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Rogo al passo San Marco: 10 volontari in azione, bruciati quattro ettari di pascolo foto

Il sindaco di Mezzoldo: "La mancanza di copertura telefonica si è dimostrata un grosso problema. Poter segnalare tempestivamente ogni situazione di pericolo e mantenere i contatti in caso di emergenza può fare la differenza"

Quattro ettari di pascolo in fumo. È la stima dei danni provocati dalle fiamme che si sono propagate nel tardo pomeriggio di domenica (22 novembre) sulle pendici del passo San Marco, in alta Valle Brembana. A bruciare l’erba secca di alcuni versanti, sopra i rifugi.

L’allarme è scattato intorno alle 17,30, lanciato dai rifugisti del posto. Per spegnere l’incendio sono intervenuti dieci volontari del Nucleo antincendio boschivo e protezione civile della Comunità montana Valle Brembana, coordinati dal responsabile Roberto Fiorona: hanno lavorato senza sosta fino alle 21,45, dopo che il fronte si è esteso per circa un chilometro scendendo poi per 500 metri sul territorio di Averara e in parte di Mezzoldo.

Un'immagine scattata dal sindaco di Mezzoldo
Incendio Passo San Marco

Sono in corso indagini sull’origine del rogo. Nessuna dichiarazione ufficiale, ma la possibilità che si sia trattato di un atto doloso non è per nulla esclusa. “Ringrazio vivamente le squadre di Volontari dei vigili del fuoco che hanno saputo far fronte con grande professionalità alla situazione – commenta il sindaco di Mezzoldo, Stefania Siviero, intervenuta a sua volta con il collega di Averara per monitorare la situazione -. Mi sento però di rilevare quanto la mancanza di copertura telefonica si sia dimostrata un grosso problema. Poter segnalare tempestivamente ogni eventuale situazione di pericolo, poter mantenere i contatti in caso di emergenza può fare la differenza sulla tempistica e la modalità d’intervento”.

Poi aggiunge: “Come amministrazione stiamo cercando di attivarci per trovare un interlocutore disponibile al potenziamento del segnale telefonico, per poter raggiungere adeguatamente ogni luogo. Ma spesso ci ritroviamo con delle porte chiuse davanti a causa del mancato ritorno economico di un operazione di questo genere”.

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