“Se succede qualcosa vi voglio bene”: il dramma consumato in 12 minuti
Cortometraggio muto, drammatico e delicato che, a discapito di disegni semplici e minimali, pone lo spettatore di fronte alla tragedia più dolorosa che due genitori possano vivere
Titolo: If Anything Happens, I love you
Regia: Will McCormack e Michael Govier
Genere: Dramma
Durata: 12’
Programmazione: Netflix
Valutazione: ****
“If Anything Happens, I love you” è un cortometraggio d’animazione prodotto da Netflix e partorito dalle geniali menti di Will McCormack, già sceneggiatore del commovente Toy Story 4, e di Michael Govier dalla trama dolorosamente semplice: all’indomani di una tragica sparatoria in una scuola, due genitori in lutto piangono la perdita della figlia e affrontano il vuoto emotivo che li attanaglia.
Il linguaggio della vicenda è estremamente evocativo ed allegorico e per quasi tutte le scene di vita reale dei due coniugi, vissuta per lo più nel silenzio della disperazione, vediamo sullo sfondo le loro ombre che litigano, parlano e si urlano addosso quasi a voler trovare un responsabile per la morte della figlia.
Il corto si apre sui due genitori senza nome che, ai lati opposti di un tavolo, consumano mestamente la loro cena senza guardarsi negli occhi o rivolgersi parola, come se tra loro esistesse una barriera tristemente invalicabile. La madre, dopo aver finito la cena, si alza non proferendo alcuna parola e dopo aver vagato senza meta per un’abitazione in cui perfino gli oggetti sono sbiaditi a causa del suo dolore, inizia a ricordare momenti felici provenienti da un passato remoto. Il catalizzatore della memoria della donna è una maglietta azzurra della figlia (uno dei pochi oggetti colorati all’interno di una vicenda bianca e nera) casualmente rimasta in lavatrice che, una volta stretta a sé, le fa rivivere lucidamente il loro spensierato viaggio in auto al Grand Canyon e quella volta in cui giocando a calcio la ragazzina rovinò il muro di casa, lasciando una crepa gigantesca, anch’essa azzurra nella visione della donna.

I ricordi però non sono solo positivi e ben presto la mente della donna si concentra sul punto focale della storia: la morte della ragazzina, resa oniricamente nel modo più doloroso possibile.
I genitori accompagnano la figlia a scuola e, forti di aver già vissuto quella scena, fanno di tutto per non farla entrare ma, dopo inutili tentativi, sono costretti a lasciarla, consci di non poter cambiare ciò che è già stato. Seguendo la giovane l’inquadratura resta fissa al di fuori di quella che sembra una mensa dove il lontano vociare caratteristico degli spazi comuni di una scuola viene presto sostituito da urla disperate e da spari ad opera di un individuo non meglio specificato.
A quel punto, all’apice della catarsi, il focus passa sul cellulare dei genitori in cui brevemente si legge un messaggio di poche parole: “Se succede qualcosa vi voglio bene”.
Fortemente critico e polemico riguardo ad un tema attualissimo negli Stati Uniti, “If Anything Happens, I love you” è un cortometraggio che contrappone ai suoi tratti leggeri in matita delle tematiche deprimenti che comunque, in mezzo alla disperazione, lasciano intendere sul finale come una speranza esista sempre, anche nelle situazioni più tragiche.


