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"Uomini illuminati", tra i premiati c'è anche Giorgio Gori - BergamoNews
Stati generali delle donne

“Uomini illuminati”, tra i premiati c’è anche Giorgio Gori

Il riconoscimento, conferito dagli "Stati generali delle donne", è andato agli uomini che si sono distinti e impegnati per la parità di genere

Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo, è “uomo illuminato”: il riconoscimento è dedicato agli uomini che, nel corso della loro attività, hanno dato un contributo importante per la lotta alle discriminazioni di genere.

Giorgio Gori ha dimostrato un’attenzione costante ai temi relativi al miglioramento della condizione femminile e alla lotta alla violenza di genere. La sua sensibilità, in questo ambito, lo ha portato ad aderire convintamente al patto per le donne sia come candidato alla presidenza della Regione Lombardia che come sindaco di Bergamo. Giunto al suo mandato ha affrontato con equilibrio, fermezza ed autorevolezza, la difficile situazione venutasi a creare nel suo territorio per effetto della diffusione del Coronavirus. La vicinanza affettiva alla persone colpite dalla malattia ha evidenziato il suo senso di umanità che è sempre stato presente nella sua attività di amministratore. Ha dimostrato anche notevole sensibilità nella gestione della seconda ondata del virus, riconoscendo le difficoltà che stanno attraversando le imprese e le attività del suo territorio. Per questo impegno, che vede la persona al centro delle sue attenzioni, Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, è un uomo illuminato”.

Questa motivazione ha accompagnato il riconoscimento che ha ricevuto il primo cittadino di Bergamo, candidato dall’associazione libere e democratiche di Monza e Brianza e insignito del premio dagli “Stati Generali delle Donne”, con il Patrocinio della Commissione Europea.

“Sono felice ed onorato di questo riconoscimento – ha detto Gori in video collegamento con gli altri premiati -. Grazie all’associazione libere e democratiche di Monza per avermi candidato e agli Stati Generali delle Donne per aver deciso di includermi in una rosa di persone così importanti per quello che fanno e hanno fatto. Per stare alle motivazioni del premio, credo di aver fatto poco più del mio dovere. Chiunque al posto mio avrebbe cercato di fare il massimo per una comunità colpita, a sorpresa, da una violenza difficilmente comprensibile a chi non era qui in quei mesi. Parlo, soprattutto, della prima ondata del Coronavirus, che ci ha spinto a tirar fuori tutto il meglio di quello che potevamo fare a vantaggio, soprattutto, dei cittadini più fragili. L’abbiamo potuto fare grazie ad un moto di solidarietà molto forte, che ha percorso la comunità bergamasca e mi ha consentito, da sindaco, di avere a disposizione tantissimi volontari con i quali cercare di concretizzare il sentimento di vicinanza e di aiuto che esprimevo”.

Tra le proposte concrete per ricostruire il Paese il primo cittadino, citando il suo libro “Riscatto” , ricorda che “il lavoro delle donne è un tema fondamentale, sia per il progresso economico del nostro paese, sia per una questione di uguaglianza di genere, per poter dare alle donne la possibilità di esprimere le loro straordinarie potenzialità, sia in vista di un’altra questione che rimane sempre un po’ sotto traccia e che io considero di straordinario rilievo per il futuro dell’Italia: il tema demografico.

“Il lavoro femminile, al di sotto delle medie europee nel nostro paese, è centrale. Scoprire che, ancora, nel 2019 37mila donne hanno dovuto lasciare la propria occupazione perché impossibilitate a conciliare i diversi impegni, che una donna su cinque, incinta, decide di lasciare il lavoro per il quale ha studiato, si è impegnata, e che migliaia di donne abbandonano il lavoro per soccorrere persone anziane, della propria famiglia, non più autosufficienti, ci mettono di fronte ad una situazione molto grave”.

“Più grave in alcune regioni perché, sempre per quanto riguarda la condizione delle donne, la disuguaglianza tra nord e sud è particolarmente forte. In Italia, mediamente, lavora il 50% delle donne, ben al di sotto della media europea. Al sud siamo alla metà di questo valore. Essere donna, giovane e vivere al sud è una condizione di forte discriminazione alla quale dobbiamo lavorare tutti insieme”.

L’intervento di Gori si è chiuso con una dedica: “Spero di essere degno di questo riconoscimento e di potermi impegnare ancora di più, in futuro, per le donne. Dedico il premio alle mie due figlie con l’augurio che il loro tempo non debba vederci, ancora, di nuovo, impegnati per stabilire l’eguaglianza perché quell’eguaglianza si sarà, speriamo tutti, realizzata”.

La premiazione è avvenuta sabato 28 novembre, in un evento online per il rispetto delle norme anti Covid, sulla piattaforma degli Stati generali delle donne.

Diversi i nomi di uomini illustri premiati tra i quali l’ex Ministro del lavoro Enrico Giovannini, il sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico Gian Paolo Manzella, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il rettore dell’Universitas Mercatorum Giovanni Cannata e il procuratore di Trento Sandro Raimondi.

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