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Marta, 7 anni: “Cara Santa Lucia, il velo ti proteggerà dal virus”

"E la polizia non potrà fermarti": il racconto di una speciale bambina di Grassobbio

Santa Lucia, la notte più lunga e magica dell’anno.

Che nostalgia di quel batticuore il 12 dicembre. Della cura nello scrivere la letterina e di portarla come un tesoro prezioso alla chiesetta in centro a Bergamo.

Di quella notte passata insonne con la speranza di sentire qualche traccia della Santa più amata, con un monito nelle orecchie: “Dormi, non aprire gli occhi, perché se no ti lancia la cenere negli occhi”.

Di quel profumo che sei in grado di sentire solo da bambino nella fredda notte prima dell’incantesimo più bello: un mix di ghiaccio e magia. Di quel cielo ora impossibile da guardare dove sei sicuro, almeno una volta, di aver scorto una scia luminosa.

Di quella strabiliante emozione nello svegliarsi e, con ancora gli occhi stropicciati dal sonno e da una levataccia per non fare tardi a scuola, commuoversi per il tripudio di colori, dolci e carte da spacchettare.

Che nostalgia di quei sogni ancora intatti dallo zampino della realtà.

Un mondo contro cui i bambini di Bergamo, volenti o nolenti, quest’anno si sono dovuti scontrare, dovendo cercare di capire una quotidianità fatta di lutti, mancanze, giochi e lezioni in casa, coprifuochi, distanze e mascherine sui piccoli visi.

Loro, guerrieri silenziosi e stoici della pandemia, hanno rispettato le regole senza fare domande. Ma da quando il Covid è entrato nelle loro vite, hanno dovuto mettere in pausa, per ora, la vecchia normalità accettandone una nuova, arrivando a rimodulare le giornate, i sogni e, sì, anche la Santa Lucia.

“Quest’anno per la Santa Lucia è difficile. Sono anche stata triste perché non ho potuto portare la letterina in centro: ma l’ha portata la mamma e mi ha fatto vedere le foto. Non ho potuto neanche portare i giochi ai bambini poveri e questo mi dispiace tanto. Ma sono sicura che la Santa Lucia penserà anche a loro”, racconta a Bergamonews una speciale bambina di Grassobbio che si chiama Marta, dell’età di 7 anni.

La Santa Lucia diventa, quindi, una nuova bellissima Santa che deve anche lei destreggiarsi nelle restrizioni ministeriali.

“Penso che non prenderà il Coronavirus, lo spero. Lo penso perché lei ha su il velo che la proteggerà dal virus, come una mascherina. E non deve preoccuparsi nemmeno di essere fermata dalla polizia perché lei è invisibile quindi può andare dove vuole: la polizia può vedere solo la sua scia”.

Una Santa Lucia moderna, al passo con i tempi, ma, sotto sotto, sempre la stessa. Una tradizione che mai abbandonerà la nostra città e che continuerà a fare sognare ed emozionare bambini e bambine.

E far commuovere di nostalgia gli adulti.

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