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Legge Zan: cosa ne sanno e cosa pensano i giovani bergamaschi? - BergamoNews
Il sondaggio di bgy

Legge Zan: cosa ne sanno e cosa pensano i giovani bergamaschi?

Una norma tanto importante quanto discussa, con un focus sulla lotta contro omotransfobia, misoginia e violenze contro persone con disabilità. Cosa ne pensano i bergamaschi? Ecco i risultati del nostro sondaggio

Mercoledì 4 Novembre è stata approvata alla Camera dei deputati la legge Zan con 265 voti favorevoli, 1 astenuto e 193 voti contrari. Prima che la legge venga discussa al Senato, noi di BGY, abbiamo voluto fare il punto della situazione riguardo alla conoscenza del contenuto di tale legge, al pensiero dei nostri lettori e di chi, da un po’ di tempo, è esposto in prima linea nell’ambito di queste tematiche.

Tramite un sondaggio proposto sulle nostre piattaforme social (con circa settanta risposte di media), abbiamo riscontrato che una percentuale molto elevata, pari al 69% dei ragazzi, non è a conoscenza del contenuto di una legge talmente importante e tanto attesa.

La legge Zan – così chiamata dal nome del deputato Alessandro Zan che ne ha presentato il testo- si propone di integrare alla legge già esistente Reale-Mancino, la quale condanna le discriminazioni per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali, anche le incitazioni discriminatorie legate a omotransfobia, misoginia e le violenze contro persone affette da disabilità. Il primo disegno di legge per tutelare queste categorie più sensibili fu presentato circa 25 anni fa, di conseguenza è da molto tempo che si cerca di promulgare un testo in materia. La legge approvata alla camera – e ancora soggetta al giudizio del senato- propone inoltre di proclamare il 17 marzo la Giornata Nazionale contro l’omotransfobia, di estendere e sensibilizzare in materia sin dalle scuole elementari, di creare centri di accoglienza e rifugio per offrire sostegno e sicurezza alle vittime e di istituire un fondo per le politiche relative alle pari opportunità e diritti. Sulla base del contenuto di questo testo di legge vi abbiamo posto dei quesiti a riguardo per comprendere la vostra opinione e le eventuali argomentazioni a sostegno.

Durante la discussione della legge Zan alla Camera, molti si domandavano se fosse davvero necessaria al fine di tutelare le persone esposte, proponendo l’identico quesito ai nostri lettori abbiamo ottenuto l’80% di voti favorevoli, ragazzi che ritengono fondamentale questa legge, per la protezione di categorie indubbiamente più vulnerabili, anche all’interno della nostra provincia e non solo nelle grandi città. Questo risultato rappresenta indubbiamente un intelligente presa di coscienza, ma è anche fonte di tanto rammarico perché cela la consapevolezza di una differenziazione tra persone: non si dovrebbe parlare di più vulnerabili, ma solo di esseri umani. Molti di voi l’hanno ritenuta essenziale perché purtroppo, in Italia, discriminazioni del genere sono comportamenti comuni; altri hanno sottolineato la presenza di ancora tanta diffusa ignoranza e della mancanza di tutela nei riguardi di violenze fisiche o verbali. Un’altra fonte ha proposto un parere altrettanto interessante, affermando come una legge per questo solo tipo di discriminazioni non sia né necessaria né efficace, in quanto sarebbe più utile una norma che proteggesse dalle discriminazioni in generale, così da avere un testo di legge più astratto e generico che possa proteggere un campo più ampio di persone.

Abbiamo poi voluto affrontare un altro argomento molto discusso e criticato, ovvero la volontà di istituire la Giornata Nazionale contro l’omotransfobia ma, soprattutto, estendere anche alle scuole elementari iniziative educative contro l’omofobia stessa e le discriminazioni di genere. In base ai risultati del sondaggio il 90% dei nostri lettori si dichiara d’accordo con queste iniziative, affermando che è importante far capire sin da subito che siamo tutti uguali e che l’informazione nelle scuole è il primo passo per un’educazione al rispetto: la scuola dovrebbe aprire le porte al cambiamento ed affrontare tutti gli argomenti considerati ancora “tabù”.

