Coldiretti

Pandemia, “terremoto” per l’economia agricola bergamasca

Bilancio annata agraria: quadro preoccupante, impennata dei costi, ricavi in picchiata

“L’agricoltura bergamasca archivia un bilancio denso di preoccupazioni, con gli effetti dell’emergenza sanitaria che hanno determinato un vero e proprio terremoto per le imprese del settore”. È quanto afferma il presidente di Coldiretti Bergamo, Alberto Brivio, nel commentare l’andamento dell’annata agraria che, come da tradizione, si conclude nel mese di novembre.

Secondo le prime stime elaborate dai tecnici di Coldiretti Bergamo, se da un lato gli aspetti produttivi hanno in generale sostanzialmente tenuto, nonostante le conseguenze dei cambiamenti climatici si siano fatte sentire a più riprese, gli aspetti legati al mercato e alla redditività aziendale sono stati drammaticamente negativi.

“Il quadro è tutt’altro che confortante, soprattutto se consideriamo che non conosciamo ancora le conseguenze della seconda ondata, in particolare gli effetti relativi al periodo natalizio – spiega Brivio – ; dalla nostra analisi si evince che il sistema agricolo bergamasco, da gennaio a settembre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ha perso in valore mediamente il 15,2% (vale a dire oltre 100 milioni di euro), con punte di quasi il 60% per quanto riguarda gli agriturismi e del 50% per quanto riguarda l’orticoltura di IV gamma. È sempre crisi nera per la zootecnia da carne ed è critico l’andamento della zootecnia da latte e dell’allevamento dei suini. Preoccupa l’aumento esponenziale dei costi di produzione, soprattutto in considerazione del fatto che i ricavi sono in picchiata”

Il presidente di Coldiretti Bergamo sottolinea che si tratta del peggior risultato del decennio .“Per questo – dice – è urgentemente necessario che vengano adottate tutte le misure utili a salvaguardare un settore chiave per la sicurezza e la sovranità alimentare del nostro Paese, ma anche costruire opportunità commerciali con l’estero e rilanciando i consumi interni. In questo momento più che mai è importante che i consumatori acquistino prodotti italiani. Li invito a leggere con attenzione le etichette, uno strumento che come Coldiretti abbiamo sempre considerato strategico, per verificare l’origine e a scegliere in modo consapevole. È questo il mondo più semplice ma anche il più efficace per mantenere viva l’agricoltura del nostro territorio, le filiere ad essa collegate, garantendo occupazione alle tante persone che vi lavorano “.

Malgrado le gravissime difficoltà causate della pandemia, le 4.834 aziende agricole attive in provincia alla fine del terzo trimestre del 2020 (elaborazione Coldiretti Bergamo su dati Camera di Commercio) non si sono mai fermate e hanno comunque continuato ad assicurare l’approvvigionamento alimentare agli italiani in un momento difficilissimo.

Lo scenario di riferimento completamente mutato e il generale stato di necessità hanno spinto gli imprenditori agricoli a trovare soluzioni imprenditoriali alternative, sperimentando non solo nuovi canali di commercializzazione ma anche strumenti di comunicazione diversi dai tradizionali.

È con questo spirito che si è percorsa la strada delle consegne a domicilio, ma anche quella dell’e-commerce e dell’utilizzo dei social per farsi conoscere e raggiungere potenziali clienti. Fondamentale è stata la scoperta del valore del turismo e del commercio di prossimità che ha spinto le aziende e i cittadini a vivere in modo più intenso il legame con il territorio.

“Il mondo agricolo chiede sì il sostegno economico alle istituzioni ma di fronte alle difficoltà sta mostrando anche una grande resilienza – conclude Brivio – , mettendosi in gioco continuando ad innovarsi, come ad esempio seguendo la strada della digitalizzazione, affiancando al prodotto sempre nuovi servizi e puntando sulla formazione per essere al passo con i tempi e pronti a ripartire con slancio quando ci saranno le condizioni per farlo”.

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