Monolocale: esempio di ottimazione dello spazio, dei percorsi e degli arredi - BergamoNews
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Laboratorio Italiano Design

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Monolocale: esempio di ottimazione dello spazio, dei percorsi e degli arredi

Nuovo appuntamento con la rubrica di interior design, in collaborazione con Laboratorio Italiano Design di Bergamo

Con la parola monolocale si intende un unico spazio aperto – bagno escluso – che adempie le funzioni abitative.

Non semplice per i progettisti condensare e soddisfare le esigenze abitative in uno spazio ridotto in quanto vi è il rischio di soffocare visivamente un ambiente. Per ovviare a questo problema, tendenzialmente, i muri vengono meno; si opta invece per un unico spazio arioso valorizzando e sfruttando al massimo le visuali interne.

Nella progettazione interna di un monolocale è necessario considerare i vincoli quali le parete perimetrali, le finestre e l’ingresso; in primis si effettuerà una divisione logica tra ingresso, wc, zona giorno subito sull’ingresso e zona notte più defilata.

Si procede poi ad un ulteriore frazionamento delle aree e subaree: la zona cucina/pranzo collocata in prossimità dell’ingresso è collegata alla zona relax/divano; la zona notte è invece contraddistinta da un angolo armadio e una zona letto in collegamento con il bagno.

La suddivisione avviene grazie alla collocazione degli elementi di arredo che, in particolar modo in questo esempio, assolvono anche la funzione di divisori che creano volume. Un ulteriore aiuto nel definire le zone abitative può essere dato dall’impiego di controsoffitti di diverse altezze che delineano al meglio gli spazi.

Un controsoffitto ribassato con all’interno dei faretti è un buon sistema per definire la zona ingresso che dà immediato accesso a quella giorno. La cucina contenuta ben organizzata può essere dotata di ogni comfort e di una penisola che funge da tavolo da pranzo oltre a dare una maggiore definizione della subarea. L’armadio può essere collocato in una rientranza di un muro, in alternativa, può essere posizionato come divisorio tra la zona conversazione e quella notte mediante elementi autoportanti – in questo caso lo studio di progettazione dell’oggetto deve essere accurato per non creare degli shock visivi.

La zona conversazione è costituita da un divano, un piccolo tavolo – tondo o squadrato – collocato al lato dello stesso e una armadiatura contenitore sospesa di altezza non eccessiva che si sviluppa lungo tutta la parete.

La zona letto, leggermente più appartata, è collegata alla zona giorno da un controsoffitto che crea uno spazio continuo, ma a definire al meglio le subaree ancora ci si può avvalere di elementi libreria/armadio autoportanti . Per guadagnare altro spazio, il letto nasconde al suo interno un contenitore.

Collocare lampade a parete applique rivolte verso l’alto è un ottimo escamotage per rendere più arioso e aumentare visivamente il volume dello spazio abitativo.

S.R.
Press Officer
Laboratorio Italiano Design

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