BergamoNews it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Discriminanti i divieti di spostamento natalizio: penalizzano gli abitanti dei paesi”

Mario Gualeni, già segretario provinciale della Cisl di Bergamo e sindaco di Castro, piccolo Comune dell'alto Sebino, esprime il proprio dissenso

Mario Gualeni, già segretario provinciale della Cisl di Bergamo e sindaco di Castro, piccolo Comune dell’alto Sebino, esprime il proprio dissenso sui “provvedimenti restrittivi del Governo in tema di spostamenti nell’ambito del territorio comunale.

Li ritengo discriminanti tra cittadini residenti nelle città che possono spostarsi a piacimento in un territorio comunale molto vasto e quelli dei paesi (242 in Bergamasca) che sono obbliogati a rimanere nel loro comune. Inoltre i residenti in città possono muoversi a piacimento trovando nel loro perimetro aperte tutte le attività commerciali con ogni tipo di prodotto mentre noi dei paesi se vogliamo cercare una merce o un regalo appropriato per i nostri nipoti dobbiamo uscire dal territorio comunale portando obbligatoriamente un’autocertificazione.

Oltretutto è giusto aprire le attività commerciali, ma bisogna anche consentire a noi dei paesi di potervi accedere per comprare, considerato che i centri commerciali sono concentrati in zone abbastanza strategiche di una zona, altrimenti è un po’ una presa in giro per i commercianti.

D’accordo sull’adottare misure restrittive, obbligo mascherine, distanze, nessun assembramento ecc… per prevenire contagi, ma non mi sembra giusto adottare misure uguali per situazioni che sono francamente diseguali.

Per non dire della ventilata apertura dei ristoranti nei giorni delle feste natalizie: come facciamo ad accedervi se siamo obbligati a rimanere nel nostro comune?”

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Greykid

    Signor Sindaco, che dire oltre a “lei ha perfettamente ragione?” Sappiamo tutti che questo virus predilige i luoghi di grandi assembramenti, quindi i rischi sono tanto più grandi quanto più grande è la città. E allora chiudiamo in casa chi rischia poco (gli abitanti dei paesi) e lasciamo liberi di girare gli abitanti delle grandi città. Ottima scelta, non c’è che dire. Il comune di Milano ha una superficie (182 kmq) che è 100 volte quella di un piccolo comune. Perché per esempio in Irlanda c’è la regola che le persone possono muoversi in un raggio di 5 miglia da casa loro e qui non si può fare? E’ troppo difficile??

    1. Scritto da Francesco Giuseppe

      Il nostro problema è che in Irlanda governano gli irlandesi, qui governano gente come Conte, Speranza, Boccia, Lamorgese, ecc…
      In Irlanda il loro presidente sta con il popolo, in italia con conte.