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Heineken annuncia 93 esuberi, interessato anche lo stabilimento di Comun Nuovo

Dopo questo annuncio di riorganizzazione da parte della società è scattato lo stato di agitazione dell'intero gruppo Heineken. L'intervento dei parlamentari bergamaschi della Lega

Novantatré esuberi e un piano di terziarizzazione nei quattro stabilimenti italiani del gruppo Heineken, tra questi è interessato anche lo stabilimento di Comun Nuovo.

Dopo questo annuncio di riorganizzazione da parte della società è scattato lo stato di agitazione dell’intero gruppo Heineken.

“L’annuncio di Heineken è inaccettabile – affermano le segreterie nazionali di Fai, Flai, Uila ancor più in un momento storico e straordinario come quello che stiamo vivendo, legato ad un’emergenza sanitaria senza precedenti. Da subito abbiamo dichiarato la nostra contrarietà e stigmatizzato come un’azienda di questo livello scelga di mettere in campo come unica soluzione per essere più competitiva e per rimanere leader del settore, gli esuberi. Le difficoltà e il raggiungimento degli obiettivi che si pone una grande multinazionale, ancora una volta ricadono sui lavoratori”.

STATO DI AGITAZIONE

I tagli, spiega una nota dei sindacati, colpiranno duro nella sede centrale di Sesto San Giovanni, al confine con Milano, dove sono previsti 46 esuberi.

“È una scelta inaccettabile, che le organizzazioni sindacali non potranno mai condividere – osserva Gennaro De Falco, segretario della Fai Cisl di Milano -, a maggior ragione in un momento difficile come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia da Covid 19. Heineken è presente nel milanese da tanti anni e improvvisamente cambia approccio nei confronti dei lavoratori: evidentemente la logica dei numeri e dei profitti ha più peso rispetto ai valori di attenzione alle persone che la stessa società ha sempre professato”.

Fai, Flai, Uila e il Coordinamento delle Rsu hanno dichiarato da subito lo stato di agitazione e avviato le assemblee in tutti le sedi, nel rispetto della normativa anti Covid.

“Inutile dire che c’è grande preoccupazione e amarezza fra i lavoratori. La situazione non è chiara, evidentemente l’azienda pensa di esternalizzare alcune funzioni, e anche su questo tema dovranno essere fatti gli opportuni approfondimenti”, afferma De Falco, che si pone l’obiettivo “di stipulare un accordo che individui soluzioni non traumatiche, a tutela delle persone e delle loro famiglie”. 

Lo scorso 28 ottobre, in occasione dei conti del terzo trimestre, la multinazionale olandese aveva annunciato l’intenzione di ridurre i costi per il personale del 20% nel suo quartier generale e nei suoi uffici regionali.

LEGA: “BASTA CON LE DISMISSIONI DELLE MULTINAZIONALI”

“Dopo la delocalizzazione in Ungheria della produzione della Sematic di Osio Sotto e il trasferimento in Germania del centro ricerche Heidelberg-Italcementi – dichiarano i parlamentari della Lega Daniele Belotti, Simona Pergreffi, Alberto Ribolla e Rebecca Frassiniora arriva l’ennesima umiliazione per il mondo lavorativo bergamasco con la notizia dei 93 esuberi della Heineken Italia che interesseranno anche lo stabilimento di Comun Nuovo”.

“È vergognoso – continuano i parlamentari leghisti – che multinazionali colpiscano in modo così freddo e spietato una realtà come quella bergamasca che ha subito più di altre il dramma dell’epidemia proprio ora che si sta vivendo un momento difficile. I lavoratori bergamaschi di queste aziende non sono numeri, ma validissimi collaboratori di società che il territorio orobico ha contribuito a diventare eccellenze nel mondo”.

“È urgente – ribadiscono Belotti, Pergreffi, Ribolla e Frassiniche tutte le istituzioni si ritrovino sotto la regia della Provincia, insieme ai sindacati, per cercare qualsiasi tipo di soluzione per tutelare i lavoratori a rischio della Heineken, del centro ricerche Heidelberg-Italcementi e della Sematic”.

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