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Covid, la Procura al lavoro su due partite: Atalanta-Valencia e Albino-Codogno

La Procura di Bergamo ha acquisito l'elenco dei tifosi per ricostruire chi era allo stadio, a bordo di quali mezzi sono arrivati e da dove provenivano mettendo a confronto i dati con quanti casi ci sono stati nelle località da cui venivano i tifosi.

Il fascicolo che ipotizza “epidemia colposa” aperto dalla Procura di Bergamo si arricchisce di un nuovo filone: quello delle partite. Atalanta-Valencia del 19 febbraio a San Siro al centro dell’inchiesta giornalistica di Report con un sondaggio curato da Bergamonews e InTwig e Albino-Codogno giocata sul campo seriano il 9 febbraio scorso.

L’indagine del procuratore Antonio Chiappani e dall’aggiunto Maria Cristina Rota, riguarda la mancata istituzione della zona rossa in Val Seriana e la chiusura e poi quasi immediata riapertura dell’ospedale di Alzano Lombardo. I magistrati hanno sentito nei mesi scorsi come persone informate sui fatti, tra gli altri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro Roberto Speranza, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Del match di San Siro si è ampiamente scritto e parlato. Ora si aggiunge ora la partita di eccellenza Albino-Codogno del 9 febbraio.

La Procura di Bergamo ha acquisito l’elenco dei tifosi per ricostruire chi era allo stadio, a bordo di quali mezzi sono arrivati e da dove provenivano mettendo a confronto i dati con quanti casi ci sono stati nelle località da cui venivano i tifosi. Questo per valutare l’esistenza di altri focolai oltre a quello dell’ospedale di Alzano Lombardo da dove è partito il contagio che ha registrato centinaia di morti tra febbraio e aprile scorso in Val Seriana.

Un lavoro certosino quello aperto da questo filone della Procura e che richiede la raccolta di molti dati, è fatto di verifiche e di incroci per riuscire a ricostruire i primi focolai di Covid che hanno segnato la provincia orobica nella primavera scorsa.

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