Centro servizi a supporto dei medici di base: "Li aiutiamo a monitorare i pazienti Covid" - BergamoNews
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Centro servizi a supporto dei medici di base: “Li aiutiamo a monitorare i pazienti Covid”

Il dottor Mario Sorlini, presidente della cooperativa Iniziativa Medica Lombarda ci spiega come il telemonitoraggio sta aiutando la medicina territoriale nell'emergenza Coronavirus

Più volte si è detto che l’emergenza Coronavirus ha drammaticamente evidenziato l’importanza della medicina territoriale. Nei mesi scorsi, sin da quando è scoppiata la pandemia, è emersa la crucialità del ruolo dei medici di medicina generale, i “medici di base” o “medici di famiglia”, che hanno dovuto fare i conti con tantissime difficoltà nel prestare assistenza ai pazienti.

Per supportarli, fornendo una preziosa risposta a questa esigenza, si è attivato il centro servizi IML – Iniziativa Medica Lombarda, una cooperativa composta da 710 medici di medicina generale con sede a Bergamo perchè il maggior numero di medici che la compongono (250) risiede qui. Il dottor Mario Sorlini, storico medico ad Albino e presidente di IML, spiega: “Dal mese di marzo (quando è esplosa la pandemia, ndr), all’interno del nostro centro servizi, che era deputato alla gestione della cronicità, cioè alla presa in carico del paziente cronico e svolgeva il lavoro di accompagnamento della persona nel percorso di cura identificato dal suo medico, abbiamo dirottato l’attività sul telemonitoraggio. La presa in carico si era un po’ fermata perchè, visto quello che stava succedendo, gli ospedali non sono stati più in grado di darci disponibilità, così ci siamo concentrandoci sui pazienti che necessitavano di assistenza domiciliare stretta e vicina compatibilmente con la nostra idea che il medico di medicina generale non riusciva a seguire tutto. Preso atto di questo abbiamo avuto le nostre difficoltà perchè marzo e aprile sono stati mesi drammatici ma abbiamo assestato la nostra attività e d’estate siamo riusciti a mettere a punto un servizio che risulta molto utile. Seguiamo tre tipologie di pazienti: Covid positivi, pazienti potenzialmente Covid positivi (cioè le persone che hanno la febbre o altri sintomi e non hanno ancora effettuato il tampone) e pazienti cronici affetti da pluripatologie che risultano fragili e correrebbero gravi rischi nel caso in cui contraessero il Covid”.

Illustrando il funzionamento di questo servizio, il dottor Sorlini specifica: “Il medico di medicina generale – nostro socio e qualche volta non socio – identifica il paziente e prevede per lui un piano di monitoraggio che presuppone la necessità di avere alcuni strumenti per tenere sotto controllo le sue condizioni di salute e di essere seguito dal nostro centro servizi dove lavora personale amministrativo, personale infermieristico e un coordinatore medico. Una volta che il medico ha segnalato il paziente, ci comunica di cosa ha bisogno, per esempio potrebbe servirgli il saturimetro, il termometro o lo sfigmomanometro (il presidio che serve per misurare la pressione arteriosa, ndr), e lo mettiamo a disposizione a domicilio del paziente, tramite il medico o l’infermiere, insegniamo al paziente (o a chi lo assiste) a utilizzarli e tutti i giorni con la periodicità indicata dal medico siamo in grado di tenere monitorate le sue condizioni. Se ci sono alert concordati con il medico, cioè i parametri cambiano (per esempio se la temperatura supera i 37.5° oppure satura al di sotto di una certa soglia) lo contattiamo”.

Quest’attività di monitoraggio diventa decisiva per stabilire un eventuale ricovero con la giusta tempistica, riducendo i rischi qualora la situazione si aggravasse. Inoltre permette di alleviare la pressione sugli ospedali, che rappresenta uno dei problemi più grandi della gestione dell’epidemia. Il dottor Sorlini evidenzia: “Questo servizio è un vantaggio enorme dal punto di vista della vicinanza ai pazienti, che sono contenti dell’attenzione ricevuta, si sentono più sicuri e a volte quando li avvisiamo che sono fuori pericolo ci chiedono di continuare ancora a seguirli qualche giorno, ma è normale che sia così perchè in questi mesi c’è stato molto terrore. È un’opportunità anche per il medico di base: se riuscisse a gestire tutto in autonomia è meglio ancora, ma oggi non è semplice trovare qualcuno che ci riesca considerando che l’assistenza dei malati Covid si somma al normale svolgimento dell’attività quotidiana, alla gestione dell’antinfluenzale e ci sono sempre meno medici”.

“Per quanto riguarda la tempistica – prosegue il presidente di IML – il telemonitoraggio del paziente dura 14 giorni come da indicazioni della Regione, eventualmente rinnovabili per altri 14 giorni o comunque finchè non è stata superata la fase di pericolo. Per le persone più fragili, poi, continuerà anche se non sono più positive. In questo momento stiamo monitorando circa 1.900 pazienti in Lombardia dei quali 900 a Bergamo e oggi, venerdì pomeriggio, abbiamo attivi 800 e oltre pazienti lombardi di cui 550 nella provincia di Bergamo. Dei pazienti monitorati solo il 5% ha avuto necessità di ospedalizzazione o di allertare il 112. Il nostro non è un servizio d’emergenza e urgenza ma di accompagnamento: su 100 pazienti presi in carico in circa il 40% dei casi dobbiamo consultare il medico perchè le condizioni lo hanno richiesto e nel 5% si ricorre al ricovero, significa che nel 55% basta il nostro supporto e al termine del percorso il paziente sta bene. Speriamo che i numeri diminuiscano – abbiamo 30-60 pazienti in più ogni giorno ma per ora siamo ben organizzati per affrontare le esigenze del momento: oggi nell’area di Bergamo la situazione è felice, mentre a Milano e a Monza no”.

Il servizio continuerà almeno per tutto l’inverno. Il dottor Sorlini conclude: “Sicuramente non interromperemo questa attività fino all’aprile 2021 e, qualora fosse necessario, siamo pronti a potenziarla. Inoltre stiamo lavorando ad altri due importanti progetti: l’allestimento di un polo a Monza per la realizzazione di tamponi veloci con i medici di medicina generale e questa iniziativa verrà attivata anche a Bergamo. E poi abbiamo organizzato oltre 35mila telefonate dei pazienti per la prenotazione dei vaccini antinfluenzali allo studio del medico con soddisfazione grandissima per chi si trova nel caos”.

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