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Da Bergamo la petizione: compenso minimo e certezze agli educatori scolastici

Fp-Cgil e Fisascat Cisl di Bergamo lanciano on line una petizione sulla piattaforma di Change.org rivolgendosi direttamente al presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, a quella dell’Istruzione e al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali.

L’incertezza è nel loro DNA da sempre, perché se lo studente assistito si ammala o non va a scuola, la giornata di lavoro è perduta, non pagata. Ora, in quest’epoca di pandemia da Coronavirus, gli assistenti educatori scolastici vivono e vivranno una precarietà moltiplicata oltre ogni limite.

Per questo Fp-Cgil e Fisascat Cisl di Bergamo lanciano on line una petizione sulla piattaforma di Change.org rivolgendosi direttamente al presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, a quella dell’Istruzione e al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali.

Qui il link per aderire: http://chng.it/LmnWctqdv4

Dopo un lockdown passato “come fantasmi e senza reddito”, poi in attesa degli ammortizzatori sociali, ora che la seconda ondata di Covid-19 è arrivata, si moltiplicano inquietudini e preoccupazioni per questa figura professionale ibrida: gli assistenti educatori scolastici lavorano con alunni disabili di elementari, medie e superiori nelle scuole pubbliche, ma non sono dipendenti pubblici.

Sono di solito assunti (anche a tempo indeterminato) da cooperative sociali che lavorano in appalto per il Comune di cui sono cittadini gli studenti a loro affidati. A Bergamo e nel resto della provincia sono attivi circa 1.500 lavoratori.

All’inizio di ogni mese di attività gli assistenti scolastici non sanno quale sarà il loro stipendio: tutto dipenderà dalle assenze dei ragazzi assistiti. Eppure, garantiscono un diritto costituzionale, la scolarizzazione di soggetti fragili.

Nella petizione on line Cgil e Cisl di Bergamo chiedono che:

1- si garantisca il salario anche nei casi in cui lo studente assistito manchi da scuola, per malattia o altro. Chiediamo la sicurezza di un reddito riconoscendo il tempo per attività da svolgere all’interno del polo scolastico; e che venga garantita una copertura economica attraverso un’indennità durante i mesi estivi non lavorati;

2-venga riconosciuto il loro livello professionale, come accade in tutti gli ambiti socio-sanitari-assistenziali-educativi, colmando così una lacuna legislativa rispetto al loro ruolo in classe;

3-si assicuri il diritto di effettuare in ambito scolastico tutte le ore settimanali come da contratto, anche nel caso di assenza dell’assistito.

Finalmente si faccia un investimento anche su questi lavoratori, si riconosca una volta per tutte il loro ruolo prezioso.

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