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Coronavirus, “a Zingonia in arrivo una nuova struttura per la terapia intensiva”

L’annuncio dell’amministratore delegato Francesco Galli: "Cinque letti in più in rianimazione"

Con oltre 1.000 pazienti ricoverati (di cui 50 in terapia intensiva) tra Bergamo, Milano, Brescia, Monza, Pavia e Como (oltre alla struttura di Bologna) il Gruppo San Donato ha in cura il 12% dei malati di Covid-19 lombardi di questa seconda ondata.

Ponte San Pietro è uno degli ospedali col maggior numero di pazienti affetti da Coronavirus: mercoledì 18 novembre erano 110, dei quali 5 in terapia intensiva. Zingonia resta invece Covid-free. “Quella di non ricoverare i malati Covid al policlinico San Marco è stata una scelta ponderata, studiata durante l’estate quando ci siamo mossi anche per acquistare una grande quantità di dispositivi di sicurezza personale per i nostri sanitari” spiega l’ad di Iob Francesco Galli.

“Con questa divisione netta siamo riusciti a garantire a Zingonia l’attività di urgenza per ogni tipo di malato, anche quello non Covid che non doveva essere dimenticato – continua Galli –. Inoltre, sia a Zingonia – dove peraltro abbiamo recentemente aperto una nuova e ampia area ambulatoriale -, sia a Ponte San Pietro, abbiamo proseguito con le visite ordinarie in tutti i reparti, messi in completa sicurezza con percorsi appositi: cardiologia, oculistica, ortopedia, urologia sono solo alcune delle specialità che stanno continuando a lavorare regolarmente, senza nessun pericolo per i pazienti che devono godere della prestazione sanitaria”.

A Zingonia – è notizia di mercoledì 18 novembre – verrà costruita una nuova struttura che ospiterà altri malati in terapia intensiva: “L’ok definitivo è arrivato nel Cda di mercoledì – spiega Galli -. Verrà fabbricato un nuovo stabile adiacente alla terapia intensiva attuale del San Marco che ospiterà cinque nuovi posti letto”. Inizialmente verrà riservato ai malati Covid, ma poi sarà a disposizione di ogni altro paziente.

Ma come sta andando questa seconda ondata nelle strutture bergamasche del Gruppo San Donato? “Resistiamo – risponde convinto l’ad -. Questo grazie all’enorme sforzo e al grande impegno che tutti, medici e sanitari, stanno mettendo in queste settimane difficili sia a Zingonia che a Ponte San Pietro. L’andamento attuale sembra dirci che la curva si stia fermando. Speriamo che sia un segnale di inversione della tendenza: anche nella prima ondata la crescita è durata un mese”.

“Più del 60% dei malati che stiamo curando oggi arrivano da fuori provincia – sottolinea Galli -. Ci aspettavamo questi numeri, anche se la crescita dei contagiati che hanno bisogno di ospedalizzazione è stata davvero repentina: ma il personale e l’organizzazione hanno retto senza mai sbandare. In tutto questo, siamo riusciti a mandare anche sei infermieri e due anestesisti alla fiera di Bergamo e siamo pronti anche ad arrivare a 140 posti letto più 12 di terapia intensiva”.

Sulla Lombardia zona arancione Galli ha una certezza: “Se i dati confermano l’andamento dell’ultima settimana credo che sarà assolutamente possibile allentare le restrizioni. Con quello che abbiamo creato – spiega – possiamo benissimo amministrare la situazione di emergenza. Il grande dilemma è capire come gestire le festività natalizie: dovremo stare attenti e magari compiere qualche piccolo sacrificio che ci porterà – forse – a rinunciare a qualche tradizionale abitudine. Se così sarà lo faremo per il bene di tutti”.

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