Rebecca, 19 anni: l'impegno nella Croce Rossa nei panni di chi ha bisogno - BergamoNews
Giornata del volontariato

Rebecca, 19 anni: l’impegno nella Croce Rossa nei panni di chi ha bisogno

Chi meglio di una giovane volontaria della Croce Rossa poteva parlarci in onore di questa ricorrenza?

Essere volontario significa mettere il proprio tempo e le proprie energie al servizio degli altri, senza alcuna costrizione e senza desiderare nulla in cambio. Angeli in divisa che mettono le necessità e i bisogni dei più bisognosi davanti a tutto.

Rebecca Fagiani, diciannovenne di Petosino (Sorisole), ci racconta la sua esperienza da volontaria della Croce Rossa italiana.

Da quanto tempo hai iniziato a svolgere l’attività di volontariato e come mai?

Svolgo questa attività dal 2015, l’ho scoperta grazie ad altri Volontari della Croce Rossa, così, poi, ho fatto un corso e un esame finale. Ho sempre sentito la volontà di aiutare qualcuno che è in difficoltà.

Quali mansioni svolgi nella tua attività?

Mi occupo di attività da svolgere con i giovani fuori dalle discoteche, questo grazie ad un progetto nato qualche anno fa riguardante la sicurezza alla guida. Con i bambini, invece, negli asili alle fiere, facendo trucca bimbi e palloncini.

Quanto tempo dedichi al volontariato?

Ci sono periodi in cui chiedono molta disponibilità e dove di conseguenza cerco di essere il più presente possibile. In altri periodi, invece, dove non ci sono particolari eventi o manifestazioni dove serve più aiuto, dedico meno tempo.

Quali emozioni ti lascia questa esperienza ogni volta?

Ogni volta il piacere delle risate dei ragazzi e il giocare assieme a dei bambini mi trasmette felicità, spensieratezza e gioia. Sono molto soddisfatta. Mi sento utile e sento che sto facendo qualcosa che fa stare bene qualcun altro oltre che a me stessa.

C’è qualche intervento in particolare che ti è rimasto nella memoria?

Un evento particolare, che per alcuni può sembrare una banalità, ma che per me invece ha significato molto, è stato andare negli asili. Restiamo con i bambini per circa 2-3 orette, il tempo di fare qualche attività, presentare l’ambulanza e qualche gioco. Nonostante il poco tempo trascorso insieme un giorno una bambina di circa 4\5 anni, prima di andare via mi ha rincorso e mi ha abbracciato come solo i bambini sanno fare: una totale spensieratezza e genuinità che mi ha molto emozionata. Ho sentito che avevo lasciato qualcosa di positivo in lei.

Come ha influito il Covid sull’attività di volontariato? Come lo avete affrontato?

Non ho potuto partecipare personalmente alle attività che riguardavano il Covid. Ad ogni modo siamo riusciti a portare avanti il progetto che si fa sempre a inizio autunno: una messa per i volontari e una festa. È stata una bella esperienza, ci ha permesso di tornare per un attimo alla normalità nonostante le difficoltà e i sacrifici che i soccorritori hanno dovuto affrontare. Attualmente siamo impegnati nella vendita di panettoni e pandori per raccogliere fondi per l’acquisto di nuovi mezzi.

È un’attività che consigli agli altri? Tutti possono diventare volontari della Croce Rossa oppure bisogna soddisfare dei precisi criteri? Come si può diventare uno di voi?

Io consiglio assolutamente questa esperienza; innanzitutto per imparare i 7 principi della Croce Rossa che dovrebbero essere i principi di ogni persona, imparando a mettersi nei panni dell’altro e anteporre i bisogni di chi ha più necessità ai nostri. È molto semplice diventare Volontari della Croce Rossa: basta iscriversi ai corsi annualmente disponibili e poi proseguire se si vuole diventare un vero e proprio soccorritore (quello che farò appena l’emergenza lo permetterà). L’unico criterio per diventare soccorritori è essere maggiorenni. Ogni persona che ha del tempo da dedicare agli altri dovrebbe provare questa esperienza. Per la Croce Rossa è sempre una ricchezza in più.

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