BergamoNews it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Automobilisti indignati perché uso il monopattino in strada: ma si può, eccome!

Jacopo, insultato perché si muove per Bergamo sul monopattino

Più informazioni su

Gentile Redazione,

Oggi mentre mi spostavo in monopattino in centro Bergamo tre auto, in momenti diversi, mi hanno suonato nervosamente e, dopo l’insulto di rito, mi hanno superato senza curarsi troppo degli spazi. Una in particolare mi ha quasi investito superandomi a sinistra e poi svoltando a destra (un classico intramontabile).

Ovviamente le ho raggiunte tutte al semaforo successivo, dal momento che un’auto in centro non supera i 30 km/h di media (a prescindere da quanto uno sgasi e inchiodi) e ho bussato al finestrino di ognuna. Gli interpellati, dai quarant’anni in su, probabilmente abituati a sfogarsi sbrigativamente con i ragazzini, seguitavano tutti ripetere la stessa cosa: “I monopattini devono stare sul marciapiede, non possono circolare sulla strada”.

Io non so se di mezzo ci sia stato qualche commento frainteso in televisione o addirittura qualche fake news sui giornali, fatto sta che i monopattini sono sostanzialmente equiparati alle biciclette: non solo quindi possono stare sulla strada, ma devono. È vietato che circolino sul marciapiede, riservato appunto ai pedoni. Mi spiego tuttavia solo ora perché in così tanti ci vadano, evidentemente non sentendosi sicuri sulla strada e suscitando di conseguenza il legittimo disappunto di chi passeggia.

Da luglio ho usato moltissimo il monopattino, preferendolo ad auto e moto praticamente ogni volta che mi muovo in centro. È comodo, veloce e consente anche di godersi il tragitto, non costringendo chi lo guida a restare imbottigliato in colonna o a cercare costantemente parcheggio. Occupa poco spazio sulla carreggiata (riducendo il traffico) e non inquina, almeno non direttamente.

monopattino antico

Si è parlato tanto di come spesso questi nuovi mezzi siano stati usati impropriamente, ma si è parlato poco di come tanta gente guidasse male anche prima di servirsene. La sosta vietata, magari nello spazio riservato ai disabili, non è certo nata con i monopattini, così come passare col rosso o tagliare la strada. Semplicemente chi lo fa in auto e in bici lo fa anche in monopattino.

Quest’ultimo però è sempre in torto a prescindere in quanto novità e come tutte, dalla bicicletta all’automobile, è guardata male. Soprattutto in Italia, dove la massima aspirazione deve essere andare al lavoro per comprarsi il suv con cui andare al lavoro.

Mi spiace rimarcarlo, ma in questo contesto i peggio ricettivi sono ancora una volta tanti cinquantenni, persone che nella società odierna potrebbero tranquillamente essere ancora dinamiche e propositive (perché a cinquant’anni nel 2020 non si è ancora abbastanza vecchi per fare i vecchi), ma che invece, per qualche arcano motivo, scelgono forzosamente un modello di società basato sul cosplay di quando erano giovani, rifiutando qualsiasi innovazione e vivendo d’inerzia in una ricostruzione assolutamente arbitraria dei bei vecchi tempi.

Sarà che i miei genitori, 61 e 55 anni, sono fortunatamente ancora attivi e di mentalità aperta, ma io perché tanti boomer debbano costantemente odiare qualsiasi cosa diversa da loro stessi non lo capirò mai. È inutile lagnarsi dei ragazzini se questi sono gli adulti, se questi sono gli esempi da cui quei ragazzini prendono spunto.

Invecchiare capiterà a tutti e non dev’essere bello, ma invecchiare male è sicuramente peggio.

Jacopo

© Riproduzione riservata

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da uchisci

    Ho sempre sostenuto che qualunque sia il grado di censo, età, cultura e genere, il motociclista come mette il casco si accorga di essere in grande ritardo e questo la sua mente lo autorizzi a:
    • Sorpassare indifferentemente a dx o sx
    • Superare le file auto ferme
    • Superare anche quando è vietatissimo
    • Insinuarsi tra le auto al semaforo e porsi davanti a tutti
    • Dimezzare il mio spazio di arresto infilandosi tra la mia auto e quella che mi precede durante la marcia in colonna
    • Ecc. ecc
    Non sorrida Jacopo, adesso ci si mette anche lui !
    Lui è certamente bravissimo e non fa tutte queste cose ma almeno le moto e gli scooter, al semaforo, ripartono velocemente e si tolgono dai… dalla vista fino al prossimo semaforo.
    Quelli col monopattino invece, anche loro naturalmente davanti a tutti, allo scattare del verde, si danno una spinta col piede, traballano, oscillano pericolosamente, deviano e finalmente raggiungono la loro instabile velocità di crociera.
    Auguro a Jacopo di non trovare sulla sua strada una buca, un sasso, tombino traballante o una macchiolina d’olio perché la fisica non è un’opinione e su quelle ruotine, il suo baricentro e non è certo dei migliori.
    Da ultimo, faccia come i motociclisti indossi casco, guanti e accessori vari anticaduta.
    E’ un consiglio da amico !

    1. Scritto da Francesco Giuseppe

      Perfettamente d’accordo. Aggiungo che moto e scooter pagano assicurazione, tassa di circolazione, devono avere la patente e non parcheggiano i loro aggeggi ovunque, rompendo le scatole a pedoni e veicoli. Il favore fatto alla Cina, produttore esclusivo di questi aggeggi, dal governo, ha creato solo il caos sulle strade,

      1. Scritto da Lorenzzz

        L’articolo voleva utilizzare i monopattini elettrici come spunto per far notare la spiccata chiusura mentale e avversione al cambiamento del boomer medio.

        Il boomer medio sentitosi attaccato, con estrema destrezza rimarca nei commenti al suddetto articolo il proprio odio verso codesto mezzo troppo innovativo portato da oriente.

        Dimostrandosi ancora una volta, aperto al dialogo e a nuovi punti di vista.