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Casi Covid tracciati su WhatsApp: "Così ho aiutato Santa Croce contro il virus" - BergamoNews
A san pellegrino

Casi Covid tracciati su WhatsApp: “Così ho aiutato Santa Croce contro il virus” fotogallery

Adriano Avogadro, farmacista e informatore medico-scientifico, è stato nominato cittadino benemerito di San Pellegrino per il suo impegno nella piccola frazione: nei mesi più difficili la popolazione si è affidata a lui per avere assistenza.

“Ricorderò per tutta la vita la telefonata che ho ricevuto una sera di inizio marzo. ‘Adriano, mio marito sta morendo, sta arrivando un’ambulanza per portarlo in ospedale. Cosa possiamo fare?’. Avevamo già fatto tutto il possibile, ma, con una polmonite bilaterale, non restava che farlo ricoverare. Purtroppo, quell’uomo non è più tornato a casa”.

Ricorda ancora commosso il difficile periodo di marzo Adriano Avogadro, 68 anni, pensionato, una laurea in farmacia e una professione di informatore medico-scientifico per diverse aziende farmaceutiche.

Una chiamata che ha scosso profondamente Adriano e che l’ha portato a cercare di fare qualcosa per la sua Santa Croce, piccola frazione sopra San Pellegrino dove dal 2010 gestisce il dispensario farmaceutico, su invito del compianto farmacista Giovanni Fumagalli, deceduto lo scorso mese di marzo.

Un impegno per la propria frazione, in particolare durante il periodo dell’emergenza sanitaria, che gli è valso il riconoscimento di cittadino benemerito di San Pellegrino, consegnatogli sabato 12 dicembre, insieme ad altri cittadini che si sono distinti nell’impegno all’interno del comune (riconoscimento conferito, tra gli altri, anche alla memoria dell’ex sindaco Alberto Giupponi, scomparso recentemente).

Adriano Avogadro cittadino benemerito a San Pellegrino
Il conferimento della bemerenza

“All’inizio della pandemia, diversi medici della zona si erano ammalati ed alcuni erano difficilmente raggiungibili. Dovevo fare qualcosa per la salute dei miei compaesani – ricorda Adriano. – Una domenica di marzo, quindi, ho deciso di sfruttare quello che poteva essere il nostro punto debole: essere chiusi in casa, di fatto isolati in una frazione di poco più di 400 abitanti. Subito dopo il ricovero del primo paziente, ho creato il gruppo WhatsApp ‘Aiutiamoci a vicenda’, inserendo le persone che conoscevo a Santa Croce, per trasmettere informazioni utili ad affrontare la malattia, per consultarci, anche per sentirci più uniti”.

Una chat che si è ampliata velocemente, fino a raggiungere le 180 persone: tutte le famiglie di Santa Croce, di fatto, venivano informate grazie all’idea di Adriano.

“Mi sono sentito subito in dovere di fare qualcosa per la mia frazione, in quanto farmacista e soprattutto per la mia recente nomina a presidente dell’Associazione Santa Croce (nata nel giugno 2019, che si occupa di varie attività di solidarietà nella frazione)”.

Adriano Avogadro cittadino benemerito a San Pellegrino

Dalle informazioni generiche, Adriano Avogadro ha deciso di fare un quadro più complessivo della situazione dei malati nella frazione.

“Avevo il desiderio di capire quali fossero le abitazioni che necessitavano di più controllo medico, quali persone fossero più da seguire, anche solo monitorando il decorso della malattia. Quando ho aperto il gruppo, una trentina di persone avevano già una febbre persistente da diverso tempo”.

Da qui la decisione di effettuare un tracciamento della malattia tra gli abitanti di Santa Croce, per poter trasmettere informazioni riguardo ai malati e al decorso della febbre nei compaesani.

