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L'ambiente in tempi di pandemia: cosa possiamo fare - BergamoNews
Consumo consapevole

L’ambiente in tempi di pandemia: cosa possiamo fare

Maggiore è la consapevolezza del problema e maggiore sarà la sensibilità, per questo abbiamo chiesto dei consigli green a Fridays For Future Bergamo da poter applicare nella vita di tutti i giorni

Forse non tutti ricordano quel venerdì 15 marzo 2019 in cui milioni di ragazzi di tutto il mondo si sono ritrovati nelle piazze per scioperare contro il surriscaldamento globale. Come ogni manifestazione che si rispetti aveva scatenato sorpresa e polemiche, ma la portata dell’evento ha fatto sì che per la prima volta la popolazione facesse sentire la propria voce su un tema che riguarda non solo la Terra, ma lo stesso destino dell’umanità. Tuttavia, l’immobilismo della classe imprenditoriale e politica ha fatto sì che il cambiamento auspicato si sia solo in piccola parte avviato e se continuiamo di questo passo, potremo ritenerci l’unica specie nella storia ad essere responsabile della sua stessa estinzione.

Per questa ragione abbiamo deciso di riportare al centro parole come “riciclo”, “sostenibilità” e “ambiente” chiedendo ai ragazzi di Fridays For Future di Bergamo quali possano essere delle azioni semplici che possiamo compiere come cittadini e come consumatori per rispettare il pianeta e continuare a combattere nel quotidiano il global warming.

I punti chiave di questa mini-guida sono legati al concetto di risparmio energetico, al consumo consapevole e ai rifiuti. Il rispetto per l’ambiente inizia, infatti, proprio a partire dalle scelte e dai comportamenti che adottiamo nelle nostre case. In tal senso, possiamo preferire l’acquisto di elettrodomestici ad alta classe energetica e lampadine a risparmio energetico, abbassare il riscaldamento e limitare l’uso del condizionatore e l’utilizzo di acqua calda.

Il consumo consapevole è invece strettamente legato al tema dei rifiuti. L’idea alla base delle nostre scelte dev’essere infatti quella di pensare al prodotto finito che abbiamo in mano in tutto il suo percorso di vita, dalla scelta dei materiali utilizzati e al numero di risorse richieste per la produzione, fino alla fase finale di smaltimento.

Vediamo quindi quali prodotti possiamo scegliere nel momento in cui ci troviamo tra gli scaffali di un supermercato.

Il primo suggerimento è quello di acquistare sfuso, evitare flaconi di prodotti per il corpo di piccole dimensioni, sostituendoli con le ricariche o con saponi in forma solida.

Un aiuto per le nostre scelte può derivare, inoltre, dalla lettura delle etichette. In ambito alimentare possiamo infatti informarci sulla provenienza dei prodotti e preferire la filiera corta e le piccole realtà locali, oltre che orientarci verso acquisti biologici (accurando di informarsi correttamente su questi ultimi). Allo stesso modo, nel momento in cui ci troviamo in un negozio di abbigliamento, possiamo premurarci di verificare quali tessuti siano stati utilizzati per la produzione.

Infine, non dimentichiamoci che i prodotti di pulizia per la casa costituiscono a loro volta motivo di inquinamento. Pertanto, è bene evitare l’acquisto di prodotti dalle formulazioni complicate e prediligere metodi naturali come l’aceto per la rimozione del calcare.

Parliamo ora dell’ultima fase di vita di un prodotto, ovvero lo smaltimento. Il primo aspetto da considerare è il rispetto delle regole in vigore per la raccolta differenziata porta a porta (ricordando che possono esserci differenze da comune a comune). Diversamente, se possibile, è bene usufruire delle piazzole ecologiche, le quali consentono di differenziare più accuratamente il prodotto.

Questi sono alcuni accorgimenti che i ragazzi di Fridays For Future ci hanno voluto segnalare, sebbene come movimento ritengano che la figura del consumatore green, non possa, da sola, essere sufficiente a risolvere la crisi climatica, la quale per essere affrontata con serietà necessita di tutto il supporto possibile dalla classe politica e un cambiamento che coinvolge l’intero sistema economico su cui si basa la nostra società.

Per questi motivi parlare di solo ambientalismo oggi non è più sufficiente. La nostra casa comune ha bisogno di una ristrutturazione profonda perché gli annunci e le pubblicità di facciata non corrispondono ad azioni concrete verso il cambiamento di cui abbiamo un urgente e disperato bisogno. Intanto, possiamo continuare ad implementare l’aspetto educativo, poiché maggiore è la consapevolezza del problema e maggiore sarà la sensibilità.

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