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Non potendo uscire, portate i vostri vestiti fuori dall’armadio

Organizzare l’armadio non è semplicemente appaiare calzini e metterli in ordine di cromatura. È guardare quello che noi vediamo poco ma che gli altri osservano

Cosa c’entra l’organizzazione personale con la propria immagine? Tantissimo. L’immagine parla di noi e se quello che abbiamo nell’armadio non è organizzato perfettamente per raggiungere le nostre aspirazioni, ci ritroveremo sempre distanti da quello che desideriamo per noi.

Lo so che in questo momento le esigenze sono altre e siamo stati privati di qualsiasi occasione speciale per tirarci insieme, ma la sola tuta non può essere il dress code dell’anno! O comunque, se scegliete di stare in tuta, perché non sbizzarrirsi nel trucco? Oppure perché non indossare la bellissima bigiotteria che avete utilizzato solo al matrimonio della vostra amica? Non la vede nessuno? Non è un problema: vi vedete voi! Ricordate: Sporty ma Chic!

Organizzare l’armadio non è semplicemente appaiare calzini e metterli in ordine di cromatura. È guardare quello che noi vediamo poco ma che gli altri osservano. Vi riporto alcune riflessioni fatte da una delle più interessanti consulenti di immagine nonché prima Style strategist italiana: Anna Turcato. Vi svelo subito che Anna è stata la mia consulente d’immagine e devo a lei gli orecchini che ho sempre indosso. Nel suo blog scrive così: “Come ci mostriamo influenzerà inevitabilmente anche la percezione di quello che diremo. L’immagine può aiutarci a mostrare fin dall’inizio chi siamo davvero, condividendo in forma visuale la nostra personalità unica e il nostro messaggio. Un look che parla di noi riesce a farci riconoscere, ricordare e darci credibilità”.

Infine, scrive sempre Anna, l’immagine e l’abbigliamento sono mezzi per esprimerci e per comunicare la nostra personalità con armonia, coerenza e unicità.

Le donne che si distinguono nella storia e manifestano un certo livello di potere, se ci pensate, hanno uno stile inconfondibile. Tutte. Se pensate ad autorevolezza e colori sgargianti chi può venirvi in mente se non la mitica regina Elisabetta? È il suo stile che le permette di essere individuata subito in qualsiasi contesto. Oppure immaginate Frida Kahlo, l’artista messicana nota per i suoi autoritratti che negli ultimi anni è diventata un’icona anche di stile, un simbolo di nuove affermazioni al femminile. E ancora, Rita Levi Montalcini, neurologa e premio Nobel per la medicina, era inconfondibile con la sua acconciatura e le maglie a collo alto. Pensate anche ad Anna Wintour – la già citata direttrice di Vogue – che con il suo caschetto e gli occhiali incute sempre un certo timore reverenziale.

Forse nella moda e nell’arte trovare icone femminili è facile. Vi faccio un esempio atipico: Kate Verlinden, ingegnere meccanico, ribattezzata “la signora in chiaro di Saipem”. La Saipem è un’azienda che opera nel settore della prestazione di servizi per il settore petrolifero. Un’azienda, come potrete immaginare, a prevalenza maschile, dove Verlinden è la responsabile della divisione Onshore Feasibility, Customer Investment Strategy & Stakeholder Relations. La sua caratteristica è quella di vestire sempre di chiaro. Tutti la conoscono come “la dama bianca”. Kate, su consiglio della nonna paterna, ha capito l’importanza dell’immagine a supporto della sua sicurezza e anche della carriera.

Insomma, l’immagine che diamo agli altri è molto importante. E quando parlo di immagine non mi riferisco al fatto di apparire perfette, ma intendo l’essere totalmente a proprio agio con noi stesse. L’immagine esprime valori, libertà, creatività e intelligenza. “Abbiamo imparato che la moda ha un significato – ha dichiarato Michelle Obama durante la presentazione del suo libro, Becoming, – quindi, trasformare questa consapevolezza in modo che diventi strategica e di forte impatto è sicuramente qualcosa su cui riflettere per non sprecare l’opportunità di avere un impatto più ampio”.
I

o sono cresciuta con una mamma che in quanto a stile è sempre stata impeccabile. Purtroppo non ho appreso abbastanza (e ho capito solo dopo la forza della moda), ma la signora Nori di Tavernola è una di quelle persone che disapproverebbe la tuta, lei che – persino in tempo di pandemia – si è sempre mostrata stilosa, dentro e fuori casa.

Bene. Ora correte a osservare il vostro armadio. È giunto il momento di riorganizzarlo? Non sapete cosa fare esattamente e da dove partire?
Ecco qualche dritta:

1) Fate un decluttering spietato. Decluttering, che possiamo tradurlo in “liberarsi del superfluo” è la prima operazione da fare. Quello che non vi rispecchia va buttato oppure riciclato. Non ha senso tenere nell’armadio qualche cosa che non dirà niente di voi. Partite dai vostri pezzi preferiti e metteteli al sicuro. Tutto il resto chiedetevi se è il caso di tenerlo o no.

2) Combinare alcuni outfit: una riunione, una passeggiata, una giornata di lavoro da casa ecc… Fate le combinazioni e fotografate, così potrete creare la vostra gallery personale.

3) “In che cosa mi contraddistinguo dalla massa nel mio aspetto?” Chiedete ai vostri amici per cosa vi ricordano. Cercate di capire quali sono le immagini che hanno di voi. Trovate il vostro simbolo ed elemento di stile per il quale gli altri potranno riconoscervi sempre. Spilla? Occhiali? Sciarpa? A voi la scelta!

Bonus LockDown: se avete nell’armadio capi rossi (che magari non vi hanno mai convinto e li avete messi poco perché hanno un taglio che non vi spiace) sfruttateli per le video chiamate! Il rosso attira tantissimo l’attenzione e se non volete passare inosservati durante una riunione o un aperitivo virtuale optate per un bel capo rosso.

 * Mariagrazia Balducchi, formatrice e consulente in Ambito Risorse Umane e Productivity Management

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