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Federmotorizzazione: “Servono incentivi o sgravi contributivi per l’acquisto di auto usate”

La proposta, che sarà portata sui tavoli dei Ministeri competenti, è stata avanzata da Loreno Epis, consigliere di Federmotorizzazione e presidente del Gruppo Autosalonisti Ascom Confcommercio Bergamo

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Il mercato dell’Auto ha segnato nel mese di settembre 2020 una crescita del +9,54% sulle immatricolazioni rispetto allo stesso mese del 2019, una boccata d’ossigeno per gli operatori del settore che da marzo stanno annaspando in una delle più gravi crisi economiche del dopoguerra, alimentato finalmente da iniziative di sostegno mirate ma purtroppo di breve durata.

Il mese di ottobre, che aveva alimentato rosee aspettative, ha ben presto spento gli entusiasmi registrando nuovamente un lieve segno negativo sull’andamento del mercato(0,2%), con un totale di 1.123.194 immatricolazioni nei primi 10 mesi rispetto al 1.625.500 del 2019 (-34% rispetto ai volumi dell’anno precedente: circa 500.000 immatricolazioni perse).

Questo calo è dato essenzialmente dall’esaurimento degli incentivi per le auto nuove, con sconti per le auto a basso impatto ambientale (pochi a dire il vero), stanziati dal Governo per il rilancio dell’Automotive. A dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che in questo momento di difficoltà e incertezza l’unica leva per rianimare il settore auto è quello delle agevolazioni fiscali e degli incentivi.

Federmotorizzazione Confcommercio già in aprile aveva avviato, al pari delle altre Associazioni di categoria, interlocuzioni con le istituzioni al fine di, dati alla mano, proporre soluzioni che potessero aiutare il settore e facilitare o promuovere l’acquisto da parte dei privati e delle aziende. Oggi la Federazione del settore automotive spalleggia una proposta di Aniasa interessante, già avanzata: chiedere lo stanziamento di incentivi per l’acquisto di vetture usate, purché con motore elettrico, ibrido o endotermico in classe di emissione Euro 6, dunque le più moderne. Per rendere economicamente sostenibile la proposta, se non fosse possibile concedere una somma da sottrarre al prezzo d’acquisto come avviene con gli incentivi per le nuove auto, l’alternativa può essere quella di erogare un bonus tramite credito d’imposta o mediante esenzione dal pagamento dell’Imposta provinciale di trascrizione e del bollo auto nel caso di acquisti di queste tipologie di vetture.

Federmotorizzazione

La proposta, che sarà portata sui tavoli dei Ministeri competenti, è stata avanzata da Loreno Epis, consigliere di Federmotorizzazione e presidente del Gruppo Autosalonisti Ascom Confcommercio Bergamo: “L’Italia ha il parco auto circolante tra i più vecchi d’Europa che va assolutamente svecchiato. Il settore dell’usato ha numeri molto importanti, superiori di gran lunga a quelli del nuovo, poiché una vettura usata può essere oggetto di compravendita più volte durante la propria vita funzionale e costituisce un ramo del mondo automotive che sorregge in misura importante il mercato degli operatori- commenta-. L’acquisto di vetture nuove a basso impatto ha un costo importante e sempre meno, di questi tempi, alla portata di una vasta platea di utenti”.

Per questo motivo rivolgersi al mercato dell’usato può essere una valida soluzione che merita quindi finalmente attenzione anche per i benefici che può portare all’ambiente. “Anche il secondo lockdown ha comunque mostrato che, nonostante le restrizioni agli spostamenti, il livello di pm10 resta comunque elevato- continua Epis-. Svecchiare il parco auto è comunque prioritario per ottimizzare risorse e consumi”. Incentivare il comparto dell’usato agevolerebbe la sostituzione dei mezzi, eliminando quelli più obsoleti: “I rivenditori ufficiali e gli autosaloni assicurano la totale sicurezza sul prodotto che si acquista, caratteristiche che non sono garantite dalle vendite tra privati- ricorda Epis- . Gli operatori mettono in campo una funzione di selezione e valutazione dei possibili canali di vendita (in base allo stato d’uso del veicolo), procedendo a manutenzioni anche straordinarie prima di metterlo in vendita e rilasciando garanzia. L’attesa da parte del comparto dell’usato è la formulazione se non di incentivi ad hoc, di bonus credito d’imposta per gli autosaloni e di esenzione pagamento bollo o Ipt per chi acquista”.

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