,2%) e Belgio (1,8%). Le esportazioni verso i citati paesi, salvo la Svizzera, accusano un calo anche con riferimento al valore cumulato dell’anno.

Commenta il presidente Mazzoleni: “Il rimbalzo del terzo trimestre ci dimostra che il sistema economico bergamasco, pur non avendo ancora raggiunto i volumi esportati nel corrispondente periodo dell’anno scorso, con minori restrizioni è stato in grado di recuperare buona parte delle relazioni internazionali nell’ambito delle catene del valore transnazionali consolidate. L’analisi per merceologia ci dice che non tutto procede alla stessa velocità. Occorrerà altro tempo prima di poter parlare di una situazione di normalità”. 

INTERSCAMBIO COMMERCIALE CON L’ESTERO

Il valore delle esportazioni di Bergamo nel trimestre totalizzano 3.585 milioni di euro (9,2% su base annua contro variazioni del -7,9% in Lombardia e del -4,9% in Italia).
Le importazioni sono state pari a 1.971 milioni (-11,7% tendenziale contro -10,7% in Lombardia e -11,1% in Italia).

Il saldo trimestrale della bilancia commerciale di Bergamo è positivo per 1.614 milioni, inferiore al saldo del trimestre corrispondente dell’anno scorso (1.719 milioni).
Le esportazioni bergamasche hanno ripreso quota rispetto al trimestre precedente. La forte crescita congiunturale (17,4%) è leggermente inferiore rispetto al valore regionale (17,9%), mentre l’Italia nel suo complesso segna un +24,1%, il Nord-est +25,2% e il Nord-ovest +21,7%.
La stessa dinamica di calo tendenziale e crescita congiunturale si avverte su quasi tutti i settori trainanti dell’export provinciale: macchinari (952 milioni, 8,6%), prodotti chimici (465 milioni, 14,7%), metalli di base (445 milioni, -14,5%), articoli in gomma (340 milioni, 8,5%), mezzi di trasporto (336 milioni, -4,9%) e apparecchi elettrici (234 milioni, -4,7%), oltre al tessile e abbigliamento (209 milioni, -13,2%). Solo gli alimentari (225 milioni) sono in calo sia tendenziale (3%) che congiunturale (-2,4%).

Nel trimestre in esame l’export di Bergamo per area geografica di destinazione registra un calo tendenziale verso l’area UE 27 post Brexit (-6,2%), nonché verso l’Eurozona (-7,1%). I mercati Extra UE sono in calo ancora maggiore (13,1%), dovuto principalmente a un crollo del flusso verso l’America settentrionale e a diminuzioni di minore entità verso l’Africa settentrionale, l’America centro-meridionale e l’Asia centrale; in controtendenza, ovvero in aumento, la variazione verso i paesi europei non UE.

Segnano variazioni negative nel confronto con il corrispondente trimestre del 2019 le esportazioni verso i primi cinque paesi di destinazione delle merci bergamasche che segnano valori negativi: Germania (-5,4%), Francia (10,3%), Stati Uniti (-28%), Spagna (9,9%) e Regno Unito (-5,9%).

In crescita invece le esportazioni verso i successivi cinque paesi più importanti, ovvero Polonia (5,9%), Svizzera (10,9%), Cina (7,6%), Paesi Bassi (1,2%) e Belgio (1,8%). Le esportazioni verso i citati paesi, salvo la Svizzera, accusano un calo anche con riferimento al valore cumulato dell’anno.
L’Istat segnala infine che i dati del 2019 sono stati resi definitivi e che quelli dei primi cinque mesi del 2020 sono stati revisionati utilizzando le dichiarazioni Intrastat resesi disponibili con il ripristino dei termini per la trasmissione, precedentemente sospesi dal decreto “Cura Italia”.

 

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