C’è anche chi propone una giornata contro le discriminazioni in generale, senza fare differenze tra razza, etnia, religione, orientamento sessuale e quant’altro, raggruppando il tutto in un’unica grande ricorrenza.

La legge prevede anche l’istituzione di un programma per la realizzazione di centri e rifugi destinati alle persone discriminate a causa di orientamento sessuale e identità di genere, sul modello dei centri anti-violenza: l’84% dei ragazzi ha ritenuto necessaria questa misura definendola un “porto sicuro”. Noi di BGY ci siamo domandati se, anche in una realtà quale Bergamo, le discriminazioni fossero diffuse tra i ragazzi e il risultato è stato scioccante: il 45% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di aver assistito o subito esperienze di violenza fisica o psicologica a seguito di omotransfobia, una percentuale molto alta se ricavata solo in rapporto alla cerchia dei nostri lettori. A seguito di questo numero elevato siamo ancora più consapevoli dell’importanza di concludere questo articolo con le parole del presidente Arcigay Bergamo Cives e componente di segreteria nazionale Arcigay – delega sport Marco Arlati, al quale abbiamo richiesto, data la sua esperienza e conoscenza nel campo, di rilasciare una dichiarazione relativa a quanto e perchè la legge Zan è importante per le nuove generazioni nella realtà bergamasca, ecco cosa ha dichiarato:

“L’approvazione alla Camera dei Deputati della legge contro l’omotransfobia e la misoginia è una prima vittoria che ci fa ben sperare sull’approvazione definitiva del provvedimento che dovrebbe avvenire a gennaio. Questa legge è molto importante perché finalmente permetterebbe a tutti e tutte coloro che subiscono violenza fisica e verbale di stampo omofobico, transfobico, lesbofobico e bifobico di poter denunciare. Alla camera il percorso non è stato semplice, ma l’impianto della legge è stato mantenuto nella sua interezza senza amputazioni, che era ed è il rischio più grande: avere una legge dopo molti anni, ma averla vuota e priva di efficacia. – ha dichiarato- Da anni Arcigay Bergamo Cives riceve segnalazioni di violenza di stampo omofobo sul territorio bergamasco, ed è sempre stato difficile intervenire perché, non esistendo una legge, tale reato non può essere oggetto di condanna. Arcigay Bergamo Cives, tramite il gruppo scuola, effettua degli interventi di formazione nelle scuole, per cercare di combattere l’odio e l’omofobia dalla sua origine. Infatti i peggiori omofobi non lo diventano da un giorno all’altro, ma hanno un’evoluzione negativa del loro linguaggio e comportamento, partendo da azioni di omo-bullismo scolastico. Dove la famiglia fallisce nell’educazione, è la scuola che deve intervenire, e questo disegno di legge permetterà di fare delle azioni di educazione e lotta all’omo-bullismo e all’omofobia nelle scuole. Inoltre questa legge ha una copertura finanziaria che servirà per la creazione di case accoglienza per ragazzi e ragazze costrette a scappare dalla propria abitazione. Attualmente in Italia c’è ne sono solo due: una a Roma e una a Torino. In Francia, per fare un paragone, c’è ne sono 60. Arcigay Bergamo Cives sta cercando da anni di avere una sede con due stanze, così da adibirne una per l’accoglienza e questa legge potrebbe velocizzare e rendere concreto questo progetto”.

Dato il panorama culturale in cui ci troviamo, data la disapprovazione a certe tematiche dettata da retrogradi pensieri e credenze, auspichiamo al più presto un cambiamento che possa garantire uguaglianza e dignità anche a chi si trova in situazioni di più difficoltà. La libertà di pensiero è un diritto, ma rovinare la vita di altri per un tuo pensiero è tirannia.

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