Sold out ai test Hiv: "Un successo inaspettato, l'80% studenti universitari" - BergamoNews
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Sold out ai test Hiv: “Un successo inaspettato, l’80% studenti universitari”

Bergamo batte Milano. Durante la settimana di test gratuiti e anonimi per HIV, HCV e Sifilide al Check Point di Bergamo sono stati effettuati 200 test: tutti negativi

Nella giornata mondiale dedicata alla lotta contro l’Aids, è necessario fare il punto sulle azioni a livello locale nel contrasto all’HIV.

“La città migliore sul fronte test diagnosi dell’HIV è stata Bergamo. Mi fa piacere per Giorgio Gori e per il capoluogo orobico, e sono dispiaciuta per Milano, che, pur essendo stata la prima a firmare l’adesione al network delle ‘Fast Track Cities’ oggi sia l’ultima della classe quanto a impegno. In questo Milano è stata battuta da Bergamo 2 a zero”, ha dichiarato ad Adnkronos Salute Rosaria Iardino, presidente della Fondazione The Bridge e storica attivista per i diritti delle persone con Hiv alla vigilia della Giornata mondiale contro l’Aids.

Era il marzo 2019 quando il Comune, firmando la dichiarazione di Parigi, ha ufficialmente fatto aderire Bergamo alla iniziativa Fast Track Cities, un network mondiale di città focalizzato alla lotta all’HIV. E la rete nel 2020 ha aderito per la prima volta all’8 edizione dell’ “European Testing Week”, avvenuta dal 20 al 27 novembre.

Sette giorni di test gratuiti ed anonimi per HIV, HCV e Sifilide avvenuti al check-point in Via Moroni 93 (spazio comunale inaugurato il 17 giugno 2020 sempre aperto tutti i mercoledì dalle 18 alle 22).

Sette giorni di aperture straordinarie che hanno registrato tuti i giorni sold out.

“C’è stata un’ottima risposta – ha dichiarato Paolo Meli, Referente Associazione Comunità Emmaus – Siamo stati travolti dall’adesione e nel corso della settimana abbiamo effettuato 200 test (tutti negativi) e abbiamo prenotazioni fino anche a fine mese. I motivi di questo boom possono essere tanti, ma sicuramente tra i fattori ci sono la maggiore sensibilità nei confronti della salute causa Covid e il risultato di un lavoro continuativo e mai interrotto con le scuole del territorio”.

A rispondere alla chiamata tante giovani coppie di fidanzati, mamme e figli, compagni di scuola e risulta che l’80% degli aderenti siano stati studenti dell’Università degli Studi di Bergamo.

“In particolare ci sono state tante studentesse che hanno aderito al test. C’è stato un afflusso sorprendente di studentesse e studenti universitari a cui, per iniziativa della Consulta Universitaria Studentesca, è stato mandato un invito a fare il test da parte dell’Unibg”, ha continuato Meli.

Un’adesione che rende orgoglioso il Rettore dell’Università, Remo Morzenti Pellegrini: “Anche in questa occasione i nostri studenti si sono dimostrati attenti a un valore fondamentale per la tutela della salute, ovvero la prevenzione. Questa settimana di test gratuiti è stata molto apprezzata dai ragazzi che hanno fatto una scelta intelligente sottoponendosi al test. Come abbiamo avuto modo di provare quasi tutti con test e tamponi per Covid, la paura di un risultato a volte mette un freno ma non deve intimorire i ragazzi a indagare sul proprio stato di salute. Alla base di tutto deve esserci un atteggiamento responsabile, che passa anche dalla prevenzione”.

“Una grande soddisfazione che tanti giovani abbiano raccolto questa iniziativa e abbiano capito l’importanza della prevenzione che passa anche dal test. Continuiamo a mantenere alta l’attenzione su questo tema”, ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali del Comune di Bergamo, Marcella Messina.

A Bergamo nel 2019 sono stati effettuati 700 test per HIV e 208 per HCV in occasione di iniziative sul territorio, eventi o attraverso interventi mirati su popolazione target. Le persone sieropositive sono 3.100, con una stima di 3.400 reali.

“Dal giugno ad ottobre 2020, quindi prima dell’European Testing Week, presso il Check Point abbiamo riscontrato 2 reattività all’HIV, 10 all’HVC e 17 alla Sifilide: il dato più alto a cui è fondamentale prestare ancora più attenzione in particolare nella fascia d’età più giovane. É quindi importante continuare le azioni concrete di prevenzione attivate con un percorso rivolto agli studenti delle scuole superiori bergamasche dal titolo #cHIvuoleconoscere che è arrivato a coinvolgere circa 2000 studenti di 18 istituti”, ha concluso Meli.

A questo link le informazioni per prenotarsi al test

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