“Ho creato una tabella dove registravo i nomi delle famiglie, il numero dei malati e le sintomatologie presentate, così da poter monitorare i trend della situazione. Ogni abitante, in privato, mi informava sulla situazione nella propria famiglia, in merito a febbre e dolori. Segnalavo poi, grazie al gruppo WhatsApp, il numero dei malati a tutti gli abitanti, in modo da essere anche di incoraggiamento quando si presentava un calo dei casi”.

Un tracciamento svolto a fin di bene (“anzi, il mio terrore era quello di aver abusato della disponibilità dei miei compaesani”), dove ognuno aveva ovviamente la libertà di informare o meno in merito al proprio stato di salute. “In questo senso, nessuno ha mai posto problematiche relative alla privacy. Naturalmente, a tutti venivano forniti solo i numeri generali, senza entrare nello specifico dei singoli casi, dei quali venivo informato in privato”.

Senza la possibilità di avere tamponi, non potevano essere segnalati casi di positività al Covid-19: Adriano registrava i casi di febbre e di sintomi eventualmente riconducibili ad una polmonite.

“Ai primi casi, prescrivevo la Tachipirina, poi la vitamina D e gli antibiotici. In seguito, in accordo con i medici, abbiamo prescritto una terapia con due antibiotici associati, uno al mattino e uno alla sera, che sembra aver dato discreti risultati. Quando un paziente aveva difficoltà respiratorie, lasciavamo a disposizione i saturimetri (che distribuivo nelle case grazie ai volontari dell’Associazione Santa Croce), per conoscere la saturazione di ossigeno nel sangue. Quando il margine era troppo basso, il consiglio ovvio era quello di chiamare il 112. Contro il virus, potevamo fare poco altro”.

Un importante lavoro di supporto medico svolto sempre seguendo i consigli dei medici di base di ogni paziente e di Mario Micheli, farmacista di San Pellegrino: “Devo ringraziare i medici che mi hanno aiutato, ma anche i miei compaesani di Santa Croce, ai quali abbiamo sempre raccomandato di rimanere isolati in presenza di febbre, anche all’interno della propria abitazione, il più possibile distante dagli altri membri della famiglia”.

Un lavoro che ha permesso, ad aprile, di non avere più alcun paziente con la febbre. Anche a Santa Croce, però, non sono mancati i lutti.

Adriano Avogadro cittadino benemerito a San Pellegrino

“Durante quel difficile periodo per tutta la Bergamasca e non solo, anche noi abbiamo perso cinque nostri compaesani. Quando il primo paziente è stato ricoverato per una polmonite bilaterale e la sua famiglia è stata isolata, abbiamo capito che il virus stava colpendo anche la nostra frazione. Abbiamo continuato fino a maggio quando, per fortuna, il gruppo WhatsApp è stato chiuso e non più riaperto: la seconda ondata, per ora, sembra non aver colpito le nostre zone”.

Nonostante quei mesi difficili, il pensiero di Adriano è rivolto sempre al futuro, con positività e fiducia nella scienza, verso una risoluzione positiva di questa difficile situazione.

“Sono particolarmente fiducioso verso i vaccini che stanno arrivando. Avendo lavorato molto tempo in Pfizer, conosco la sua storia: hanno commercializzato negli anni diversi farmaci importanti, non credo si possano permettere di sbagliare su un vaccino di questa portata. Le aziende farmaceutiche si devono impegnare a realizzare i vaccini il più puri possibile, curandone la qualità. Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante: speriamo di poter tornare presto alla nostra vita precedente”.

Una vita che possa vedere anche un piccolo risorgimento per una frazione di montagna che, anche in tempi così difficili, ha mostrato la propria unità: “L’ultimo ristorante-pizzeria che avevamo è chiuso ormai da un paio d’anni, rischiamo di perdere anche l’unico supermercato della frazione. Spero che, anche grazie all’aiuto e all’impegno di tutti gli abitanti, si possa guardare ad un futuro roseo per Santa Croce”.

Un futuro costruito su esempi di dedizione verso il prossimo, dove la pandemia che ha colpito duramente possa essere solo un terribile, ma lontano, ricordo.

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