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Laboratorio Italiano Design

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Come suddividere gli spazi e valorizzare gli ambienti

Nuovo appuntamento con la rubrica di interior design, in collaborazione con Laboratorio Italiano Design di Bergamo

Il titolo esplica in maniera concisa quello che noi facciamo.

Il nostro compito è quello di studiare lo spazio in maniera funzionale creando delle sequenze logiche tra le zone abitative, modellando lo stesso in funzione delle esigenze dei fruitori, guidandoli in seguito nella scelta e collocazione degli elementi di arredo al fine di dar vita ad un ambiente armonioso e che risponda alle aspettative dei committenti.

Principalmente uno spazio abitativo consta di due macroaree: la zona giorno e la  zona notte collegate tra loro da un disimpegno.

All’interno delle due macrozone vengono create delle aree con funzionalità differenti, collegate tra loro solo ed esclusivamente dopo aver soddisfatto criteri di successione logica, fluidità di percorsi e passaggi, esigenze di praticità, razionalità ed efficienza.

Viene poi effettuata un’ulteriore suddivisione delle aree in subaree che attribuiscono la corretta definizione e funzione agli spazi: considerando le dimensioni e le esigenze dei fruitori, nell’area soggiorno si può dar vita ad una zona conversazione, pranzo, tv, lettura, relax.  Nell’area cucina si possono posizionare una zona pranzo e una tecnica di lavoro; nell’area camera de letto si possono collocare subaree riposo, spogliatoio, relax, trucco, lettura.

La successione logica degli spazi è assegnata dai percorsi che si devono svolgere all’interno dello spazio abitativo. Essi non devono essere di arduo accesso, scomodi e tortuosi. Considerando ciò, anche gli elementi di arredo, dopo aver analizzato la suddivisione logica ed ottimale di zone, aree e subaree e seguita una verifica delle dimensioni, dovranno essere collocati non ostacolando i percorsi interni.

Altro elemento di carattere oggettivo di cui tenere conto nella progettazione di un interno è quello delle visuali: scorci visivi di cui si può godere durante gli spostamenti o sostando in una stanza, sia verso l’esterno mediante aperture quali porte e/o finestre; sia all’interno.

Le visuali esterne condizionano la collocazione delle aree quindi la distribuzione degli arredi. Una visuale esterna positiva è un elemento gradevole che attrae lo sguardo e che può far nascere in colui che lo osserva delle sensazioni di benessere; pensiamo ad un giardino, ad un elemento architettonico preesistente di pregio, dei monti.  Tale visuale verrà quindi evidenziata rivolgendo le sedute dell’area relax e conversazione verso di essa.

Alle visuali esterne che hanno carattere predominante, si aggiungono quelle interne che, a differenza delle precedenti, possono piegarsi al volere del progettista. Le visuali interne sono determinate da percorsi di arrivo, sosta, attraversamento di un ambiente. In ogni spazio abitativo sono presenti elementi o aree che devono essere valorizzate o al contrario nascoste:  la zona wc e bidè, visto il carattere di intimità, è buona cosa occultarla, così come l’area di lavoro in cucina – cioè quella più in disordine – dovrebbe essere celata rispetto alla zona pranzo, e quella conversazione sarà più protetta rispetto al percorso di ingresso. Le visuali appena descritte, che potremmo definire negative, possono essere schermate mediante elementi o quinte che ne ostruiscono lo sguardo: una libreria , una vetrata, dei pannelli di legno, dei muretti. Al contrario, delle visuali interne positive verranno accentuate: quindi l’ubicazione dei divani favorirà la conversazione rivolgendosi altresì verso un camino.

Sino ad ora abbiamo analizzato lo spazio abitativo considerando esclusivamente fattori oggettivi che condizionano la distribuzione e l’ubicazione delle zone; ma nella progettazione sussiste un vincolo di notevole importanza che esercita un forte impulso: si tratta di quello soggettivo delle esigenze dei fruitori. Esse sono in continua mutazione in quanto dipendendo strettamente dallo stile di vita, dai componenti della famiglia, dagli interessi e dalla quantità di tempo che si trascorre in casa.

Un bravo progettista è tenuto ad essere anche un po’ psicologo: deve approfondire non solo le caratteristiche e i gusti del committente, ma analizzare il modus vivendi al fine soddisfare le esigenze di tutti, dando vita ad un ambiente armonioso e consono per ogni fruitore.

S.R.
Press Officer
Laboratorio Italiano Design

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