Nuovo Dpcm, cosa cambia per la Lombardia? E se diventa zona gialla? - BergamoNews
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Nuovo Dpcm, cosa cambia per la Lombardia? E se diventa zona gialla?

Guardiamo, Dpcm alla mano, cosa si può e cosa non si può fare, in attesa delle FAQ del governo che chiariranno gli ultimi dubbi. 

Cosa cambia per la Lombardia con il nuovo Dpcm di Natale?

Un quesito che in molti si sono posti, con particolare riferimento ai temi che da sempre stanno più a cuore: spostamenti tra i Comuni, spesa in un Comune differente dal proprio, ricongiungimento con i parenti per le feste.

Guardiamo, Dpcm alla mano, cosa si può e cosa non si può fare, in attesa delle FAQ del governo che chiariranno gli ultimi dubbi. 

Zone gialle, arancioni e rosse

Il nuovo testo in vigore da venerdì 4 dicembre ha confermato la suddivisione in zone dell’Italia, che classificano le regioni in base agli scenari di rischio epidemiologico. Uno strumento che, come ha sottolineato il premier Giuseppe Conte, nell’ultimo mese ha consentito di piegare la curva dei contagi e di riportare l’indice Rt sotto la soglia dell’1 (a 0,91).

Le valutazioni settimanali da parte del ministro della Salute, dunque, rimangono la prima discriminante per comprendere quali siano le norme da rispettare: la Lombardia, declassata da zona rossa a zona arancione nell’ultimo weekend di novembre, rimarrà nella fascia di rischio medio almeno fino all’11 dicembre.

Cosa significa? Che restano in vigore le regole che abbiamo imparato a conoscere nell’ultima settimana: libera circolazione all’interno del proprio Comune dalle 5 alle 22; divieto di oltrepassare i confini comunali se non per comprovate esigenze lavorative, di salute o d’urgenza; chiusura di bar e ristoranti 7 giorni su 7, con asporto consentito fino alle 22 e nessuna limitazione alla consegna a domicilio; chiusura dei centri commerciali nei festivi e prefestivi, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, alimentari e tabaccherie; didattica a distanza per Università e superiori, in presenza fino alla terza media; sospensione di sale giochi, scommesse, bingo e slot anche nelle tabaccherie; riduzione fino al 50% della capienza dei mezzi di trasporto pubblico, eccezion fatta per il trasporto scolastico; chiusura di musei, mostre, piscine, palestre, teatri e cinema.

Come annunciato dal presidente della Regione Attilio Fontana, la Lombardia potrebbe passare a zona gialla l’11 dicembre: tutto dipende dall’andamento dei dati, ovviamente, ma anche il premier Conte ha ammesso che il buon trend dei contagi potrebbe portare tutte le Regioni a una classificazione “gialla” sotto Natale.

Cosa cambierebbe con la Lombardia zona gialla dall’11 dicembre? 

A partire da quella data i cittadini lombardi vedrebbero allentare al minimo previsto dai vari decreti le norme restrittive.

Spostamenti: consentiti dalle 5 alle 22, senza necessità di motivarli. Alle 22 scatta il coprifuoco e si deve quindi giustificare un eventuale movimento con comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Gli spostamenti tra aree gialle sono consentiti. Ovviamente consentito il rientro a domicilio, abitazione e residenza e si potrà raggiungere la seconda casa, a patto che si trovi anch’essa in un’area gialla.

Trasporti: al 50% della capienza, ad eccezione di quello scolastico.

Abitazioni private: è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.

Ristorazione: rimangono aperti tutti gli esercizi, con possibilità di consumazione al tavolo dalle 5 alle 18. Dalle 5 alle 22 è consentito l’asporto, la consegna a domicilio non ha limiti orari.

Negozi: non sono previste limitazioni alle categorie di beni vendibili, ma nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, alimentari, tabacchi ed edicole.

Regole generali: le mascherine vanno obbligatoriamente indossate sia all’aperto che al chiuso in luoghi diversi dalla propria abitazione. Non è obbligatorio per chi effettua attività sportiva, se si sta mangiando o bevendo nei luoghi e negli orari in cui è previsto, quando si è da soli o con i propri conviventi.

Scuola: didattica a distanza per le superiori, in presenza fino alle medie.

Le restrizioni dal 21 dicembre al 6 gennaio

Il nuovo dpcm introduce però restrizioni più severe per il periodo compreso tra il 21 dicembre e il 6 gennaio, per evitare che un’eccessiva libertà nei giorni di festa possa portare a una terza ondata all’inizio dell’anno.

Spostamenti: vietati tutti, sempre, da una Regione all’altra, anche per raggiungere le seconde case. Nei giorni 25 dicembre, 26 dicembre e 1 gennaio vietati anche quelli da un Comune all’altro. Su tutto il territorio nazionale resta il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino, il 31 dicembre dalle 22 alle 7 del mattino.

Sono consentiti gli spostamenti giustificati da: esigenze lavorative, necessità (come prestare assistenza a persone non autosufficienti) e motivi di salute. Si potrà sempre rientrare nel Comune in cui si ha residenza, domicilio o abitazione (permette quindi ricongiungimento di coppie distanti per motivi di lavoro ma convivono con frequenza nella stessa abitazione).

Rientro dall’estero: chi si trova fuori dai confini nazionali per turismo tra il 21 dicembre e il 6 gennaio, turisti compresi, si dovranno sottoporre a quarantena.

Impianti sciistici: chiusi già dal 4 dicembre, fino al 6 gennaio.

Crociere: sospese dal 21 dicembre al 6 gennaio.

Scuola: dal 7 gennaio rientro in presenza per le superiori. Per ogni scuola garantita la didattica tradizionale per il 75% degli studenti.

Bar e ristoranti: qui la differenza la farà l’area di appartenenza della Regione. La Lombardia dovrebbe trovarsi in area gialla e quindi aperti sempre a pranzo, anche a Natale e Santo Stefano. Qualora fosse in arancione o rossa, bar, ristoranti, pizzerie ecc saranno aperti dalle 5 alle 22 solo per asporto, consegna a domicilio sempre possibile.

Festeggiamenti a casa: il governo non può intervenire e imporre stringenti limitazioni, per questo ha introdotto solamente la forte raccomandazione di non ricevere a casa persone non conviventi, per difendere noi stessi e i nostri cari, specialmente genitori e nonni.

Alberghi: aperti in tutta Italia, ma il 31 sera non sarà possibile organizzare veglioni o cene. I ristoranti degli alberghi quindi quel giorno chiuderanno alle 18 e resterà possibile solo il servizio in camera per gli ospiti.

Negozi: in tutta Italia, dal 4 dicembre al 6 gennaio, possono rimanere aperti fino alle 21. Dal 4 dicembre fino al 15 gennaio, nei festivi e prefestivi, i centri commerciali possono tenere aperti solo alimentari, farmacie, parafarmacie, sanitari, tabacchi, edicole e vivai.

 

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