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Carta Forestale della Lombardia: Confai Bergamo sostiene l’iniziativa

Bolis: L’idea di promuovere una stretta collaborazione tra pubblico e privato con l’attivazione di 10 ‘contratti di foresta’ entro il 2025 potrebbe far decollare una serie di iniziative con alto potenziale ambientale ed economico

A pochi giorni dalle osservazioni diffuse sulla strategia forestale UE post 2020, Confai Bergamo torna ad occuparsi della questione del patrimonio boschivo in occasione del rilancio della Carta Forestale della Lombardia.La Regione, infatti, ha invitato i comuni montani lombardi a sostenere una strategia di potenziamento della filiera bosco-legno e di valorizzazione delle superfici forestali in sinergia con i differenti attori territoriali.

“L’iniziativa della Regione costituisce indubbiamente una buona notizia in vista di una gestione razionale e sostenibile delle risorse boschive – osserva Leonardo Bolis, presidente provinciale e regionale di Confai-. In particolare, l’idea di promuovere una stretta collaborazione tra pubblico e privato con l’attivazione di 10 ‘contratti di foresta’ entro il 2025 potrebbe far decollare una serie di iniziative con alto potenziale ambientale ed economico”.

La Lombardia è la terza regione italiana per superficie forestale e la provincia di Bergamo è la seconda in Lombardia, praticamente a pari merito con Sondrio. L’obiettivo della Regione è quello di attivare un’ampia rete istituzionale e di imprese che permetta di conciliare un percorso di sviluppo economicamente rilevante con il rispetto della biodiversità e degli ecosistemi naturali.

“Il mondo agromeccanico – ricorda Bolis – ha da tempo manifestato la propria disponibilità a realizzare investimenti nella filiera energetica del legno e delle biomasse di origine montana, a condizione che ciò avvenga nel quadro di un sostegno istituzionale che valorizzi adeguatamente l’apporto del contoterzismo agrario alle economie locali”.

L’impegno offerto da Confai non si limita al semplice sfruttamento della risorsa legno, benché – come fanno notare i tecnici dell’associazione –circa l’80 percento dei boschi bergamaschi e lombardi abbia caratteristiche che li rende adatti al prelievo legnoso, considerando i vincoli normativi vigenti e le condizioni orografiche regionali.

“La nostra organizzazione è disponibile a garantire un supporto ad ogni nuova programmazione che punti alla valorizzazione dell’ambiente naturale e del legame con il territorio locale – precisa Enzo Cattaneo, direttore di Confai Bergamo -, inclusi progetti di filiera corta basati sul turismo rurale e sul recupero in chiave imprenditoriale di alpeggi in disuso e vecchie colture tradizionali. Non si deve infatti trascurare l’opportunità di creare valore attraverso lo sfruttamento di terreni attualmente considerati marginali, ma che potrebbero tornare ad essere produttivi sotto il profilo agronomico, nel rispetto di criteri di sostenibilità ambientale”.

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