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Cercasi Dea formato Champions anche in campionato: a Bergamo c'è la Fiorentina - BergamoNews
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Cercasi Dea formato Champions anche in campionato: a Bergamo c’è la Fiorentina

Lo smoking delle notti europee va indossato anche nelle occasioni meno speciali: il distacco dalla prime della classe rischia di farsi notevole

Un’Atalanta gasata dalla fantastica qualificazione agli ottavi di Champions League si prepara ad affrontare la Fiorentina nell’11esima giornata di campionato (fischio d’inizio alle 15 al Gewiss Stadium).

Nonostante il prestigio del risultato raggiunto, la squadra di mister Gasperini è consapevole che non basta essere bravi nelle partite europee, ma che occorre riprendere la marcia anche in campionato, altrimenti il distacco dalla prime della classe potrebbe diventare incolmabile.

Detto questo, la Dea avrà due mesi di tempo prima di dover pensare nuovamente alla Coppa. Durante questo periodo ci saranno 12 giornate di campionato da affrontare, 36 i punti in palio. Ecco perché occorre fin da subito tornare a mettere fieno in cascina, cercando di superare l’ostacolo Viola.

La squadra del neo tecnico Cesare Prandelli (di casa a Bergamo), pur trovandosi nei bassifondi della classifica e giocando un calcio non certo ideale, è sempre un ostacolo temibile per la Dea, che storicamente ha sempre sofferto con la formazione toscana.

Nonostante il cambio in panchina, il mister di Orzinuovi stenta a portare a casa punti preziosi per staccarsi dalle zone calde della classifica. Il ruolino di marcia dei viola lontano dalle mura amiche ha un impietoso zero alla voce ‘vittorie’, e soli due punti conquistati nelle ultime cinque gare.

Tutto ciò fa ovviamente ben sperare l’Atalanta. Più forte e compatta della squadra avversaria, anche se non è con le parole che si vincono le partite. Innazitutto serve tornare a segnare. A fare ciò che la Dea sapeva fare con una prepotenza incredibile. E che, da qualche tempo a questa parte, sembra essere diventato tanto complicato.

Gasperini avrà a disposizione gli stessi uomini di Amsterdam, non potendo nuovamente contare su Pasalic e Miranchuk (oltre che Caldara), mentre Prandelli dovrà fare a meno di Castrovilli.

Sicuramente il mister nerazzutto adotterà un atteggiamento meno guardingo e coperto rispetto a mercoledi, tornando al consueto modulo, maggiormente offensivo proprio per cercare di scardinare la difesa fiorentina.

A Bergamo, in serie A, le due formazioni si sono incontrate 57 volte: 20 vittorie nerazzurre, 14 viola e 23 pareggi. Se consideriamo anche le gare del Franchi la situazione si capovolge con 49 vittorie viola, 28 atalantine e 37 pareggi.

L’ultima vittoria nerazzurra risale al campionato 2018-2019: l’allora fiorentino Muriel portò in vantaggio i suoi prima che Ilicic, Gomez e Gosens fissassero il punteggio sul definitivo 3 a 1.

L’ultimo successo viola in casa atalantina è quella del campionato 2015/2016 e fu un pirotecnico 2 a 3 che si consumò tutto nella parte finale del match: 67esimo M. Fernández, 81esimo Tello, 84esimo Conti, 87esimo Kalinić, 91esimo Pinilla. Allo scorso anno risale invece il pari più recente, con il 2 a 2 (a Parma) firmato dall’autorete di Palomino e Ribery per la Viola e Ilicic e Castagne (allo scadere) per la Dea.

Per gli amanti delle statistiche la più larga vittoria atalantina contro la Fiorentina è quella dell’anno 1955: in quella occasione la Dea sconfisse gli avversari per 5 a 1 grazie alla tripletta del grande Rasmussen ed alla doppietta di Brugola. Gli avversari si vendicarono con gli interessi nove anni dopo rifilandone ben 7 ai nerazzurri, grazie soprattutto dei 5 gol segnati dal fuoriclasse Hamrin.

Venendo agli ex della partita la pattuglia è abbastanza folta. Da una parte, attualmente atalantina, abbiamo Josip Ilicic (106 presenze e 29 reti) Muriel (19 presenze e 6 gol) Cristiano Piccini (1 presenza senza reti) ed entrambi i portieri Marco Sportiello (con 39 difese della porta) Pierluigi Gollini (due campionati nelle giovanili). In maglia viola troviamo invece Jack Bonaventura che a Bergamo ha disputato ben 128 partite segnando 23 reti.

E poi Gasperini contro Prandelli, due allenatori resi grandi da Bergamo: come sempre la parola al campo per vedere chi dei due prevarrà.

In questa giornata, infine, non si può non ricordare con profonda tristezza il bomber Paolo Rossi, scomparso in settimana. Con la maglia della nazionale ha unito l’Italia intera. In campo è stato un vero mattatore, fuori un grande signore. Chapeau Pablito.

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