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Bergamo e Lombardia zona arancione: cosa cambia rispetto a quella rossa

Dai negozi alla possibilità di spostarsi liberamente dentro il proprio Comune (ma non al di fuori), fino al ritorno in classe delle seconde e terze medie

Dopo una lunga trattativa tra Governo e Regione, Bergamo e la Lombardia si apprestano a cambiare 'colore': da zona rossa 'scalano' ad arancione. Lo ha anticipato il governatore regionale Attilio Fontana: "Sabato l'ordinanza sarà in gazzetta ufficiale e per questioni tecnico-burocratiche entrerà in vigore da domenica" ha specificato nel punto stampa convocato alle 18. "Non dobbiamo abbassare la guardia, il virus c'è ancora ed è pericoloso - ha aggiunto -. Questo non è un liberi tutti".

La domanda che tutti si pongono, ora, è semplice: che cosa cambierà? La novità fondamentale riguarda la maggiore possibilità di spostamento prevista in zona arancione durante la giornata. Se in quella rossa non si poteva uscire di casa se non per motivi di lavoro, salute, urgenza e necessità, o per andare a fare una corsa o una passeggiata in prossimità della propria abitazione, nell'area arancione il movimento all'interno del proprio comune è libero tra le 5 e le 22, quando scatta il 'coprifuoco'. Dopo si può uscire solo per le ormai conclamate ragioni di lavoro, salute e necessità. Le stesse che occorrono per uscire dai confini comunali senza il rischio di essere multati. Per farlo, però, serve l'autocertifazione.

Restano chiusi bar e ristoranti. Così come gelaterie e pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Sono invece consentiti l'asporto (fino alle 22) e la consegna a domicilio, con il conseguente divieto di consumare cibo e bevande nella adiacenze dei locali.

Con il passaggio alla zona arancione possono riaprire gli altri negozi al dettaglio: potenzialmente 3 mila in tutta la provincia tra abbigliamento, casalinghi, arredamento e altre categorie commerciali penalizzate dalla seconda ondata.

Nei weekend e nelle giornate festive e prefestive restano chiusi centri commerciali ad eccezione di farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole al loro interno. Bisognerà ancora attendere per l'apertura di teatri, cinema, piscine e palestre.

Capitolo trasporto pubblico: la capienza massima resta del 50%. Per quanto riguarda le scuole - salvo diverse decisioni da parte dei governatori - gli studenti delle seconde e delle terze medie possono tornare in aula con mascherina obbligatoria. Sono all'incirca 30 mila, contando anche quelli delle classi prime rimasti in presenza durante la zona rossa. Continuano l'attività a distanza le superiori.

Sul fronte sanitario, "anche nell'area della Bassa Bergamasca, zona più critica da un paio di mesi a questa parte, stiamo assistendo ad un generale miglioramento, in particolare per gli ambiti di Romano e di Dalmine - ha spiegato ai sindaci Alberto Zucchi, direttore del Servizio Epidemiologico di Ats durante l'incontro settimanale -. Per quanto riguarda l’attività di ricovero, si rileva il decremento di quelli ordinari, pari a 176, mentre le terapie intensive sono stabili con 81 posti letto occupati. Infine, anche sui Pronto Soccorso della provincia non si registrano particolari pressioni determinate da Covid-19".

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Commenti

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  1. Scritto da Greykid

    Per chi come me vive in un comune grande come una tovaglia, non cambia nulla, è una presa in giro. Ah sì, potrò andare nell’unico negozio di abbigliamento da uomo che c’è nel comune! Che botta di vita!! Wow!! E mi domando quanti clienti avranno i negozi di Bergamo, visto che secondo le regole chi vive a Curno, Gorle, Mozzo, Ponteranica, Torre Boldone, Seriate etc. etc. non ci potrà andare. A meno che le regole restino solo sulla carta. Lo vedremo dal livello di caos che ci sarà nelle strade di Bergamo già domenica pomeriggio. A parte che io da sempre ho aborrito i centri commerciali e il centro nel mese di dicembre, figuriamoci se ci andrei quest’anno, che assembramenti non significa solo scocciature ma anche rischio di Covid!