Bergamo, "Mille famiglie chiedono aiuto, l'unico pasto per molti bimbi è in mensa" - BergamoNews
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Bergamo, “Mille famiglie chiedono aiuto, l’unico pasto per molti bimbi è in mensa”

Loredana Poli e Marcella Messina, assessori del Comune di Bergamo, analizzano gli ultimi dati sulla situazione educativa ed economica dei bambini del capoluogo.

Siamo di nuovo dentro una seconda emergenza sanitaria che richiede attenzione, preparazione e coscienza civica.

Eppure, stiamo ancora vivendo gli effetti della prima ondata: le sue conseguenze economiche, sociali ed umane che coinvolgono tutti gli strati della società indipendentemente dal reddito e dall’età anagrafica.

Mesi dopo la prima emergenza, si mostrano i primi disastrosi effetti sulla fascia più fragile e vulnerabile: i bambini.

Un problema sociale serio ed impellente che coinvolge la sfera della povertà educativa ed economica dei più piccoli e che vede in prima linea le assessore del Comune di Bergamo, Marcella Messina (al lavoro per le Politiche Sociali) e Loredana Poli per l’Istruzione alla luce degli ultimi dati e dall’analisi della situazione educativa ed economica dei bambini del comune bergamasco.

Marcella Messina e Loredana Poli

“Se nel 2019 nei mesi di gennaio e dicembre tra coloro che hanno chiesto il contributo economico del Comune per i bisogni primari come affitto, sostegno alimentare e ricerca del lavoro, il 57% dei richiedenti era composto da famiglie con minori (straniere e non). Nel 2020, invece, nei mesi tra gennaio e ottobre, la percentuale delle richieste provenienti da famiglie è salita al 74% per un totale di circa 1150 famiglie. Il picco di richiesta massima per i contributi nell’anno 2020 è stato giugno, luglio, agosto e settembre”, spiega l’assessora Messina.

Un incremento di richieste di aiuto che, specularmente, si è mostrato anche nel mondo della scuola.

“Nell’anno scolastico 2020/2021, infatti, dal dato dell’anno precedente di 105 bambini nelle scuole di competenza comunale di Bergamo con la gratuità totale dei servizi di mensa scolastica, siamo passati a 170 bambini. E per una buona percentuale di essi il solo vero pasto della giornata lo mangia a scuola – aggiunge Poli – Pe far fronte a condizioni economiche che impedivano il normale svolgimento della didattica a distanza, nel primo lockdown abbiamo distribuito 231 device elettronici con le loro rispettive sim per la connessione ad internet alle famiglie più in difficoltà e ora ne abbiamo ordinati altri 60 che, nei prossimi mesi, aumenteranno ancora. Segno di una grave difficoltò dal punto di vista economico di garantire l’acquisto di strumenti tecnologici”.

“Post Covid le fragilità economiche sono molto peggiorate, esasperando situazioni di vulnerabilità già fortemente presenti. Se già, prima dell’emergenza sanitaria, c’era un basso livello di mobilità sociale, la possibilità, quindi, di cambiare status e di emanciparsi, ora questa condizione non fa che peggiorare”, dichiara Messina.

Come fare per invertire il trend?

“Intervenire sulla resilienza dei bambini e sulla loro emancipazione. Bisogna lavorare su di loro perché magari, per tanti motivi, i genitori non ne sono in grado. Ed è necessario intervenire per tempo per non rischiare che situazioni di disagio sociale dovute alle fragilità famigliari diventino croniche”, spiegano all’unisono Messina e Poli, facendo un appello accorato a tutte le famiglie di Bergamo che, anche se solo per un piccolo aspetto, hanno bisogno di aiuto, di non permetter che la paura o la “vergogna” impedisca loro di rivolgersi ai servizi sociali.

In questa ricerca di bisogni che rimangono silenziosi e, perciò, inascoltati e irrisolti, i quartieri e le scuole devono essere i veri sensori del territorio per intercettare delle difficoltà anche momentanee e facilmente risolvibili grazie all’aiuto dei servizi sociali.

“Molte persone non vengono per cultura o per paura. Ma sono tanti i servizi sociali così come i soggetti del territorio coinvolti dall’ASST Papa Giovanni con il reparto di neuropsichiatria alle associazioni di quartiere in azione per garantire sostegno e supporto di prossimità e per dare risposte concrete e vicine. È necessario un cambiamento culturale. Questi sono solo alcuni degli effetti dell’emergenza sanitaria per cui stiamo intervenendo, ma ce saranno molti altri, purtroppo: non abbiate paura di rivolgervi a tutta la rete di aiuti”, dichiarano le assessore.

Per i progetti attivati dal Comune per il sostegno alle famiglie più vulnerabili a seguito dell’emergenza sanitaria, cliccate qui: https://www.comune.bergamo.it/procedure%3Ac_a794%3Asostegno.famiglie.covid%3Bdomanda

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