Le denunce

Antinfluenzale: “Consegnato 1 vaccino su 4 e per gli anziani è una corsa a ostacoli”

Cisl e Cgil sollecitano: "Ats deve fare in modo che Regione Lombardia intervenga al più presto per sveltire il processo di consegna". La replica di Ats

Sulla campagna vaccinale in Regione Lombardia continuano a piovere critiche e lamentele.

Dopo la denuncia del consigliere regionale del Partito Democratico Jacopo Scandella, che aveva sottolineato come l’arrivo delle nuove dosi previsto per il 10 novembre fosse già slittato al 18 e che all’appello ne mancassero circa due milioni, ora sono i sindacati Cisl e Cgil a mettere sul tavolo altre due criticità.

La prima è evidenziata dalla segreteria Cisl e dalla categoria Fnp, che da settimane, dicono, ricevono moltissime lamentele da parte dei cittadini: “Il piano vaccinale è un fallimento: siamo in ritardo di almeno un mese e, anche oggi, i medici di base sono costretti a rinviare appuntamenti presi anche un mese fa. Il motivo, parrà strano, è che mancano i vaccini – spiegano il segretario provinciale Mario Gatti e la segretaria Fnp Caterina DelasaIn questo modo il target del 75% di copertura per gli over 65 non sarà mai raggiunto, e ancora non è partita la campagna di vaccinazione per minori…”.

Secondo quanto raccolto dal sindacato di via Carnovali, negli scorsi anni ogni farmacia aveva dai 50 ai 150 vaccini che distribuiva alla popolazione che non aveva diritto a farlo gratuitamente, mentre quest’anno si prevede che ne arriveranno appena tra i 10 e i 15.

Eppure, sottolineano, “mai come quest’anno è importante vaccinarsi considerata la similarità tra i sintomi dell’influenza stagionale e il Covid-19. Il rischio della sovrapposizione delle due sindromi mette a rischio la tenuta del sistema che in Lombardia è già fortemente sotto pressione e che a Bergamo ancora paga lo stress organizzativo dei mesi scorsi. La Lombardia non può permettersi il fallimento della campagna di vaccinazione antinfluenzale, soprattutto in un anno come questo. ATS deve fare in modo che Regione Lombardia intervenga al più presto per sveltire il processo di consegna”.

Simili richieste e lamentele arrivano anche alla Spi, categoria gemella della Cgil diretta da Augusta Passera: “Pensavamo di non dover intervenire ancora sulla campagna vaccinale, ma ci eravamo illusi. In un momento in cui ritorna la paura e l’ansia per questa pandemia, in un territorio che ha ben presente la strage di questa primavera, l’ordine del giorno delle discussioni è la campagna vaccinale antinfluenzale e l’insufficienza delle dosi – spiega la segretaria generale –Continuiamo a ricevere richieste di chiarimenti e lamentele: chi ci chiama è preoccupato, indignato e arrabbiato perché non sa come, quando e dove prenotare il proprio vaccino e spesso si sente rispondere di non continuare a telefonare”.

“In piena emergenza pandemica sembra che vaccinarsi per gli anziani sia un’autentica corsa ad ostacoli con l’aggiunta spesso di una beffa – aggiunge -. Dopo aver dato ai medici di base un numero di dosi di vaccino ampiamente insufficiente, pur avendole pagate molto più di altre regioni che hanno agito per tempo e oculatamente, le autorità sanitarie non hanno fatto alcuna programmazione che permettesse una campagna chiara e uniforme e questo sta minando fortemente l’efficacia stessa dell’intervento preventivo. Sarebbe, invece, stata utile una modalità organizzativa che mettesse tutti nelle stesse condizioni senza far sentire fortunato chi ha un medico di base che ha risolto al meglio il problema dei propri pazienti e sfortunato chi non è ancora riuscito ad ottenere il vaccino. Un’organizzazione che tenga conto delle vere priorità mediche e che permetta a tutti di accedere alla vaccinazione con le stesse modalità non solo sarebbe equa, chiara ed efficace, ma avrebbe anche il pregio di farci trovare pronti organizzativamente per la prossima e, speriamo, vicina campagna vaccinale contro il COVID-19. Tra l’altro, anche chi ha provveduto privatamente pagandosi il vaccino di tasca propria si è trovato di fronte a tariffe che progressivamente sono lievitate. Come sindacato dei pensionati abbiamo unitariamente sottoposto questa rischiosa situazione ai vertici lombardi chiedendo di intervenire per rendere omogenee le modalità di prenotazione e per semplificare il più possibile le procedure. Questa campagna vaccinale è partita male e in ritardo per l’incapacità dei nostri responsabili regionali, ma riesce a proseguire anche peggio. Speriamo sempre che l’esperienza insegni e che non si compiano questi stessi errori con il vaccino anti-Covid”.

“Sono 105.000 le dosi di vaccino antinfluenzale destinate ai medici di medicina generale per i pazienti over 65, uno dei principali target previsti dalla campagna antinfluenzale di Regione Lombardia, già stoccate nei magazzini di ATS Bergamo e pronte per essere consegnate”. La risposta di Massimo Giupponi, direttore generale dell’Agenzia di Tutela della Salute.

Già nel pomeriggio di lunedì, in ordine all’arrivo dei vaccini antinfluenzali per i cittadini over 65 anni, l’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo aveva ricordato che Regione Lombardia, con una nota di venerdì 13 novembre, aveva confermato le tempistiche. Era infatti previsto che i medici di medicina generale avrebbero potuto effettuare le prenotazioni da questo pomeriggio e ritirare le dosi nelle farmacie a partire da mercoledì 18 novembre per poi procedere con le somministrazioni.

Prenotazioni e consegne procedono quindi secondo le tempistiche prefissate.

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