Crespi, che fine ha fatto il progetto? Il M5s chiede informazioni alla Regione - BergamoNews
Il patrimonio unesco

Crespi, che fine ha fatto il progetto? Il M5s chiede informazioni alla Regione

La richiesta del Consigliere Regionale Luigi Piccirillo

Dopo un lungo silenzio c’è chi legittimamente si interroga: ma il progetto di riqualificazione dell’ex fabbrica di Crespi d’Adda, patrimonio dell’umanità, che fine ha fatto?.

Se lo chiede anche il Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle Luigi Piccirillo, che ha scritto alla Regione con la speranza di ottenere qualche informazione. Dal 2013, il sito Unesco nel comune di Capriate San Gervasio è legato al progetto di riqualificazione della storica fabbrica tessile acquistata in quell’anno dalla società Odissea s.r.l. (gruppo Percassi).

“Speriamo di avere risposte per poter informare tutti i cittadini di Capriate – commentano i grillini – e di poter condividere con tutti informazioni più aggiornate”.

Lo scorso agosto, Bergamonews aveva dato spazio alla lettera dell’ex vicesindaco Carlo Arnoldi, ora all’opposizione in Consiglio comunale, che lamentava proprio l’assenza di informazioni sul tema.

RIQUALIFICAZIONE DELLA EX FABBRICA DI CRESPI E AREE LIMITROFE

Oggi il Consigliere Regionale Luigi Piccirillo del…

Pubblicato da Amici di Beppe Grillo – Capriate San Gervasio su Martedì 24 novembre 2020

leggi anche
  • La lettera dell'ex assessore
    “Crespi, patrimonio dell’umanità e non di pochi eletti, che fine ha fatto il progetto?”
  • La novità
    Covid, allo studio il “passaporto sanitario” digitale per viaggiare sicuri
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI

Per favore, disabilita AdBlock per continuare a leggere.

Bergamonews è un quotidiano online gratuito che non riceve finanziamenti pubblici: l’unica fonte di sostegno del nostro lavoro è rappresentata dalle inserzioni pubblicitarie, che ci permettono di esistere e di coprire i costi di gestione e del personale.
Per visualizzare i nostri contenuti, scritti e prodotti da giornalisti a tempo pieno, non chiediamo e non chiederemo mai un pagamento: in cambio, però, vi preghiamo di accettare la presenza dei banner, per consentire a Bergamonews di restare un giornale gratuito.
Vuoi continuare a leggere BergamoNews senza pubblicità? Scopri come su bergamonewsfriends.it