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A Liverpool comanda la Dea: 0-2 ad Anfield Road

Vittoria storica. la Dea conquista aritmeticamente il terzo posto e si giocherà l'accesso agli ottavi nelle ultime due sfide contro Midtjylland e Ajax

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L’impresa di tre anni fa al Goodison Park (dove l’Atalanta sconfisse in Europa League per 1-5 l’Everton) sembrava già qualcosa di irraggiungibile. A mezzo chilometro di distanza, i neroazzurri hanno firmato una vittoria sontuosa contro i campioni del mondo e di Inghilterra del Liverpool, un successo assolutamente meritato e convincente sotto tutti i punti di vista.

L’Atalanta è entrata sul terreno di gioco con la massima determinazione e per oltre settanta minuti ha dominato in lungo e in largo il gioco, costringendo spesso i Reds a giocare dietro la linea della palla. Grande equilibrio tra le due fasi per una formazione disposta in campo da mister Gasperini senza una punta di ruolo.

I due giocatori offensivi, Gomez e Ilicic, si sono rivelati in palla sin dall’inizio e nella ripresa hanno spaccato definitivamente il match con lo sloveno che si è sbloccato su un assist del Papu.

Con la Dea in vantaggio, Klopp ha tentato di buttare nella mischia quattro pezzi da novanta come Firmino, Jota, Robertson e Fabinho.

Nemmeno il tempo di questa quadrupla sostituzione che i bergamaschi raddoppiano con il più classico degli schemi realizzativi: cross ancora di Gomez, Hateboer di testa appoggia al centro per l’altro esterno accorrente Gosens, il quale firma la rete del raddoppio.

Brava l’Atalanta a saper sfruttare i lati deboli dell’avversario (emblema di come sia stata studiata alla perfezione la gara) , in campo con una retroguardia non proprio collaudata. Nel finale il Liverpool tenta uno pseudo-arrembaggio ma dalle parti di Gollini non arrivano mai vere minacce: il dato più clamoroso al termine della partita è quello zero accanto alla voce “tiri in porta”.

Dopo il 5-0 di Bergamo, dove la formazione orobica pareva fare acqua da tutte le parti, Gasperini e i suoi ragazzi con umiltà han cercato di sistemare l’assetto della squadra che ora risulta più equilibrato e solido.
Un’evoluzione che se confermata potrebbe regalare grandi benefici a questa squadra e ai suoi tifosi.

Con questa vittoria la Dea conquista l’aritmetica certezza del terzo posto e si giocherà l’accesso agli ottavi nelle ultime due sfide contro Midtjylland e soprattutto Ajax.

Le pagelle

Gollini 7: Non sembra quasi vero, ma il numero 95 non risulta mai praticamente impegnato. Sicuro nelle uscite alte che spezzano le speranze dei Reds di trovare il colpo attraverso le incornate.

Toloi 7,5: Il difensore brasiliano si propone senza timidezza e accompagna l’azione restando concentrato sino all’ultimo secondo di gara.

Romero 8,5: Per il centrale argentino continua il grande momento di forma. Annulla di fatto Origi unendo spietata cattiveria agonistica e ottimo tempismo negli anticipi.

Djimsiti 8: L’albanese rientra dopo le nazionali confermandosi ad altissimi livelli di rendimento contro, nientepopodimeno, che Mohamed Salah.

Hateboer 8: L’esterno di Beerta vince ampiamente dal punto fisico il confronto con Tsimikas, e entra in modo decisivo nell’azione del raddoppio fornendo l’assist vincente a Gosens.

Freuler 8,5: Persino la BBC nel giorno della vigilia aveva dedicato un focus speciale allo svizzero cresciuto nel Winthertur. Ad Anfield non delude compiendo un lavoro straordinariamente importante.

De Roon 8: Il mediano olandese ha la lotta nelle vene, aiuta la squadra a mantenere continua la pressione in avanti soprattutto nella prima frazione di gioco.

Gosens 9: Sempre a Liverpool aveva trovato la prima gioia in casacca nerazzurra, a tre anni e due giorni di distanza si ripete firmando lo 0-2 che consacra la Dea nel tempio di Anfield Road. Dominio assoluto, continua propulsione e reiterata iniziativa sulla sua fascia fanno del tedesco un’arma imprescindibile. (Mojica 6,5: L’ex Girona subentra e gestisce il proprio ruolo con ottima tranquillità e attenzione).

Pessina 8,5: Seconda gara da titolare consecutiva per l’ex Verona, il quale sforna una splendida prova fatta di intelligenti geometrie tra le linee. Mette lo zampino nella costruzione di entrambe le azioni delle due reti.
(Miranchuk SV)

Gomez 9: Nel nome dello scomparso connazionale Maradona, il “diez” orobico è prezioso in ogni fase di gioco. All’inizio del match sciupa una buona occasione allargando troppo il compasso sul secondo palo, nella ripresa diventa sostanzialmente decisivo: cross bijoux prima per il tap-in di Ilicic poi per la combinazione Hateboer-Gosens.

Ilicic 9: Lo sloveno torna ad esultare dopo mesi e lo fa nella serata più iconica e importante. L’uomo di Dortmund parte sin da subito con il piglio, ogni giocata non è fine a sé stessa. Due tentativi vanno alti, al terzo infila Alisson. Bentornato! (Zapata 6,5: L’ex Napoli e Samp prova a tenere alta la squadra fino alla fine, talvolta ci riesce con il fisico, a volte rimane ingabbiato).

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