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Qualità della vita, la provincia di Bergamo perde 24 posizioni: è 52esima - BergamoNews
Indagine sole 24 ore

Qualità della vita, la provincia di Bergamo perde 24 posizioni: è 52esima

Tra i nuovi parametri i casi Covid in rapporto alla popolazione, l’unico indice il cui punteggio è stato pesato maggiormente nella determinazione della classifica finale proprio per testimoniare l’eccezionalità di questi mesi sulla vita quotidiana di tutti gli italiani.

Ventiquattro posizioni in meno rispetto allo scorso anno, un crollo verticale fino alla cinquantaduesima posizione: la 31esima indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita in Italia, presentata sul quotidiano in edicola lunedì 14 dicembre, non riserva buone notizie per la provincia di Bergamo.

L’obiettivo dell’edizione 2020 – che analizza 90 indicatori, per la maggior parte (circa 60) aggiornati al 2020 in base agli ultimi dati disponibili – è stato quello di raccontare in presa diretta il differente impatto della pandemia da coronavirus sui territori.

L’impostazione della ricerca conferma le sei aree tematiche di analisi che fotografano la complessità della vita nelle province italiane: 1. Ricchezza e consumi; 2. Demografia e salute; 3. Affari e lavoro; 4. Ambiente e servizi; 5. Giustizia e sicurezza; 6. Cultura e tempo libero.

Con una scelta di campo importante: all’interno di queste aree sono stati inseriti 25 indicatori che documentano le principali conseguenze del Covid-19 su salute, attività economiche e vita sociale.

Tra questi nuovi parametri, ad esempio, ci sono i casi Covid in rapporto alla popolazione, l’unico indice il cui punteggio è stato pesato maggiormente nella determinazione della classifica finale proprio per testimoniare l’eccezionalità di questi mesi sulla vita quotidiana di tutti gli italiani.

Indicatori che trascinano verso il basso tutte le province lombarde ad eccezione di Sondrio (23esima, in risalita di 23 posizioni) e Mantova (47esima, +1): Milano in particolare, che perde lo scettro del 2018 e del 2019 e arretra di 11 posizioni, ma anche la già citata Bergamo (52esima, -24), Brescia (39esima, -27), Lecco (49esima, -19), Cremona (59esima, -35), Monza e Brianza (61esima, -55) e Varese (66esima, -37).

La classifica generale premia Bologna, al primo posto, che guadagna ben 13 posizioni e traina un po’ tutte le province dell’Emilia Romagna. Ben cinque su nove si incontrano tra le prime venti: oltre al capoluogo, Parma (8ª), Forlì Cesena (14ª), Modena (15ª) e Reggio Emilia (17ª).

Dando uno sguardo ai vari indicatori, Bergamo risulta 47esima in Italia nella macro-area “Ricchezza e consumi”: a balzare all’occhio è il dato negativo del trend del Pil procapite, con una perdita del 9,3% rispetto allo scorso anno che gli vale la 103esima posizione su 107. Al secondo posto, invece, per la percentuale di fatture commerciali ai fornitori oltre i 30 giorni (il 5,7% del totale).

Nella categoria “Affari e lavoro” Bergamo scivola al 68esimo posto, con una preoccupante 105esima nell’indicatore relativo alle ore medie per impresa di cassa integrazione ordinaria autorizzata.

In “Demografia e salute” arriva una 70esima posizione, sulla quale pesa il fattore Covid: la nostra provincia è infatti la peggiore per tasso di mortalità.

La categoria “Ambiente e servizi” vede Bergamo al 38esimo posto: indicatori tutti più o meno nella media, con l’unica macchia negativa della spesa pubblica sul territori dei fondi europei 2014-2020 per l’agenda digitale (103esima posizione).

Non va meglio in “Giustizia e sicurezza” (65esimo posto) e in “Cultura e tempo libero” (46esimo, con un quarto posto però nella partecipazione elettorale dei cittadini).

Qui tutti i risultati: https://lab24.ilsole24ore.com/qualita-della-vita/Bergamo

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