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Atalanta capolavoro a Liverpool: ma oggi testa al Verona di Juric, discepolo del Gasp

Ancora sotto gli effetti euforici di Anfield, i nerazzurri sono chiamati a un impegno casalingo tutt'altro che semplice.

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Con l’euforia per l’impresa di Liverpool ancora palpabile, la Dea deve subito rituffarsi nel campionato per la non facile gara casalinga contro l’Hellas (inizio ore 20.45).

Tornando sul match di Anfield perché quello che ha compiuto l’Atalanta è stato un vero capolavoro. Nessuno concedeva la benché minima possibilità ai nerazzurri di ottenere un risultato positivo e invece è arrivata addirittura una vittoria pienamente meritata.

Gasperini ha messo in campo una formazione sicuramente più guardinga e compatta, senza la presenza di una vera punta e il risultato gli ha sorriso, se è vero che la squadra nerazzurra ha quasi sempre mantenuto le redini del gioco ed i reds non hanno mai tirato nello specchio della porta. Dunque onore a Gasperini, alla fine ha avuto ragione lui.

Una nota canzone però recita “domani è un altro giorno, si vedrà” e quel domani è oggi e si chiama Hellas Verona.

La formazione di Juric piace moltissimo, forse anche perché sembra di veder giocare la Dea allo specchio. In effetti il discepolo croato di Gasperini ha sempre cercato di “imitare” il proprio guru e direi che fino ad oggi lo ha fatto benissimo.

Juric si è addirittura spinto a dire che Gasperini è riuscito nell’intento di creare un “mostro” riferendosi alla Dea, aggiungendo che a Verona non ci sono le condizioni per pensare di emulare i nerazzurri. Nonostante ciò, parlando della gara di oggi, l’Hellas cercherà di giocare una partita tosta e venderà cara la pelle.

La formazione scaligera si trova al nono posto in graduatoria, staccata di soli 2 punti dall’Atalanta anche se è reduce da due sconfitte consecutive, la seconda patita in casa ad opera del sorprendente Sassuolo. Questo passo falso non inficia però in alcun modo l’ottimo cammino fino a qui messo in atto da Zaccagni & Co che, anzi, vorranno prontamente riscattare gli insuccessi.

Lo dovranno fare però in emergenza, dovendo rinunciare ad alcune pedine dello scacchiere, come Kalinic, Vieira, Lovato, Favilli e Magnani.

C’è la curiosità di verificare che atteggiamento assumerà l’Atalanta, ossia se tornerà al modulo di sempre oppure se preferirà di nuovo il 3-5-2 messo in pista in Inghilterra.

Di certo il mister avrà nuovamente a disposizione Muriel che potrebbe anche essere schierato accanto a Zapata, dando magari un po’ di riposo a Ilicic. Out invece Malinovskyi, Miranchuk (entrambi positivi al Covid) e probabilmente Pasalic, mentre in dubbio sono sia Gosens che Romero.

Sono 20 i precedenti disputati a Bergamo in serie A e la bilancia pende nettamente a favore della Dea: 11 vittorie contro le sole 2 sconfitte e 7 pareggi. Considerando anche le gare giocate al Bentegodi, nelle 40 occasioni di sfida per 16 volte ha prevalso l’Atalanta, per 10 l’Hellas mentre le due formazioni si sono divise la posta 14 volte.

L’ultimo successo nerazzurro è quello, sudatissimo, dello scorso campionato: Verona per due volte in vantaggio con Di Carmine, prima raggiunto da Malinovskyi, poi da Muriel e rete della vittoria di Djimsiti allo scadere. Il più recente pareggio è quello del torneo 2015-2016: una rete di Moralez all’89mo illuse i nerazzurri che vennero raggiunti all’ultimo respiro da Pisano. L’ultima volta che l’Hellas fu corsaro a Bergamo era il 19 aprile 2014: doppio vantaggio gialloblù con Donati e Toni, attenuato nel finale dalla rete del definitivo 1 a 2 del Tanque Denis.

Per gli amanti degli amarcord, la partita più ricca di reti fu il 5 a 2 del lontano 1968-1969, grazie anche alla tripletta del Gringo Clerici.

Diversi gli ex della gara: con la casacca gialloblu troviamo Ebrima Colley, 5 presenze lo scorso anno a Bergamo e Adrien Tameze sceso in campo in 7 occasioni nel torneo 2019-2020. In maglia nerazzurra ci sono Pierluigi Gollini che, giovanissimo, ha difeso per 29 volte la porta veronese durante due campionati e Matteo Pessina, lo scorso torneo nella città dell’Arena e autore di un ottimo campionato condito da 35 presenze e ben 7 reti.

La speranza è che i giocatori in campo possano dar vita a una gara fatta di belle giocate, quelle che sapeva fare in modo sublime Diego Armando Maradona: come lui, probabilmente, nessuno.

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